Progettare con i rifiuti : diario di un'esperienza di riuso della moquette in edilizia
Giorgio Ceste
Progettare con i rifiuti : diario di un'esperienza di riuso della moquette in edilizia.
Rel. Andrea Bocco, Roberto Giordano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
La tesi affronta un tema di cui oggi si parla, si scrive e si discute molto: l'enorme quantità di rifiuti prodotti e il loro possibile riuso. La produzione dei rifiuti nel mondo occidentale, provocata in parte da una forte cultura legata al consumismo e da cui dipende oggi gran parte della nostra società e la quasi totalità del mercato, sta creando seri problemi di tipo ambientale ed economico.
Per questo motivo sono molti i tentativi proposti, a diversi livelli, per limitare l'impatto dovuto alla crescente mole di rifiuti prodotti. Anche l'Unione Europea si è impegnata, proponendo delle linee guida e promuovendo la gestione dei rifiuti secondo le tre R della miste hierarchy: reduce, reuse, recycle.
Il riuso e il sistema di gestione dei rifiuti che permette più alte prestazioni rispetto al riciclaggio poiché consente di reimpiegare i prodotti, anche per funzioni differenti dalle originarie, mantenendo le proprie caratteristiche, l'energia spesa per la loro produzione e le materie prime di cui sono composti. Inoltre permette di evitare l'impatto dovuto allo smaltimento dei prodotti e alla produzione di altri beni che svolgano la medesima funzione.
Anche nell'ambito edilizio il riuso possiede delle potenzialità ancora inespresse. Se si considerano l'enorme impatto ambientale dovuto alle attività di costruzione, gestione e dismissione degli edifici e la quantità di materie prime impiegate, il riuso dei rifiuti per la realizzazione di prodotti per l'edilizia potrebbe essere una valida soluzione alternativa.
Il riuso degli oggetti della vita quotidiana è un pratica in uso fin dall'antichità, legata all'ottimizzazione delle risorse, spesso limitate, a disposizione dell'uomo.
Analogamente, in architettura, il riuso di parti o di interi edifici è sempre avvenuto: riuso di manufatti abbandonati, spoglio di vecchi edifici, ecc.
I prodotti riusati che oggi incontriamo in edilizia provengono solitamente dallo stesso settore edile, cioè da edifici dismessi, ristrutturazioni, stock di prodotti inutilizzati o invenduti.
La pratica di utilizzare scarti prodotti da altri settori si è sviluppata soprattutto dagli anni '70 all'interno dei movimenti alternativi americani, nei quali avvennero le prime sperimentazioni con rifiuti quali lattine, bottiglie di vetro o plastica, pneumatici. In quegli anni il dibattito sul riuso dei rifiuti per l'architettura si accese e si moltiplicarono le esperienze. La pratica del riuso però non riuscì a decollare e a metà degli anni '80 il fervore era già spento. Occorse attendere i primi anni duemila per osservare un nuovo interesse in quest'ambito. Oggi sono numerosi gli esempi di riuso di prodotti applicati in architettura, con modalità di approccio, obiettivi e risultati spesso molto differenti. Quelli più interessanti sono stati ottenuti nei casi in cui, al di là dell'innovazione legata al riuso di prodotti, sono state condotte accurate ricerche e sperimentazioni. E da precisare però che la maggior parte dei casi di riuso in architettura è ancora legata a esperimenti unici.
Date tali premesse, l'obiettivo primario della tesi è quello di valutare l'effettiva fattibilità, tramite un approccio scientifico, della progettazione con i rifiuti.
In secondo luogo, ho tentato di studiare un procedimento ripetibile per la realizzazione del prodotto finale, non legato a un'esperienza unica, ma industrializzabile.
Non esistendo un unico metodo consolidato per la progettazione con i rifiuti, il mio lavoro studia in prima istanza i casi già realizzati e, successivamente, delinea un processo realizzabile all'interno del contesto italiano.
Il lavoro della tesi parte dall'acquisizione di informazioni riguardanti la normativa italiana relativa ai rifiuti e le modalità di gestione degli stessi. Con l'aiuto di alcuni esperti del settore ho potuto conoscere direttamente i soggetti che lavorano con i rifiuti: dalle aziende che producono scarti ai centri di raccolta e smista-mento dei rifiuti urbani.
Tale esperienza mi ha portato a delineare un percorso per la ricerca dei prodotti. Dopo aver catalogato e valutato la fattibilità di riuso di alcuni rifiuti, ne ho individuati alcuni e ho analizzato le loro caratteristiche e il loro ciclo di vita nel contesto particolare della città e della provincia di Torino. Da quest'analisi ho scelto infine uno solo di essi, la moquette da allestimenti fieristici, in particolare quella dismessa dal Lingotto Fiere.
La moquette è composta da materiali plastici che necessitano per la produzione una grande quantità di energia da fonti non rinnovabili. Tale prodotto possiede una vita molto breve, legata alla durata delle manifestazioni, dopo la quale viene smaltito in discarica. Le migliaia di metri quadrati usati in ogni evento costituiscono un enorme spreco di materie prime ed energia.
Essendo il riciclo della moquette un processo non economicamente conveniente e quindi poco praticato, il riuso diventa una soluzione da prendere in considerazione. Dopo averne ottenuto una quantità sufficiente, ho proceduto con lo studio delle caratteristiche e dei possibili utilizzi come prodotto per l'edilizia. Sono state studiate le caratteristiche generali, fisico-tecniche, strutturali, tecnologico-ambientali ed energetiche.
La sperimentazione svolta si è avvalsa di alcune collaborazioni con docenti e laboratori del Politecnico di Torino, che mi hanno permesso di condurre alcuni test per definire le proprietà dei prodotti da me ipotizzati. Parallelamente allo studio delle caratteristiche, ho condotto la progettazione tecnologica delle soluzioni. Sono così giunto alla definizione di tre prodotti: una parete prefabbricata, un pannello isolante e un pannello fonoassorbente. Il risultato del lavoro conferma il metodo di ricerca condotto: lo studio dei potenziali riusi dei rifiuti in base alle caratteristiche che possiedono.
Il lavoro svolto non è paragonabile ad uno studio di fattibilità di un prodotto edilizio, poiché i test effettuati sono solo alcuni tra quelli necessari per svolgerne uno completo. I dati ottenuti sono però utili come base per l'avvio di tale studio.
Con l'ausilio di mezzi aggiuntivi, la collaborazione di esperti e aziende e maggior tempo a disposizione, si potrebbe forse giungere alla realizzazione e alla commercializzazione di tali prodotti.
- Abstract in italiano (PDF, 139kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 137kB - Creative Commons Attribution)
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