Le Fortificazioni alla moderna del Piemonte: Alessandria, Casale, Torino, Valenza : lettura comparativa
Andrea Raimondo Perra, Luca Giuseppe Perra
Le Fortificazioni alla moderna del Piemonte: Alessandria, Casale, Torino, Valenza : lettura comparativa.
Rel. Laura Blotto, Nadia Fabris. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Nel corso dell'ultimo anno accademico abbiamo svolto il tirocinio curriculare presso il Comune di Torino, lavorando per la "Divisione Servizi Tecnici ed Edilizia per i Servizi Culturali Sociali Commerciali, Settore Edifici per la Cultura", occupandoci del lavoro di restauro del Mastio della Cittadella (Lottol) e soprattutto del progetto di riqualificazione (Lotto2) del padiglione ad esso collegato e a ridosso delle restanti mura della Cittadella. Questo lavoro ci ha permesso di rapportarci da vicino con l'architettura militare del Mastio della Cittadella, permettendoci di conoscere nuovi aspetti di questa tipologia costruttiva; grazie anche ai diversi sopralluoghi svolti sul cantiere e allo studio del progetto e delle vicende che ne hanno favorito il mantenimento della memoria nel tempo.
Il lavoro di analisi che abbiamo realizzato in questa tesi nasce da degli interrogativi riguardo alla funzione di un edificio complesso come quello di una Cittadella; più precisamente ci siamo interrogati sul caso di Torino in quanto oggetto di lavoro all'interno del sopracitato tirocinio curriculare e, cercando di capire quali furono le sue caratteristiche architettoniche e compositive, quali erano le sue principali funzioni e quali le cause che portarono alla sua demolizione. Questi spunti di riflessione, ci hanno condotto alla creazione di un elaborato che aveva come punto di partenza il tema della Cittadella di Torino, ma in seguito si è allargato ad un discorso più generale sul tema delle strutture fortificate; cercando quindi di sottolineare l'importanza storica, urbanistica e architettonica di questi elementi così caratteristici. Abbiamo innanzitutto cercato di capire come si sono sviluppate le strutture fortificate e le conseguenti novità nel campo dell'architettura militare in Europa. Partendo poi dalla pratica di studio fatta sul caso della città di Torino, abbiamo voluto prendere in esame dei casi simili per importanza e porli a confronto. I casi presi in esame, sono quattro; si tratta di diverse città del Piemonte: Alessandria, Casale, Torino e Valenza. Si è voluto far luce sull'evoluzione architettonica di queste città che, spinte dalle vicende di guerra che interessarono i principali stati europei si videro costrette a riorganizzare le proprie difese e rafforzare le proprie strutture sul territorio. Con questo lavoro, si è cercato di ricreare attraverso l'analisi grafica, un "percorso" storico-cronologico che va dalla fondazione della città sino all'età Napoleonica, dando poi uno sguardo alla situazione attuale come risultato "finale" dell'evoluzione della città; mettendo quindi in evidenza quali segni e quali elementi architettonici sono ancora presenti nel tessuto urbano di ogni struttura urbana.
L'argomentazione da noi trattata sarà ampliata grazie all'utilizzo di mappe, tavole e rappresentazioni grafiche che vogliono in qualche modo semplificare lo studio di tali evoluzioni. Tutte le rappresentazioni grafiche dei vari periodi storici sono state realizzate e sviluppate sulla pianta della città attuale per ognuno dei quattro casi studio.
Nel terzo capitolo abbiamo elaborato una comparazione riguardante gli elementi architettonici dei quattro casi, ma applicando la lettura comparativa alle sole Cittadelle, studiandone di conseguenza lo sviluppo, le tecniche costruttive e la tipologia architettonica. Questa tesi vuole concludersi con uno sguardo al presente, poiché, solo oggi ci si è accorti che queste aree rappresentano un importante patrimonio, in quanto sono diventate urbanisticamente significative e quasi centrali rispetto all'insieme delle strutture urbane. Senza considerare il fatto che sono state un freno alle espansioni disordinate degli ultimi anni Sessanta, diventando elemento portante di un possibile ridimensionamento delle città, nel rispetto delle proprie caratteristiche e valenze storiche le quali influiscono nel ridisegno urbano anche in circostanze al di fuori dei nuclei centrali tradizionali. In alcuni casi tali aree, talvolta anonime, sono state utilizzate e riconvertite in quartieri militari; un esempio è dato dalla Cittadella di Alessandria giunta sino a noi quasi completamente intatta, mentre nella maggior parte dei casi molte di queste cittadelle hanno perso la loro connotazione originaria, in parte sono state smantellate o peggio ancora sono poi finite abbandonate, dimenticate o inglobate nel margine tra città e campagna; questo perché nel XIX secolo si verifìcarono le più dolorose manomissioni e le più sconsiderate demolizioni di opere fortificate e di testimonianze del nostro passato. Possiamo prendere come esempio il caso della Cittadella di Torino, della quale, ancora oggi, dopo un secolo e mezzo, ci domandiamo come siano potuti formarsi e prosperare a metà dell'Ottocento i tanti concorrenti propositi che hanno portato all'eliminazione di una delle più belle cittadelle d'Europa. Nel XX secolo invece le concezioni urbanistiche si sono dimostrate incapaci di gestire le trasformazioni delle strutture del passato e non considerando un possibile "ridisegno" delle città, nel rispetto delle proprie caratteristiche storiche. Solo di recente ci si è accorti che la valorizzazione di queste aree rappresenta un importante valore sociale ed economico, sia per la loro valenza storica, che per la loro posizione centrale; dando luogo così ad un programma di tutela di queste aree demaniali e partendo dall'impegno di tener conto dello stato di degrado in cui queste strutture si trovano ed evitando quindi che diventino ulteriormente luoghi di completo abbandono e degrado, anche sotto il profilo della sicurezza pubblica e sociale.
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