Marco Graziano
Il ruolo dell’ente intermedio nel governo del territorio : prospettive e riflessioni sull’abolizione delle province.
Rel. Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2012
Abstract
II panorama istituzionale di riferimento per il governo del territorio ha, nel recente passato, attraversato stagioni di dibattiti e impulsi verso un rinnovo della tematica amministrativa legata a tale funzione, pur persistendo la criticità di una legge fondamentale dell'urbanistica assai datata e ormai superata dall'agire in questo campo delle amministrazioni locali, che, recependo gli stimoli che giungono dal quadro di principio europeo, ha profondamente messo in discussione l'attuale sistema delle autonomie locali e il loro funzionamento.
La prima concretizzazione di tale modello si ha negli anni Novanta, dischiusa dall'attuazione della legge 142 del 1990, che ridisegna il quadro intermedio del governo del territorio, adeguandosi alla necessità di questo tipo di pianificazione come seguito di un'effettiva operatività delle Regioni; il modello di tale legge sarà quindi completato e ampliato con la -riforma costituzionale al titolo V operata nel 2001.
Ma tale quadro di operatività di livello intermedio di governo del territorio appare ad oggi fortemente in discussione a seguito dello scenario politico ed economico profilatosi in questi ultimi anni. La crisi ha fatto propendere, in questo recente periodo storico, il decisore politico verso una cospicua riduzione di spesa, che passa anche attraverso una ridefinizione della struttura di amministrazione periferica del Paese. Nonostante la discussione sull'abolizione delle autonomie provinciali presenti già connotati storici repubblicani, già Giolitti infatti le definiva un ente poco utile e dalle competenze limitatissime, è solo nel recentissimo passato con la legge finanziaria estiva del 2011, che si concretizza il discorso abolizionista, che si rinvigorirà poi attraverso il disegno di legge costituzionale del Settembre 2011; ma lo scenario di governo fu destinato a mutare di lì a breve e il successivo Governo tecnico riprenderà la tematica in virtù della sua collocazione in uno scenario di riduzione di spesa; la spending review rappresenta fondamentalmente quello che è il nodo centrale dell'agire del Governo tecnico, confortato dall'appoggio della BCE, per la risoluzione dello scenario di crisi finanziaria europea.
In questo contesto si è collocato e sviluppato l'intero discorso di tesi che, procedendo in parallelo con quanto emanato dal decisore politico nazionale, approfondisce la tematica prefiggendosi lo scopo di individuare perché la Provincia risulti quale vittima dell'agire politico per le conclamate necessità di riduzione della spesa pubblica, analizzando quella che è la struttura e la natura intermedia e del governo d'area vasta, nonché prospettare alcune soluzioni che possano configurarsi quale efficiente scenario di governo del territorio a livello intermedio e l'attivazione di un schema di governance che possa fungere da supporto per un rinnovamento ed un efficientamento del governo del territorio nell'ordinamento italiano.
A tal proposito si è proceduto dapprima a ripercorrere i passaggi, la legislazione e i rapporti teorici e sperimentali che hanno portato e definito il disegno dell'attuale organizzazione territoriale italiana, con particolare attenzione per quanto concerne l'autonomia intermedia, per l'acquisizione di una consapevolezza che tale quadro istituzionale implica nell'azione sistemica del governo del territorio, tema fondamentale nell'affrontare le problematiche riaperte nei recenti sviluppi normativi.
Tali tematiche relative alle funzioni di coordinamento e di intermedietà, sono state analizzate a rapportate a quelle esercitate dalle autonomie provinciali, così come dai loro strumenti di pianificazione, i Piani Territoriali di Coordinamento. Quindi la comprensione di come il ruolo intermedio e del governo d'area vasta sia un nodo centrale per l'architettura di un sistema di leggi e piani per il governo del territorio è risultato quale fattore determinante per la stesura del documento; un approfondimento di tali tematiche si è scelto di operarlo anche sugli ordinamenti differenti da quello italiano operando quindi un'analisi volta al riconoscimento dell'importanza del ruolo esercitato da un ente dalla natura intermedia in qualsiasi ordinamento e sistema di territorializzazione.
Un'analisi preposta quindi al riconoscimento di quegli elementi peculiari che differenziano la realtà istituzionale intermedia nei diversi ordinamenti, configurandola in modi differenti e differentemente efficienti a seconda del contesto normativo, del ruolo, delle competenze e dei compiti svolti, primo spunto da conoscere e affermare per comparare verso quali esigenze e quali modelli si perseguono nella logica della riforma operata nell'abolizione delle autonomie provinciali che sta prepotentemente caratterizzando la scena politica amministrativa e, in parte, del governo del territorio in Italia.
La presente tesi si compone poi di un quadro relativo al dibattito riguardante l'abolizione delle Province raccogliendo e commentando le informazioni relative all'evoluzione della materia, nonché catalogando e riflettendo su quanto il dibattito dell'opinione pubblica, dei tecnici e del decisore politico ha prodotto e produce con costanza in questa stagione di riforme, affrontando la problematica di un cambiamento del sistema di autonomia locale nazionale. Saranno quindi discussi e analizzati gli atti normativi di abolizione, in primo luogo il d.d.l. costituzionale redatto nel Settembre 2011 dal Governo Berlusconi e in seguito la nuova spinta del Governo tecnico che include la tematica nel decreto legge emanato nel Dicembre 2011, definito come Decreto Salva Italia; questi apparati normativi rappresentano le due modalità per dare effettività alla soppressione dell'ente provinciale e risultano inoltre molti differenti l'uno dall'altro, con la sola esclusione della tematica posta ormai a filo conduttore della disputa provinciale, cioè il decadimento delle forme politiche a rappresentanza diretta delle comunità locali per l'ente provinciale.
Ci si focalizza quindi sul vero e proprio dibattito di abolizione e, colti questi spunti, ci si prefigge come obiettivo di tesi una sorta di proposta per il futuro di tale ente e di tali funzioni di governo, affrontando la tematica del riordino ponendo in evidenza quelle che sono le linee di principio da seguire per un completamento della definizione dell'assetto territoriale nazionale, riflettendo sulle problematiche che una stagione di riforme come quella in analisi comporterebbe a livello di governo del territorio di area vasta, senza l'intenzione di entrare nelle questioni di costituzionalità dalla norma, ma sulla base della legge approvata si ragionerò sulle funzioni di indirizzo e coordinamento da assegnare alle nuove autonomie provinciali, per fornire suggerimenti concreti e utili alla definizione delle norme attuative regionali e nazionali.
La tesi affronta in parallelo alla questione provinciale il tema delle Città Metropolitane, una questione questa che da tempo appare molto complessa e contrastata; in effetti la questione metropolitana in Italia dal Dopoguerra ad oggi è un problema ancora irrisolto.
In questo caso la tesi in una prima parte analizzerà i profili e le funzioni legate alla natura intermedia del governo metropolitano e, confortato dall'analisi a livello europeo, proverà a definire quei criteri di efficienza e reale operatività degli scenari di governance in Europa. Su questa basi, quindi, affiancandolo alla questione dell'efficienza provinciale si proverà a disegnare un quadro per dare effettiva attuazione agli scenari e alle realtà metropolitane del nostro paese.
Relatori
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