Arte ed architetture perdute del Sacro Astigiano nell'opera di S.G. Incisa : un'esperienza virtuale
Fabio Lano
Arte ed architetture perdute del Sacro Astigiano nell'opera di S.G. Incisa : un'esperienza virtuale.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
L'opera di Stefano Giuseppe Incisa come mezzo per la ricostruzione virtuale delle architetture sacre della Città di Asti tra XVIII e XIX secolo: il Progetto Logico di Rilievo come metodo d'indagine.
Il canonico Incisa aprì la sua opera maggiore "Appendice all'anno MDCCCVI. Delle facciate delle chiese e delle iscrizioni" scrivendo:
«[...] ho deliberato di dire qualche cosa in breve di tutte le altre Chiese di questa Città ancora esistenti, o di cui già ne avessi fatto qualche schizzo prima d'ora, innanzi che per qualche ordine sovrano non se ne faccia altro suo colla loro distruzione, e così se ne perda la memoria, come col tempo si teme che pur troppo avrà a succedere.»
Era chiaro il segnale che il patrimonio architettonico e artistico conservato dalle numerose chiese urbane di Asti si presentava come seriamente minacciato di cancellazione pressoché totale, com'era già avvenuto per la Certosa di Valmanera e per il magnifico convento di San Bartolomeo d'Azzano, venduti a privati che hanno provveduto al loro atterramento, vendendo tutto ciò che era in essi contenuto.
L'opera giunta fino ai giorni nostri dopo, che si credeva perduta fino al suo ritrovamento nel 1917, è il più importante documento nel suo genere, riportando minuziosamente tutte le informazioni principali in merito alle chiese esistenti e non più presenti al tempo in cui scrisse, ma di cui esistevano informazioni e/o l'Incisa aveva potuto vederne in prima persona almeno i resti, nonché il disegno puntuale delle facciate degli edifici sacri. L'elevata attendibilità di quest'opera è dovuta alla possibilità di confrontare i disegni con le facciate esistenti ai giorni nostri, che restituiscono un'immagine assolutamente veritiera del suo contenuto.
La scelta di ricostruire il sistema di Chiese nella Asti a cavallo tra XVIII e XIX secolo, attraverso l'applicazione di un metodo collaudato come quello proposto dal Dipartimento di Architettura e Design chiamato "Progetto Logico di Rilievo", è sembrato utile data l'alta flessibilità di organizzazione del metodo di lavoro, il quale permette un percorso programmato e sistematizzato, organizzato per fasi, che si può adattare all'ambiente di studio su cui si vuole applicarlo, aiutando il ricercatore a raggiungere gli obiettivi posti a priori.
Nel caso di questa tesi, si parla di un sistema di documenti molto vasto, che spaziano dai rilievi dell'Incisa, ai progetti originali, alle vedute degli artisti di fine ottocento, fino alle prime riprese fotografiche d'inizio XX secolo, quindi difficilmente si sarebbe potuto fare ricorso ad un metodo rigoroso scientifico-matematico.
I presupposti di questa tesi sono di arrivare a definire e mettere a sistema tutti i documenti e le fonti disponibili su ogni edificio sacro elencato nell’Appendice, in modo da poter creare un vero e proprio Museo Virtuale in cui tutte queste informazioni possano essere messe a disposizione in modo semplice e magari interagibile anche ad un pubblico non accademico, nell'intento di rispettare i presupposti che lo stesso Incisa si prefissò nel 1806, cioè di non perdere memoria di questo straordinario patrimonio artistico e architettonico che le Chiese di Asti custodivano ed alcune ancora proteggono, seppur in modo non dichiarato, da molti secoli.
- Abstract in italiano (PDF, 112kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 106kB - Creative Commons Attribution)
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