Torino Esposizioni nel futuro di una città che cambia
Maddalena Remmert, Eleonora Tavella
Torino Esposizioni nel futuro di una città che cambia.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Introduzione
Torino Esposizioni è una struttura di grande rilevanza storica ed architettonica che fa parte della tradizione e della cultura urbana di Torino. È un edificio composto da più padiglioni, di cui il più rilevante è quello centrale, inizialmente scoperto e adibito a giardino e successivamente coperto da una struttura imponente ed innovativa realizzata dall'lng. Nervi, che, negli anni, è diventato l'elemento identificativo dell'intera costruzione.
Essendo un edificio realizzato negli anni 40 del 1900 non soddisfa i requisiti richiesti per i bassi consumi, infatti richiede grandi spese sia per il riscaldamento che per il raffrescamento; inoltre, essendo vincolato come "Edificio e Manufatto Speciale di Valore Documentario" nella NUEA, può essere ristrutturato nei limiti degli adeguamenti funzionali che non prevedono abbattimenti di alcuna parte o variazioni della struttura.
Anche l'organizzazione interna degli spazi non aiuta: i padiglioni hanno tutti dimensioni rilevanti con grandi luci libere, che rendono ancora maggiori le dispersioni e i consumi per l'adeguamento al comfort ambientale.
Fino ad oggi Torino Esposizioni è stato utilizzato in modo saltuario per mostre e fiere che hanno occupato la struttura per pochi mesi all'anno, non garantendo, quindi, uno sfruttamento degli spazi al massimo potenziale.
Per la stesura di questo lavoro, si è iniziato a pensare ad un unico progetto che potesse garantire un uso definitivo e completo della struttura. Proprio per raggiungere questo risultato si è voluto consultare una serie di personaggi che, grazie alla loro esperienza, potessero aiutare a risolvere alcuni dubbi relativi ai costi di gestione e trasformazione ed alla necessità di spazi per la città di Torino.
Il punto di partenza, base per ogni possibilità progettuale, era la capacità di Torino Esposizioni di mettersi in gioco come struttura dedicata all'innovazione e come spazio utile per un guadagno economico e a disposizione della cittadinanza. La mancanza di un committente e di un'idea concreta sul valore dell'edificio e la ricerca di una destinazione d'uso che prevedesse tutte queste nobili caratteristiche hanno portato come risultato l'identificazione di diverse possibilità progettuali molto diverse tra di loro. Ognuna di queste ha trovato riscontro in uno dei personaggi chiamati a rispondere ad alcune domande relative all'oggetto dello studio. L'idea iniziale è stata quella del Parco Scientifico Tecnologico, dovuta alla valutazione delle necessità riscontrate nel Piano Strategico del 2006 ed al contesto circostante caratterizzato dalla presenza delle Università e dei numerosi poli ospedalieri. A questo proposito è stato contattato il Professore Ordinario della Facoltà di Biologia Aldo Fasolo.
Il PST si è trasformato in distretto creativo a seguito dell'incontro con il Direttore di Torino Internazionale, l'Arch. Anna Prat. L'incontro è stato voluto per avere un confronto con chi scrive il Piano Strategico della città e che, quindi, valuta le necessità attuali e future di Torino. Per avere un riscontro a livello economico e progettuale per la stesura di un progetto di PST o di distretto creativo, è stato fissato un incontro con il Direttore Generale di Finpiemonte, ente pubblico che si è già dedicato alla realizzazione di Parchi Scientifici Tecnologici in tutta la Regione Piemonte. L'Arch. Cristina Perlo si è subito resa disponibile per alcuni consigli sulla realizzazione di una struttura simile, suggerendo, però, che, a suo avviso, il riuso più plausibile per i guadagni possibili e per la riduzione degli impegni da parte del Comune, sarebbe quello del centro residenziale.
Il successivo incontro è stato con il responsabile delle Aree Politiche Territoriali dell'IRES Piemonte, l'Arch. Fiorenzo Ferlaino, il quale ha suggerito l'inserimento di un centro della movida all'interno di Torino Esposizioni, prima di tutto per risolvere il problema del rumore notturno nel quartiere dì San Salvario e poi perché diretta conseguenza del fenomeno naturale di occupazione degli spazi attorno all'edificio già in atto da diverso tempo. Inoltre, tra ottobre e novembre 2012, è stato organizzato il festival di musica elettronica Torino Movement che ospita le performance dei migliori musicisti e DJs internazionali per rappresentare gli sviluppi della cultura musicale contemporanea e che collabora con Movement Detroit, il più importante festival di musica dance del mondo. Per il primo anno questo evento è stato organizzato a Torino Esposizioni e, più precisamente, nel Padiglione Morandi; proprio per questa ragione si è ritenuto opportuno domandare un'opinione all'organizzatore dell'evento Juni Vitale.
Infine l'uso più naturale per Torino Esposizioni è il polo espositivo/fieristico che è l'utilizzo che fino ad oggi è stato fatto della struttura. Purtroppo l'edificio è utilizzato in maniera saltuaria e, quindi, l'intenzione sarebbe quella di formalizzare questa tipologia di destinazione d'uso dando uno sguardo a edifici che da ex-industriali o ex-stazioni ferroviarie sono stati trasformati con successo in poli espositivi o fieristici, in modo da capire quali siano state le chiavi del successo di questi casi studio. Per comprendere le necessità di Torino sotto questo punto di vista, ci siamo rivolte al Convention Bureau Manager di Turismo Torino Marcella Gaspardone. Un'evoluzione di questa tipologia d'uso è il museo interattivo-virtuale, che noi abbiamo chiamato Playground per fare riferimento al gioco e all'apprendimento che si sviluppano insieme in una struttura che ha come filosofia l'imparo facendo, un museo hands-on. Abbiamo, quindi, contattato Steve Della Casa, Presidente di Film Commission Torino Piemonte, associazione che si occupa di "promozione della Regione Piemonte e del suo capoluogo Torino come location e luogo di lavoro d'eccellenza per la produzione cinematografica e televisiva, attirando sul territorio produzioni italiane ed estere e al tempo stesso sostenendo l'industria cinematografica e televisiva locale, creando dunque nuove opportunità di lavoro per chi opera nel settore."1 Questo contributo è molto importante, insieme alla collaborazione con il Liceo Teatro Nuovo Torino, per la realizzazione degli allestimenti per un museo di questa tipologia.
In definitiva, questo lavoro si propone di mettere a confronto sei tipologie di destinazione d'uso e, tramite l'analisi di diversi casi-studio ed il parere di alcune figure tecniche specializzate nei diversi settori, di trovare quale, tra i sei, sia l'adaptive reuse più appropriato a Torino Esposizioni e alla città.
Relatori
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