Valutazione dell'ecocompatibilità : analisi di un progetto
Massimiliano Secci, Enrico Daqua
Valutazione dell'ecocompatibilità : analisi di un progetto.
Rel. Gabriella Peretti, Riccardo Pollo. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
L'edilizia rappresenta uno dei settori maggiormente destinati a trasformazioni ed interventi nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico.
La vetustà del parco edilizio ed i cambiamenti nel sistema socio-produttivo comporteranno modifiche sostanziali sulle destinazioni d'uso e sulle opere civili ed impiantistiche.
Questo settore, oltre ai problemi specifici degli edifici, dovrà affrontare e tenere conto del contesto urbano correlato con il sistema paesaggistico-territoriale, produttivo, sociale, dei servizi, ambientale, climatico e del comfort.
Lo sviluppo delle tecnologie, della richiesta di qualità della vita e della salvaguardia dell'ambiente richiedono una multidisciplinarità e una forte sinergia tra diverse discipline tecniche, sociali e amministrative.
L'approccio strategico di intervento deve considerare due aspetti principali:
-edificio-impianto-dima-territorio-utente,
comprensivo delle apparecchiature, verso cui indirizzare la ricerca, le tecnologie e lo sviluppo per migliorare gli aspetti energetici, ambientali e della sostenibilità;
-area urbana,
intesa come quartiere o porzione di città con aspetti di riproducibilità a livello territoriale su cui promuovere e sviluppare interventi integrati con valenza di sostenibilità.
L'interesse per i temi della sostenibilità coinvolge molti ambiti e interessa vari settori, tra i quali, appunto, quello edilizio.
Qualità ambientale, contenimento dei consumi energetici e diminuzione degli impatti sono alcuni dei requisiti a cui l'ambito delle costruzioni deve saper rispondere. Questa tendenza appare sempre più predominante a fronte anche delle prescrizioni normative che la Comunità Europea sta promovendo, sotto forma di politiche ambientali, come la Politica Integrata di Prodotto (IPP- Integrated Produci Policy) e la "Committenza Verde" ( Green Procurement ). Uno degli obiettivi della Politica integrata di Prodotto è di coinvolgere tutti gli operatori nelle politiche ambientali, in particolare stimolando i consumatori verso l'acquisto di prodotti eco-compatibili, riconoscibili tramite informazioni chiare e comprensibili. Proprio perché le scelte negli acquisti di beni e servizi possono essere determinanti nei confronti dell'ambiente e i consumatori possono orientare il mercato, verso l'affermazione di prodotti che generano minori impatti ambientali in modo da avere anche una concorrenza basata sul rispetto dei requisiti ambientali. In Italia, alcuni regolamenti edilizi a livello regionale e comunale hanno inserito delle tematiche ambientali, ma si può constatare come manchino adeguate informazioni riguardo la compatibilità dei prodotti edilizi: per questo la committenza, soprattutto pubblica, trova difficoltà a formulare il requisito di compatibilità ambientale, la quale quando viene valutata deve essere sempre contestualizzata (rispetto a un prodotto edilizio specifico e rispetto a un uso specifico) e non generalizzata. Proprio per evitare valutazioni "generiche" occorre fare chiarezza su cosa si debba intendere per prodotti edilizi ecocompatibili e istituire metodi di valutazione condivisibili; a tal proposito la Comunità Europea fornisce indicazioni come ad esempio la norma internazionale UNI EN ISO 14040 del 1998 ("Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Principi e quadro di riferimento"), infatti solo da una valutazione che tenga in considerazione il ciclo di vita del prodotto edilizio è possibile comprendere il grado di compatibilità ambientale. La valutazione del ciclo di vita (LCA -Life Cycle Assessment) è in uso già da molti anni in vari
settori produttivi, è stato promosso dalla Comunità Europea e può essere lo strumento di orientamento delle scelte in fase di progettazione.
La sua applicazione dovrebbe andare dal singolo prodotto edilizio all'intero edificio, ma in assenza di precisi metodi di valutazione, il rischio di diffusione di dati scientificamente non certi è alto.
Inoltre, l'intervento per il miglioramento del processo edilizio nel suo complesso richiede incentivi, regolamenti e leggi dirette ad una sempre maggiore razionalizzazione delle risorse affinché si possano realizzare delle politiche sostenibili, cioè politiche energetico-ambientali e socio-economiche finalizzate alla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio (Co2) e al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici.
Quindi, ridurre queste emissioni e conseguentemente i consumi energetici risulta essere uno degli obiettivi da perseguire, infatti il ragionamento dovrebbe essere meno consumi energetici = meno emissioni di gas serra = più sostenibilità ambientale.
Le strategie per ridurre le emissioni sono sostanzialmente il risparmio energetico e la promozione di tecnologie che usino fonti rinnovabili come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa.
Una delle strategie più importanti è senz'altro il risparmio energetico ed il settore edilizio risulta essere uno di quei settori in cui si può risparmiare molta energia e in particolare nell'edificio è nascosto un notevole potenziale di risparmio energetico ( riscaldamento, climatizzazione, illuminazione, acqua calda, ecc.).
Negli ultimi anni, molti Paesi hanno emanato al riguardo nuove leggi, più severe, che mirano al risparmio energetico e prescrivono un preciso standard termico degli edifici di nuova costruzione. Altri programmi nazionali promuovono la costruzione di edifici ad alta efficienza energetica.
La misura fondamentale per risparmiare energia è l'isolamento termico degli edifici, perché solo un fabbisogno energetico molto ridotto consente un più efficace sfruttamento dell'energia solare.
Da circa dieci anni il termine "edificio passivo" è diventato, almeno nel nord e centro Europa, un preciso standard energetico che indica un edificio caratterizzato da un fabbisogno termico inferiore ai quindici chilowattora al metro quadrato e anno (15 kWh /m2 anno).
Ricordando che il concetto di edificio passivo è stato ideato, già nel 1988, da Wolfgang Feist, fondatore e direttore del Passivhaus-Institut Darmstadt (Germania), e da Bo Adamson dell'Università Lund (Svezia) che grazie ad un contributo finanziario del Ministero per l'economia della Regione tedesca dell'Assia, hanno potuto eseguire gli studi preliminari. Il primo edifìcio passivo è stato realizzato nel 1991 a Darmstadt- Kranicstein. Tra il 1998 e il 2001 si è svolto il progetto europeo CEPHEUS (Cosi Effìcient Passive Houses as European Standards), nell'ambito del quale sono stati costruiti edifici passivi in diverse località dell'Europa centrale e settentrionale, prevalentemente in Austria, Germania, Svezia e Svizzera. Con la realizzazione del progetto si è potuto dimostrare con dati scientifici che ridurre i consumi energetici negli edifici è possibile. Attualmente in Europa esistono svariati esempi di edifici passivi.
Purtroppo in Italia, anche se si parla molto di Architettura Bioclimatica, non esistono molti esempi di edifici passivi, i quali per la maggior parte sono stati realizzati nelle regioni alpine, proprio in quelle regioni dove le temperature invernali sono le più rigide d'Italia, mentre rimane ancora aperta la questione della realizzazione di edifìci passivi nel Centro e nel Sud.
Quindi, assenza di sostanze inquinanti, illuminazione naturale, isolamento acustico, riutilizzo delle acque piovane, materiali e componenti usati per la costruzione dell'involucro, consumi energetici (sia nei processi produttivi, sia nella realizzazione, sia nella gestione), sono alcuni degli argomenti che stanno alla base di un processo edilizio sostenibile che dovrebbe portare alla realizzazione di edifici eco-compatibili a tutti gli effetti o comunque certificati come tali.
Conseguentemente, edificio, città, ambiente antropizzato ed ambiente naturale devono costituire un anello interconnesso capace di assicurare qualità abitativa nel rispetto delle risorse ambientali, delle esigenze sociali, della storia e della qualità dei luoghi.
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