Caratteri visivi nell’Architettura del sacro, una sperimentazione progettua
Elisabetta Morini, Daniela Neri
Caratteri visivi nell’Architettura del sacro, una sperimentazione progettua.
Rel. Anna Marotta, Giuseppe La Malfa, Goffredo Boselli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Introduzione
L'aspetto percettivo, in particolar modo quello legato al senso della vista, viene a volte considerato di secondaria importanza rispetto ad altri caratteri che influenzano l'atto della progettazione. In alcuni casi le scelte cromatiche non sono supportate da un progetto ma vengono lasciate al gusto dei committenti dell'opera o dei fruitori finali. Eppure uno studio in tale direzione si dimostra di estrema importanza poiché consente di far entrare in empatia il soggetto con l'architettura evitando di renderla un qualcosa di estraneo alla collettività. La progettazione dal punto di vista cromatico e visivo deve essere presa in considerazione in particolare per gli edifìci di culto in quanto il messaggio che essi comunicano presenta caratteri emotivi e di soggettività. Compito dell'architetto è quindi quello di permettere la comunicabilità di questo messaggio attraverso delle scelte puntuali che possano guidare il fedele o il semplice fruitore. Nello specifico, la ricerca si caratterizza per la presenza di uno studio in primo luogo teorico, che ha portato all'analisi dei caratteri visivi nell'architettura di culto esistente, ed in seguito attraverso una proposta progettuale di un complesso parrocchiale in cui tali caratteri si integrino tra loro.
Una prima parte consente di illustrare l'approccio al tema nonché le teorie e le metodologie che sono state utilizzate per la comprensione e lo studio dell'architettura esistente. In particolare il capitolo 1.2 permette di fornire un quadro preliminare sull'importanza che le forme e lo spazio assumono per quanto concerne l'atto della percezione visiva in ambito cristiano; attraverso un percorso che parte dallo studio della psicologia analitica e della psicologia della forma si giunge alla determinazione dei rapporti che mettono in connessione gli elementi del costruito all'interno dello spazio. Il capitolo 1.3 nasce con l'obiettivo di estendere il campo di interesse, oltre che alla religione cristiana, anche all'ebraismo e all'isiam, le altre due religioni abramitiche. Oltre a fornire alcuni cenni riguardanti la tipologia l'organizzazione dei poli all'interno degli edifìci cultuali, si è affrontato, tramite brevi cenni e spunti di riflessione, la questione della percezione visiva della luce, dei colori e dell'iconografìa. La Parte II permette di sviluppare ad un grado maggiore di approfondimento gli aspetti peculiari della religione cristiana. Il capitolo 2.1 nasce con l'obiettivo di fornire un inquadramento al tema attraverso un percorso dell'architettura sacra dal periodo paleocristiano sino al XX secolo. Tale capitolo non vuole essere una sintesi completa di tutte le architetture realizzate in suddetti periodi ma fornisce una mappatura a campione utile per la comprensione dei capitoli seguenti. In particolare il capitolo 2.2 si configura come un iter volto all'analisi delle trasformazioni che hanno modificato gli aspetti tipologici e strutturali nel corso dei secoli. Permette inoltre di comprendere gli effetti che queste trasformazioni hanno comportato in materia di percezione visiva.
Il capitolo 2.2.3 tratta in maniera puntuale l'articolazione dello spazio all'interno dell'aula liturgica con lo studio e la collocazione dei fulcri della liturgia. I rapporti spaziali che si creano tra i singoli poli consentono una pluralità di scelte differenti per quanto concerne le assialità della chiesa, la collocazione dell'assemblea dei fedeli e lo sviluppo dei percorsi processionali. Nella terza parte, l'analisi fino a qui condotta assume ora dei caratteri soprattutto visivi; vengono presi in considerazione gli aspetti che maggiormente consentono di influenzare la percezione del complesso cultuale. In particolare, nel corso della trattazione, i temi affrontati vertono sui temi della luce, del giardino, del colore, dei rapporti armonici che si sviluppano tra spazio e musica, del simbolismo dei paramenti sacri e negli apparati decorativi. Ognuno di questi capitoli non è da considerarsi elemento a parte e disgiunto dal resto ma costituisce un tassello per giungere alla formulazione di un complesso organico e unificato in cui gli aspetti visivi fino a qui menzionati si influenzino a vicenda. La parte successiva (Parte IV) pone le basi per la realizzazione di un metaprogetto. I concetti e gli aspetti maggiormente teorici affrontati servono ora da punto di partenza per una proposta progettuale che persegue gli obiettivi di buona comunicabilità e attenzione alle sensazioni emotive del fedele.
Relatori
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