Simone Esposito, Federica Sampietro
Il parco del Po nella città di Torino.
Rel. Giancarlo Motta, Marcella Graffione, Antonia Pizzigoni, Carolin Christin Stapenhorst. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2012
Abstract
Il presente lavoro, che si inserisce all'interno del più ampio progetto di ricerca condotto dal professor Giancarlo Motta, professore ordinario alla prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, intende affrontare, nello specifico, il tema della "progettazione cartografica", intesa come l'insieme di conoscenze scientifiche, tecniche e artistiche finalizzate alla rappresentazione simbolica ma veritiera di informazioni geografiche in relazione al luogo nel quale si realizzano.
Il gruppo di ricerca del prof Motta, è fermo sostenitore del principio secondo il quale i criteri di qualità dell'architettura debbano fondarsi innanzitutto sullo studio delle condizioni geografiche, territoriali ed urbane dei luoghi.
In linea con il suddetto fondamento, il campo di interesse della ricerca non si arresta soltanto allo studio delle caratteristiche insediative del rapporto tra architetture e luogo, ma riguarda la costruzione stessa dell'architettura, costruzione la cui natura e qualità non possono prescindere da essi.
Più nel dettaglio, i luoghi presi in esame dai ricercatori risultano essere aree che, pur mostrando considerevoli differenze tra loro, hanno in comune il fatto di trovarsi tutti nella zona di confluenza dei fiumi del territorio metropolitano torinese: si tratta, in particolare, delle aree in prossimità o dentro le fasce fluviali del Po e della Stura.
Le caratteristiche morfologiche degli insediamenti e le costanti architettoniche di questa area sono pertanto da ricondurre alla natura fluviale del territorio in cui giacciono.
Il lavoro che viene svolto in questa sede, restringendo il campo di azione del gruppo di ricerca, si concentra sul tratto del Po nella città di Torino compreso tra la confluenza del Sangone e la confluenza della Dora Riparia.
Detto territorio costituisce un sistema complesso e diversificato, aperto ad un contesto altrettanto articolato dove, a paesaggi di alta qualità, si avvicendano infrastrutture ed attività a forte pressione ambientale.
E il presente lavoro ha proprio l'obiettivo di valorizzazione, attraverso lo studio e l'elaborazione di carte, questo patrimonio di inestimabile valore situato all'interno della città
Partendo quindi dall'analisi delle carte tecniche elaborate dall' Ente Parco del Po e dal Comune di Torino, della carta geologica nazionale del 1956 , seguita da uno scrupoloso e minuzioso sopralluogo, è stato possibile individuare l'area alla base dello studio, concentrandosi sulle sole aree strettamente legate at fiume Po.
Le carte elaborate nel corso delle ricerche a cui faremo in seguito riferimento sono state costruite come "carte orientate al progetto".
Si noti a questo punto che il principio fondamentale e irrinunciabile della rappresentazione cartografica è quello di costruirsi per strati o piani successivi: in questo modo la rappresentazione cartografica fa sempre riferimento a una pluralità di carte. Ogni carta isola ed estrae singoli temi, e mostra come l'architettura, o, meglio, alcune sue parti, caratterizzano punti di passaggio tra elementi geografici diversi.
Ogni piano cartografico, ogni strato, è, come dicono Gilles Deleuze e Felix Guattari, un piano di "aggancio" tra due fatti, di cui uno è un elemento geografico e appartiene alla natura e alla Terra, l'altro, come in questo caso, che tratta di carte che hanno come obbiettivo quello di rappresentare l'architettura nei suoi rapporti con i caratteri dei siti, è , altrettanto necessariamente, un fatto artificiale, un elemento del costruito.
La carta diventa così uno strumento capace di generare una moltitudine di opportunità progettuali.
Il nostro progetto "sta nella carta": non solo tenta di dare le soluzioni all'interno del luogo, ma si rappresenta in coerenza con i temi e le figure che la carta già mostra.
Il progetto a scala più grande che verrà elaborato, infine, fissa in scelte di architettura ciò che le carte già mostrano.
La cartografia prodotta infatti, consente al progetto di non imporsi dall'esterno come sovrapposizione ai luoghi di una forma o di figure elaborate altrove, ma di prodursi dall'interno di un divenire della città che solo la carta può mettere in evidenza.
Relatori
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