Riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale “diffuso” nell'esperienza del Regno Unito : l'analisi di "Retrofit for the future" per la complessificazione degli strumenti di indirizzo al recupero
Francesca Cavaleri
Riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale “diffuso” nell'esperienza del Regno Unito : l'analisi di "Retrofit for the future" per la complessificazione degli strumenti di indirizzo al recupero.
Rel. Alessandro Mazzotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
Negli ultimi decenni del secolo scorso, e ancor di più con l'ingresso nel nuovo millennio, buona parte dell'attività edilizia dei Paesi europei è stata dedicata alle ristrutturazioni e al retrofitting del patrimonio edilizio esistente: ciò denota come sia recentemente cresciuto l'interesse nei confronti del tema del recupero edilizio, che appare oggi come una delle priorità per ridurre i consumi energetici nel settore civile, in linea con gli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 e in applicazione del protocollo di Kyoto. Le strategie e soluzioni in generale adottate hanno, quindi, una particolare attenzione per la riqualificazione finalizzata al controllo dei consumi, ricercando tecnologie in grado di garantire prestazioni in conformità con gli standard minimi di efficienza disposti dai più attuali strumenti normativi.
Obiettivo da perseguire è, quindi, l'ottimizzazione della qualità ambientale degli edifici, che in senso più ampio si riflette sulla necessità di preservare le risorse naturali non rinnovabili, a favore dell'utilizzo di energia rinnovabile
Dal punto di vista del linguaggio architettonico, gli interventi di recupero danno anche l'opportunità di agire, quando e per quanto possibile, sull'immagine originaria della preesistenza, introducendo nuove qualità e conferendo una nuova "rappresentazione" nel contesto urbano soprattutto a quei fabbricati che, poiché ritenuti di scarso valore, andrebbero facilmente incontro alla demolizione se ci si fermasse a semplici considerazioni di carattere economico .
Quando ci si trova, invece, di fronte ad edifici di maggior pregio soggetti a vincoli, il progetto di retrofitting energetico deve operare entro forti limiti, in quanto non si tratta di edifici che hanno bisogno di una rinnovata immagine, bensì di oggetti fortemente caratterizzati dalla propria architettura originaria, nonché caratterizzanti il contesto storico-culturale a cui appartengono. Queste due diverse condizioni fanno sì che il progetto di recupero goda di libertà differenti, ma in entrambi i casi la tecnica, insieme agli indirizzi legati alla qualità formale, è fondamentale nella definizione del "come" operare, spostando il problema sui principi, le strategie e le scelte di quelle soluzioni tecnologiche capaci di integrare tutti gli aspetti, nel raggiungimento del miglior risultato architettonico e prestazionale possibile.
Cogliendo lo spunto offerto dalle lezioni del seminario di Innovazione tecnologica dell'involucro edilizio, che nell'A.A. 2009/2010 verteva proprio sul recupero e la riqualificazione del costruito, presentando possibili strategie di intervento ed avendo come principali chiavi di lettura i concetti di sostenibilità ed innovazione, questa tesi si propone di ampliare ed approfondire il lavoro finale svolto per l'esame di seminario. Il tema di questo elaborato era, infatti, la riqualificazione energetica, con sopraelevazioni e/o addizioni volumetriche, di abitazioni inglesi di epoca vittoriana, evidenziando le scelte progettuali sia in termini dei materiali e delle tecnologie più adatte, caso per caso, all'aumento delle prestazioni energetiche dell'intero edificio perii raggiungimento degli standard minimi attuali, sia dal punto di vista compositivo: i casi studio presentati avevano in comune il fatto di essere soggetti a vincoli edilizi, cosa che ha limitato le possibilità di interventi di recupero dall'esterno (quali isolamenti a cappotto) o di addizioni al volume originario, qualora fosse a rischio l'integrità dell'immagine dell'oggetto preesistente.
Muovendo dagli aspetti emersi da questo lavoro, questa tesi vuole essere un affondo nel tema del recupero edilizio in chiave energetica nel Regno Unito, entrando innanzitutto nel merito del quadro generale delle politiche europee in cui questo Paese si inserisce; politiche marcatamente segnate da una traslazione dei meccanismi del recupero dai settori del restauro monumentale a quelli dell'edilizia comune . Con questo contesto di sfondo, verrà analizzata l'evoluzione del quadro normativo-finanziario inglese, vissuto non come un intralcio, un'imposizione esterna o un ostacolo da aggirare, bensì come un fattore di razionalizzazione, di efficienza del processo, di competitività e qualità produttiva, sottolineandone uno degli aspetti fondamentali, quello che fa del Regno Unito un Paese particolarmente all'avanguardia nel campo della riqualificazione, e quindi un caso paradigmatico: il fatto, cioè, di vedere una maggiore efficacia in soluzioni frutto di una ricerca basata su una continua spinta all'innovazione tecnologica e sulla necessità che governo e mercato del recupero si muovano parallelamente, influenzandosi reciprocamente e offrendo occasioni di collaborazione tra progettisti e strutture produttive, i cui obiettivi sono orientati verso possibilità, nuove o non ancora del tutto espresse, di uso e di forma di tecniche costruttive tradizionali. Verrà, inoltre, evidenziato come l'innovazione sia persino considerata come criterio alla base di bandi per l'assegnazione, da parte del governo, di fondi stanziati per il recupero edilizio: è proprio questo il caso dell'esperienza inglese di recupero su larga scala, dal nome Retrofitforthe Future, su cui la tesi si concentrerà, presentandone i termini del bando e i casi studio più significati e documentabili.
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