Nascita e sviluppo del quartiere Cristo ad Alessandria
Lorenzo Giuseppe Stefano Giacomini
Nascita e sviluppo del quartiere Cristo ad Alessandria.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
L'elaborato esamina la crescita del quartiere Cristo della città di Alessandria partendo dall'analisi del territorio esterno alla Porta Savona e dall'origine del toponimo fino agli ultimi sviluppi nella metà del XX secolo.
Il primo capitolo analizza la zona esterna alla Porta Savona e la stazione neolitica, l'origine del toponimo Cristo e definisce quali erano gli elementi caratteristici del quartiere fino al 1848, tra cui sono fondamentali l'analisi dell'origine e dello sviluppo delle fortificazioni e la presenza del canale Carlo Alberto, segno di separazione del territorio in due porzioni distinte che hanno seguito differenti linee di sviluppo.
Lo studio prosegue quindi con l'analisi dei cambiamenti derivati sul territorio a seguito della costruzione della strada ferrata Torino Genova, nuova barriera territoriale rispetto alla città, del Forte Acqui, e la necessaria realizzazione del cavalcavia del Dongione quale elemento di ricongiungimento con il resto dell'abitato.
A fine '800 l'agglomerato inizia ad assumere sobborgo attraverso l'edificazione della chiesa di San Giovanni Evangelista dei bastioni, la ricostruzione del cavalcavia idoneo all'avvento del tramways elettrico do collegamento col centro urbano: si sviluppano anche le prime organizzazioni socio-assistenziali, le scuole e le attività produttive come le fornaci.
Negli anni '20 del XX secolo avviene il passaggio da sobborgo a quartiere in conseguenza dell'ampliamento dovuto all'approvazione del Piano Regolatore del 1920, che proponeva una razionalizzazione dell'assetto viario, e del Piano Regolatore del 1927 attraverso il quale il Cristo viene dotato anche di rete elettrica, del gasometro e di un impianto sportivo. Le diverse fasi di crescita e gli ulteriori miglioramenti fino al secondo dopoguerra vengono analizzati attraverso uno studio particolareggiato dei diversi Piani Regolatori approvati dall'Ufficio Tecnico Comunale.
Relatori
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