Sport e spettacolo con la natura
Stefano Borgo
Sport e spettacolo con la natura.
Rel. Eleonora Bezzo, Giacomo Donato. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
La proposta progettuale per un complesso sportivo nella città di Asti è stata affrontata per dare risposta alle esigenze della cittadinanza e della Amministrazione Comunale, molto attiva nella promozione di attività non solo sportive, ma anche culturali e di spettacolo. Tali attività costituiscono delle iniziative assai differenti in termini di necessità logistiche che hanno condizionato la proposta progettuale, imponendo una struttura dalle caratteristiche di reale polifunzionalità, in modo da poter così garantire, ad attori e spettatori, un adeguato supporto sia per le diverse discipline sportive come la pallacanestro, la pallavolo, il tennis ed il calcetto, sia per i vari eventi di aggregazione come i congressi, le conferenze, i concerti e le mostre mercato.
Questa struttura è inserita in un'area comunale che vuole essere dedicata allo svago e al tempo libero, attraverso la realizzazione di uno spazio coperto di uso pubblico per le attività sportive e collettive, inserite all'interno di un insieme di elementi dalle superfici curve e dai corpi aggettanti, che rendono la percezione prospettica diversa a seconda dei differenti punti di vista.
L'area dove concentrare le attrezzature sportive, quelle fieristiche ed il parco circostante, ben servita allo stato attuale dalle infrastrutture per la mobilità e la sosta, sorge ai margini del quartiere Torretta in una posizione situata ai bordi della città, delimitata da Corso Torino, la strada di penetrazione al centro urbano che costituisce una delle principali arterie del sistema viario cittadino, e dalla tangenziale ovest, che conduce verso il vicino acceso autostradale. Tale posizione offre un immediato accesso agli utenti della struttura, provenienti sia dalla città che dalla provincia, consentendo al tempo stesso l'opportunità di osservare l'edificio ad ovest, come un'ampia copertura che raccorda tra loro tutte le funzioni sportive e collettive, dalla forma simile ad un fossile di gran fascino, grazie alla tensione trasmessa dai 42 archi in legno lamellare, nel delimitare uno spazio dimensionalmente molto suggestivo. L'involucro esterno e la luce variabile delle travi del sistema portante, intendono trasfigurare un'architettura capace di rimanere naturale, anche se con un disegno ben preciso, sia nei confronti delle immediate vicinanze che in rapporto al paesaggio circostante.
L'idea dominante che ha guidato la progettazione, è stata quella di smaterializzare i diversi volumi, coperti dall'involucro esterno e funzionalmente distinti anche verticalmente, ponendoli in contrasto dialettico con un grande spazio espositivo determinato dall'incontro geometrico fra un "foglio" di lamiera curva e leggera, con la parte opaca del complesso. Questo effetto è determinato dalle grandi superfici vetrate e dall'adozione di una struttura in legno lamellare, riuscendo così ad ottenere sensazioni di leggerezza e trasparenza e straordinari effetti scenografici.
Relatori
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