Abitazioni sostenibili in contesti in via di sviluppo : il caso di El Nochero, Argentina
Cristina Proietto
Abitazioni sostenibili in contesti in via di sviluppo : il caso di El Nochero, Argentina.
Rel. Stefano Paolo Corgnati, Guido Laganà, Simonetta Pagliolico. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2009
Abstract
Questa tesi nasce dal desiderio personale di poter fare qualcosa di concreto nell'ambito della progettazione nei Paesi in Via di Sviluppo.
Tutto si articola con la speranza che il mio lavoro possa rappresentare non solo un contributo scientifico teorico, ma che possa essere effettivamente di ausilio a persone con bisogni e necessità quotidianamente presenti.
Inoltre all'interno di questo elaborato considero importante inserire uno studio climatico e fisico-tecnico in quanto la mia idea è quella che un confort all'interno della propria abitazione, unito a solide tecnologie costruttive, sia alla base per poter poi affrontare nel tempo tutte quelle tematiche di altre aree disciplinari, come l'urbanistica o la sociologia, che determinano e condizionano la costruzione nel territorio.
Grazie all'incontro con la professoressa Gloria Pasero è stato per me possibile analizzare una situazione reale in un contesto rurale di una località in Argentina; infatti già in passato la professoressa, con il professore Mattone, si erano recati nella provincia di Santa Fe per fornire una collaborazione per la progettazione e per l'insegnamento dell'autocostruzione in loco con blocchi di terra sagomati stabilizzati con cemento. Erano già stati realizzati degli edifici in precedenza, ma quello che si è voluto sviluppare con la professoressa è una proposta di un'unità abitativa che funga da prototipo in grado di valutare la funzionalità ed il confort termico ottenuti sfruttando quanto più possibile le caratteristiche climatiche locali.
Negli ultimi cinquant'anni si è assistito ad un incremento demografico tale che la popolazione mondiale è pressoché raddoppiata, però, mentre nei paesi più industrializzati la popolazione è praticamente costante, sono stati i PVS a generare questa "impennata" demografica. Il grande problema che si affianca a questo aumento è la politica di controllo dei prezzi attuata dai governi degli stati più poveri, che riducono i già minimi guadagni di coloro che lavorano la terra, i quali si vedono costretti ad abbandonare le campagne per instaurarsi ai margini delle città nella speranza di una vita più sicura dal punto di vista dei servizi e di possibilità lavorative. Sicuramente la possibilità di usufruire di servizi sanitari e acqua potabile riduce la mortalità, ma il tipo di insediamenti che si creano e la quantità, rende l'ambiente urbano inadeguato ed insufficiente ai bisogni di tutta la popolazione causando anche uno sfruttamento dell'ambiente circostante le città; tipica è, ad esempio, la sottrazione delle risorse idriche necessarie per l'agricoltura.
Il problema della casa nel Terzo Mondo è, quindi, quello forse più impellente e tutte le grandi città assistono all'espansione di enormi quartieri costruiti illegalmente nelle periferie, privi di alcun servizio e composti di abitazioni costituite da materiali di recupero come cassette, tavole di legno, cartoni e soprattutto lamiere. Sia dal punto di vista normativo, urbanistico e tecnologico costruttivo, ovviamente, sono da considerarsi totalmente fuori legge, rappresentando anche per i loro abitanti una precarietà. Mentre nel passato l'atteggiamento dei governi era di rifiuto e, di conseguenza, di cercare un modo di eliminare questa situazione, arrivando anche alla demolizione di interi quartieri, negli ultimi anni si è capito che questo non avrebbe portato alla reale risoluzione del problema. Gli interventi, quindi, sono stati volti a migliorare e razionalizzare i meccanismo di insediamento attraverso l'infrastrutturazione di lotti in aree di nuova espansione e la riqualificazione dei quartieri già esistenti.
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