Correva l'anno 2008 quando, nel corso del tirocinio previsto dal corso di laurea, assolto presso lo studio di architettura associato Ruffino-Musso, ebbi modo di partecipare ad un sopralluogo presso la chiesa del Convalescenziario della Crocetta. Il titolare dello studio, in qualità di amministratore della Fondazione Opera alla Crocetta, si proponeva di visionare lo stato di conservazione della chiesa nella prospettiva di possibili interventi di manutenzione straordinaria. Fu per me una vera scoperta, in quanto l'edifìcio presenta motivi di interesse ignoti al pubblico, dato che è riservata all'uso privato dell'annesso Istituto. Essa appare come un significativo esempio di chiesa conventuale suburbana, le cui vicende sono strettamente legate all'espansione ottocentesca della città di Torino.
Come ho avuto poi modo di constatare durante le mie ricerche, poche sono le persone che ne conoscono la storia e addirittura l'ubicazione, e quasi nessuno ricorda, nemmeno gli abitanti del quartiere, che fino al 1889 essa fu la parrocchia della Crocetta, prima dell'erezione dell'attuale, dedicata alla Beata Vergine delle Grazie.
Due anni più tardi, al momento di scegliere l'argomento della tesi e verifìcato che nel frattempo nessun intervento conservativo era stato effettuato, ho proposto ed ottenuto dalla mia relatrice di occuparmi in modo più approfondito dell'edificio e della sua storia. Dal punto di vista tecnico l'argomento presentava ulteriori elementi di interesse perché mi avrebbe consentito di approfondire sul campo le modeste conoscenze di termografia e di illuminotecnica acquisite durante i corsi. Il lavoro qui presentato vuole essere un contributo conoscitivo sulla storia dell'edificio, molto scarsamente documentata, e fornire l'unico rilievo conosciuto della chiesa e del suo stato di conservazione. Inoltre presento una proposta per la sua valorizzazione, attraverso la progettazione di un nuovo impianto d'illuminazione che restituisca alla chiesa dignità estetica e ne migliori la fruizione come edificio di culto.