La progettazione dello spazio pubblico nella trasformazione delle aree portuali. Un concorso d'idee per la città di Hobart in Australia
Elisa Rivella
La progettazione dello spazio pubblico nella trasformazione delle aree portuali. Un concorso d'idee per la città di Hobart in Australia.
Rel. Gustavo Ambrosini, Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2007
Abstract
Le aree portuali, a partire dagli anni '60 e '70, con l'evoluzione della tecnologia dei trasporti marittimi, sono state messe in crisi, con una conseguente dismissione di queste ultime, creando così, vaste aree inutilizzate, posizionate sovente in prossimità di centri urbani, disponibili ad interventi di trasformazione. La causa del declino delle aree portuali è da imputare a diversi fattori di natura principalmente economica, di origine tecnologica. L'avvento dello stoccaggio delle merci in container richiedeva spazi più ampi per il deposito e una profondità maggiore delle acque per il transito di imbarcazioni più grandi. Anche il traffico dei passeggeri che era sempre stato piuttosto intenso, in America, diminuì notevolmente dopo l'arrivo della prima generazione di aerei intercontinentali alla fine degli anni '50.
Tali evoluzioni hanno avuto una ripercussione notevole in termini di utilizzo dello spazio, poiché molte aree risultarono col tempo inutilizzate, ed altri spazi risultarono insufficienti per svolgere attività di altro genere; di conseguenza si verificò la rilocalizzazione di gran parte dei terminal portuali verso acque più profonde e terreni più estesi.
Si tratta di spazi che con la perdita improvvisa della loro funzione originaria, hanno acquisito un gran valore potenziale di trasformazione, che ha indotto irreversibili cambiamenti dell'economia, che abbandonando i legami con il settore industriale produttivo, ha fatto presa su settori quali ricezione turistica e culturale. La riconquista del porto è quindi l'ultimo stadio della relazione città - porto, dopo la parabola discendente vissuta da molte città portuali con la deindustrializzazione. Si tratta di un processo complesso che vede in campo attori pubblici e privati e la strategia in cui si inserisce è quella di progetti di ampia riqualificazione urbana dei centri storici e dei quartieri retroportuali in degrado. Si è rilevato però che quasi ovunque il grande affare di chi investe è la possibilità di realizzare nuova edilizia di qualità su suoli poco costosi. Questo significa che tale processo di riqualificazione di aree degradate può determinare fenomeni di cambio d'utenza. Dall'altra parte i processi di trasformazione urbana possono produrre dei cambiamenti non previsti nel tessuto sociale: è il caso dell'espulsione delle comunità insediate con la totale terziarizzazione dell'area riqualificata.
Relatori
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