Un’idea di ristorazione italiana a Seul : un italian food bang a Hongdae, Seul
Marica Paolicelli
Un’idea di ristorazione italiana a Seul : un italian food bang a Hongdae, Seul.
Rel. Michele Bonino, Giacomo Leone Beccaria. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
Il lavoro di ricerca eseguito per la laurea magistrale si sviluppa in quattro parti che conducono ad un risultato che si traduce, a sua volta, in un'esperienza tra ricerca e progettazione.
La prima parte introduce il mondo Coreano attraverso l'esperienza di una quarta unità progettuale nella quale è stato sviluppato un handbook creato prima del aggio a Seul. Questo processo ha raccolto delle ipotesi di lettura del territorio, più specificatamente dell'area di Hongdae, fatte analizzando testi, cartografìe, immagini e confrontandosi con i "colleghi" coreani della Konkuk University impegnati nella realizzazione di un bang nella stessa area di progetto. La seconda parte è una sorta di reportage che riporta le impressioni di viaggio con le riflessioni e le analisi delle proposte fatte "a priori". La terza parte è caratterizzata dal saggio di ricerca II nel quale è stato svolto un lavoro di ricerca mirato a definire le caratteristiche del cibo coreano, le tradizioni legate ad esso, con un'introduzione alle possibili soluzioni di integrazione del cibo italiano nella cultura asiatica.
L'ultima parte si sofferma sull'idea di un Italian food bang e sul processo di progettazione, su una ipotesi architettonica che meglio poteva sviluppare quella che è stata, fondamentalmente, la sperimentazione di una nuova funzione. Questo lavoro di ricerca si sofferma quindi prima su un processo di innovazione funzionale e poi su un possibile sviluppo della stessa attraverso l'architettura; prevede l'inserimento nella cultura asiatica di una nuova forma di ristorazione che potesse coniugare al meglio Oriente e Occidente.
Il lavoro di ricerca permette di leggere la varietà e la ricchezza di un contesto progettuale completamente diverso da quello europeo e diametralmente opposto alla realtà formale e regolamentata in cui ci troviamo.
La tesi ripercorre, dunque, le fasi significative di un percorso compiuto negli ultimi due anni di costante lavoro e ricerca che hanno portato ad una soluzione formale del tutto nuova ma molto vicina alla realtà coreana.
Il progetto di tesi nasce dalla collaborazione del Politecnico di Torino con la Konkuk University di Seul e più precisamente dopo la quarta unità di progetto svoltasi nel semestre autunnale dell'Anno Accademico 2009-2010. Il tema in questione era quello dei bang, stanze in affitto che in Corea sostituiscono gli spazi domestici, nei quali intrattenersi con un livello di privacy confrontabile con quello, appunto, ottenibile tra le mura domestiche.
Proprio quelle occasioni sociali che abitualmente si organizzano nel proprio appartamento, in Corea si svolgono in una moltitudine di stanze a noleggio, inserite in edifìci di ogni genere e tipologia. Ma perché nasce il Bang?
La maggior parte dei coreani non sposati vivono con i genitori; spesso e volentieri in un appartamento coreano vivono fino a tre generazioni insieme ed è comprensibile che per i giovani l'unico modo per trovare un po’ di privacy è quella di uscire e di rifugiarsi in queste strutture.
I bang sono spesso disponibili 24 ore e possono essere occupati "a ora" per guardare una partita con gli amici, o un film, per cantare, bere e addirittura pescare. Quasi tutte le unità non superano i 20 metri quadrati e si limitano a contenere l'essenziale per svolgere la funzione a cui sono destinati.
Il passo precedente a quello della progettazione è stato quello di editare, in collaborazione con quelli che sarebbero stati successivamente i miei compagni di viaggio, un handbook fatto di impressioni e di riflessioni fatte "a priori", basate su scambi di materiale con gli studenti della Konkuk University, su analisi del territorio di Seul e più precisamente dell'area di Hongdae.Tutto questo lavoro è stato prodotto consapevoli del fatto che quello era un passaggio puramente teorico e che tutto quello che avremmo poi incontrato nella realtà avrebbe dato un'impronta decisiva all'argomento scelto poi individualmente per la tesi.
Relatori
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