Marco Giannini
Riqualificazione ecomuseale del complesso minerario di Cogne.
Rel. Carlo Mario Tosco, Chiara Lucia Maria Occelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2009
Abstract
INTRODUZIONE
L'elaborazione della tesi riguardante la valle di Cogne, ed in particolare le sue miniere, è nata dall'attività del seminario disciplinare di storia e storiografia del paesaggio. Nella valle d'Aosta la valle di Cogne conserva ancora tracce evidenti del suo passato, tracce che ci hanno permesso di ricostruire in massima parte la sua evoluzione storica. Man mano che la redazione delle ricerca per il seminario procedeva cresceva la consapevolezza di come fosse impossibile trattare separatamente la storia di Cogne e quella delle sue miniere. Ho compreso dunque che il paesaggio della valle di Cogne che possiamo oggi osservare è il frutto di un'intensa attività industriale, della quale alcuni esempi possono essere: la gravosa situazione dei versanti ripidi e privi di alberi, che ha reso necessaria la messa in sicurezza della strada regionale con la costruzione di numerose opere di ingegneria: situazione questa dovuta in gran parte all'utilizzo sregolato del legname per produrre carbone destinato alla fusione del minerale; la costruzione di una strada che collega Cogne alla valle centrale dovuta alla necessità di trasportare il minerale a valle in maniera più rapida. Infine per quel che concerne l'evoluzione storica dei villaggi di Cogne si nota una controtendenza rispetto allo sviluppo delle altre zone della Valle d'Aosta: tra il XVIII e il XIX secolo infatti, mentre molte valli alpine si spopolarono, perché i loro abitanti emigrarono nelle città più a valle o addirittura al di la dei confini
nazionali, in cerca di uno stile di vita più agiato e lontano dalle difficoltà dell' ambiente montano, la valle di Cogne fu l'unica a mantenere la sua popolazione invariata, anzi il numero di abitanti aumentò grazie alla presenza degli stabilimenti minerari che permettevano a tutti gli abitanti di lavorare.
La riqualificazione del complesso mìnierario di Cogne è da anni al centro dei dibattiti politici valdostani ed è stato oggetto di molti studi volti all'allestimento museale dell'area, che seguono il filone dei musei minerari italiani e stranieri, mirando alla creazione di un ambito dove la miniera divenga museo di se stessa.
La mia proposta effettua alcune variazioni sui temi già affrontati: verrà infatti studiata la possibilità di creare un ecomuseo minerario che permetta al visitatore di comprendere al meglio non solo lo sfruttamento minerario, ma anche l'impatto che esso ha avuto nei diversi secoli sia su Cogne che sull' intera Valle d'Aosta.
Il progetto si baserà sulla ricostruzione dei differenti sistemi che si sono andati evolvendo nel tempo circa lo sfruttamento minerario, sistemi le cui tracce con il passare del tempo sono state dimenticate, ma che possono essere ricomposte attraverso un'attenta lettura dei paesaggi valdostani.
L'ecomuseo avrà come polo principale l'area delle miniere di Cogne e sarà affiancato da infopoint o meglio punti di attrazione sparsi nella Valle d'Aosta. Per la creazione di questi punti d'informazione verranno restaurate alcune fucine costruite tra la fine del seicento e la fine dell' ottocento del secolo scorso che vivevano grazie al minerale proveniente da Cogne. Queste aree consentiranno la costruzione di una rete sovra-comunale e la creazione di un sistema aperto, che permetterà l'ingresso di nuovi elementi ogni qualvolta si verrà a conoscenza di un legame con le miniere di Cogne. Questo faciliterà lo scambio di informazioni sui diversi comuni interessati ed il conseguente aumento del flusso dei turisti. Questa idea nasce dallo studio dell' esperienza del museo minerario di Cogne che nei primi due anni dalla sua apertura ha visto un numero di visitatori inizialmente crescente che è poi diminuito rapidamente, sino a comportare adirittura la chiusura del museo.
Questo fatto è stato interpretato come dovuto alla tipologia del turismo dì Cogne, per lo più composto da habitués, proprietari di seconde case che dopo essere stati attratti dalla novità del museo e averlo visitato hanno esaurito il loro interesse. I poli diffusi sul territorio che la tesi propone hanno pertanto lo scopo di attrarre a Cogne parte dei turisti valdostani che scelgono altre mete e di portare gli habitués di Cogne a conoscere gli altri luoghi della Valle.
L'obiettivo di questoro etto è inoltre quello di sensibilizzare sia gli abitanti della Valle d'Aosta che le amministrazioni competenti, alla valorizzazione del ricco patrimonio industriale valdostano spesso posto in secondo piano dagli imponenti castelli feudali.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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