La Valà a San Damiano Macra (CN), progetto di recupero
Antonio Sonzini
La Valà a San Damiano Macra (CN), progetto di recupero.
Rel. Paolo Mellano, Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
INTRODUZIONE
"Una strada ci vuole, come un paese", direbbe Cesare Pavese. Ti apre al mondo e ti tiene legato alla tua terra. Consente di partire e di tornare. E' ancora di salvezza e cordone ombelicale, è flusso di energia dalle radici, vitale e salvavita, è novità e sicurezza, apertura e chiusura, innovazione e conservazione, brivido e appagamento, arricchimento e conoscenza, lacrime di addio e sorriso di volti ritrovati. La strada è il volo ed il ritirarsi, l'avventura e l'ignoto, la certezza ed il quotidiano, l'imprevedibile ed il consueto, è fantasia e concretezza, è ricordo e progetto. E' disponibilità verso il non immaginabile e tentazione irresistibile. La strada è incontro tra chi va e chi viene, tra chi racconta e chi domanda, tra chi è al capolinea e chi ha tutto da percorrere. La strada è viaggio e metafora della vita. E'via di fuga ed uscita di sicurezza. E' arsura e refrigerio. E' orma di pellegrini.
La strada è storia di esitazioni e di timori, di nostalgia e di ribellione, di slanci e di ripiegamenti, di illusione e disincanto, di speranze e di rinuncia, di possibilità e di futuro, di abbattimento e di entusiasmo, di caparbietà e di resa, di incontri e di scontri, di attesa e di impazienza, di passioni e di sorgenti zampillanti.
La strada è ritrovarsi, è scambio e dono, stretta di mano e di sofferenza. Transito di idee e possibilità di sosta.
La si può percorrere o anche soltanto stare a guardare. E' ombra e luce. E' natura e paesaggi. E' umanità e senso per la vita. Ci si può avviare di corsa o camminare, ma anche decidere di andare piano o fermarsi e perfino tornare indietro.
Ogni qualvolta mi trovo a passare per questa strada inevitabilmente la mente comincia a ricostruire un ipotetico passato, un'affascinante storia di uomini, di cultura e di civiltà. Gioca a ricostruire i ruderi e simulare la vita di un tempo, con il mulino in funzione, il fabbro che forgia, le botteghe, l'osteria e i viandanti.
Questa è via Vallata, la via più vecchia di San Damiano Macra, soprannominata la San Damiano vecchia, che per la sua posizione geografica era via vai di genti, operosa e viva, ora dimenticata e senza vita, colma di ruderi e ricordi, abbandonata al proprio destino, per questo volgo volontariamente a creare questo lavoro, per lasciarne un ricordo, un'impronta scritta che non si possa dimenticare!
Purtroppo le spiacevoli vicende accadute durante l'arco del secondo conflitto mondiale fanno si che non esista una storia scritta di San Damiano Macra, colpa dovuta al dirompente rogo del '44 in cui andarono persi tutti i documenti riguardanti la stessa.
Allo stato attuale delle ricerche pochi sono gli scritti, le foto i documenti ecc, ritrovati e molti di questi sono stati visionati da Secondo Garnero, che negli anni passati ha fatto numerose ricerche e svolto altrettante interviste per portare alla luce il maggior numero di informazioni riguardanti San Damiano Macra. Visto lo scopo di tale operaci accingiamo a seguire la storia tramite i testi scritti di codesto autore e ripercorreremo lungo i secoli le tracce lasciate dai Romani nell'intera valle passando per la prima attestazione scritta del 1028 fino ad arrivare nel secondo millennio dove i pochi scritti rimasti cominciano ad essere più "parlanti".
Relatori
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