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Le Officine Grandi Riparazioni di Torino: scenari di valorizzazione dopo le celebrazioni del 2011

Valeria Antoniazzi

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino: scenari di valorizzazione dopo le celebrazioni del 2011.

Rel. Cristina Coscia, Alessandro Bollo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2010

Abstract:

Il Padiglione "ad H" delle Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato di Torino ha rappresentato, fino a qualche mese fa, uno dei simboli della trasformazione di Torino da città industriale a città post industriale: dismessone l'utilizzo negli anni Novanta, l'edificio ha condiviso per circa un decennio la sorte di altre strutture industriali presenti nel contesto urbano di Torino. Di tali edifici è interessante non soltanto il valore estetico, ma anche l'insieme delle testimonianze che il processo di industrializzazione ha prodotto e che in tali complessi sono raccolte.

Le Officine costituiscono un'opera di interesse perché portatrici di un doppio significato: da un lato l'edificio con il suo valore architettonico ed estetico, come descritto nel capitolo secondo, dall'altro tassello e testimonianza di una fase storica della città connessa al suo sviluppo sociale, che verrà meglio approfondito nella quarta parte.

Oltre al valore documentabile, questo edificio si trova in un'area di città oggetto di pesanti interventi urbanistici già a partire dai primi anni Ottanta. Si tratta della Spina 2 che, dopo il riassetto delle arterie Corso Lione e Corso Mediterraneo e il parziale interramento del tracciato ferroviario, proseguirà fino alla periferia nord di Torino. Altri importanti interventi sono già stati realizzati come recupero della restante area ex OGR e a quelle adiacenti. La nuova Spina 2 ospiterà il raddoppio del Politecnico, la nuova stazione di Porta Susa, il grattacielo San Paolo e l'auspicabile rinnovamento delle carceri Le Nuove. Nell'arco di un decennio un intero settore urbano accoglierà interventi mirati a configurarlo come un nuovo polo di servizi, in particolare dedicati alla cultura.

Recentemente sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza dell'edificio (parzialmente già effettuati un paio di anni fa per la mostra, organizzata dall'Urban Centre, intitolata "Torino Oli"), grazie all'iniziativa del Comitato Italia 150 che ha promosso un bando di concorso per la progettazione di allestimenti museali all'interno del padiglione ad H. Questo edificio, infatti, sarà uno dei poli principali per quanto riguarda i festeggiamenti in programma da Febbraio 2011 in Torino e provincia.

Le mostre che verranno allestite per il prossimo anno indicano un forte interesse e una volontà di recupero di questo manufatto da parte di istituzioni sia pubbliche sia private ma, ad oggi, tutti gli interventi previsti sono di natura temporanea: sin da quando è stato sottoposto a vincolo da parte della Soprintendenza sono state ipotizzate le più svariate destinazioni d'uso, ma nessuna di esse è stata ancora ritenuta attuabile e definitiva.

Attualmente non ci sono ancora proposte definitive; è in atto uno studio da parte della Compagnia di San Paolo per un'eventuale acquisizione del bene (ancora di proprietà di RFI), ma per ora i dettagli sono riservati.

Il valore sociale, storico, architettonico di questo edificio, la tensione al recupero di siti industriali interpretati correttamente come patrimonio culturale, la difficoltà ad ipotizzare per le grandi opere un utilizzo in sintonia con le esigenze del territorio e rispettoso del criterio di autofinanziamento generato dai flussi di reddito delle funzioni previste, costituiscono gli elementi che hanno permesso di maturare un particolare interesse verso questo sito. Il quesito che si pone - e che costituisce il filo conduttore di questa tesi - è: cosa ne sarà delle Ogr dopo gli eventi legati alle celebrazioni del 2011?

La ricerca di soluzioni - qui si seguito trattate - ha assunto come riferimento la necessità di individuare delle funzioni in grado di rispecchiare la vocazione del territorio e dell'edificio con un'attenzione particolare alla fattibilità e alla gestione delle attività ospitate. Nel particolare sono state ipotizzati tre differenti scenari: il primo di natura pubblica, il secondo a carattere privato e il terzo di natura combinata pubblico-privato. L'intento è quindi quello di definire non solo delle funzioni che potessero accrescere il sistema contemporaneo torinese ma che fossero il più possibile autonome dal punto di vista economico. Queste ipotesi di riuso, esposte nell'ultima parte, vogliono presentarsi non in forma utopica ma essere interpretate come scenari metaprogettuali certamente onerosi ma con carattere di fattibilità, volti alla salvaguardia di un edificio di valenza storico-culturale inestimabile.

Relatori: Cristina Coscia, Alessandro Bollo
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
R Restauro > RA Restauro Artchitettonico
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione)
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2210
Capitoli:

1 PREMESSA.

2 CASO STUDIO: LE EX OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI

2.1 Le trasformazioni e stato attuale dell'area OGR

2.2 Presentazione e stato attuale del padiglione ad H

2.2.1 Inquadramento fotografico

2.2.2 Stato di conservazione

2.2.3 Analisi SWOT del bene

2.3 Proposte di valorizzazione dell'edificio

2.3.1 Analisi del bando di gara

3 INQUADRAMENTO TERRITORIALE

3.1 Introduzione agli strumenti di normativa urbanistica

3.2 Iniziative di riorganizzazione urbanistica

3.2.1 il nuovo PRG di Torino 1987-1995

3.3 Le OGR e L'ambito 1 e 2 della Spina Centrale

3.3.1 progetti di futura realizzazione

3.3.2 la Spina e l'arte contemporanea

3.4 Analisi territoriale

3.4.1 Caratteristiche principali delle circoscrizioni 1 e 2

3.4.2 Analisi SWOT del contesto territoriale

3.4.3 Individuazione delle tematiche sensibili

4 IL COMPLESSO DELLE OGR: UNA LETTURA STORICA

4.1 Il sistema economico torinese

4.2 Nascita delle Nuove Officine delle Strade Ferrate in Torino

4.3 Espansione della città e nascita del borgo

4.4 Il complesso delle Officine Ferroviarie

4.4.1 Descrizione degli edifici

5 IL RECUPERO INDUSTRIALE

5.1 L'archeologia industriale

5.2 Il problema del recupero di aree industriali dismesse

5.3 Torino e le "Cattedrali del Lavoro"

5.4 Casi studio di recupero di aree dismesse

6. IL PROGETTO DI RECUPERO TEMPORANEO.

6.1 Le opere di messa in sicurezza

6.2 Il progetto vincitore

6.2.1 Il raggruppamento

6.2.2 Le due mostre in programma

6.3 Descrizione del progetto

7. SCENARI DI VALORIZZAZIONE

7.1 La domanda culturale

7.1.1 Torino Contemporanea

7.1.2 Il pubblico dell'Arte Contemporanea

7.1.3 Il Piemonte e il Design

7.2 Analisi di casi nazionali e internazionali

7.2.1 Il Palais de Tokyo

7.2.2 Il Museo Nacional/Centro de Arte Reina Sofia

7.2.3 La Fabbrica del Vapore

7.3 Tre scenari di valorizzazione

7.3.1 Scenario 1: L'arte contemporanea e il design si mostrano

7.3.2 Scenario 2: L'arte contemporanea e il design si producono

7.3.3 Scenario 3: L'arte contemporanea e il design: produzione ed esposizione

7.3.4 Verifica di fattibilità tecnica funzionale

7.4 Distribuzione funzionale

7.5 Valutazione economica delle alternative

7.5.1 Analisi della domanda

7.6 Verifica della sostenibilità e della gestione

7.6.1 I costi d'investimento

7.6.2 I costi gestionali

7.6.3 I ricavi gestionali

7.7 Osservazioni sulle analisi

8.CONCLUSIONI.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

INDICE DEGLI ALLEGATI

Allegato 1_Il bando di gara d'appalto

Allegato 2_PRG Gregotti e Associati

Allegato 3_La Spina Centrale e il passante ferroviario di Torino

Bibliografia:

(mancante)

Tavole:

Tavola l_Evoluzione dell'area ex OGR

Tavola 2_Pianta, Prospetto e sezioni del Padiglione ad H

Tavola 3_allegati_Inquadramento fotografico

Tavola 4_Mappatura del degrado del Padiglione ad H

Tavola 5a_Progetti realizzati su Spina 1 e 2

Tavola 5b_Progetti in corso o sospesi su Spina 1 e 2

Tavola 6_La Spina e l'arte contemporanea

Tavole 7a, 7b, 7c, 7d, 7e_Esempi di edifici industriali recuperati

Tavole 8a, 8b, 8c, 8d, 8e, 8f_Il progetto di recupero temporaneo

Tavola 9a, 9b, 9c_Le alternative progettuali

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