Una tesi di scenografia teatrale può variare di argomento e di spazio temporale,ritrovando nel corso dei secoli atteggiamenti o scoprendo nuovi slanci creativi. Ho scelto di tornare alle origini, alla tragedia greca perché, nonostante il divario di secoli che ci separa dall'Atene del V secolo a.C., mi affascina la società ateniese e la forma di teatro che in essa si è manifestata.
Il teatro è la forma d'arte che più di tutte indaga l'animo umano e ne sviscera le sensazioni e il "tragico" è un motivo costante di ricerca per l'uomo, sia antico che moderno. Tra le molteplici tragedie, la mia tesi si concentra sulla rappresentazione di "Medea", la tragedia scritta da Euripide nel 430 a.C. e come luogo del mio spettacolo ho indicato il teatro greco di Siracusa, uno dei teatri antichi meglio conservati in Italia.
Lo studio parte dal mondo antico e dall'analisi della società ateniese per riuscire ad individuare il terreno su cui e nata la tragedia.
In un secondo momento descrivo nel dettaglio la rappresentazione tragica, nelle sue componenti e nei suoi personaggi e mi soffermo sullo studio dell'opera di Euripide scelta.
Medea rappresenta un modello di donna sopra le righe, che ancora affascina e turba.
I significati ritrovati nello studio delle tematiche teatrali cerco di trasferirli sulla scena con la mia scenografia a Siracusa.
Descrivo il teatro nelle sue parti strutturali e nelle sue evoluzioni dettate dai vari restauri prima di dedicarmi alla parte progettuale vera e propria.
La scenografia consiste in una barca rovesciata, in legno nero, speronata dalla prua di un'altra imbarcazione, imponente e sormontata da una Chimera, la creatura che con un solo sguardo pietrificava ogni uomo, entrambe arenate su una pedana circolare. La barca rovesciata rappresenta il mondo di Medea, naufragato, la barca retrostante il bagaglio di prepotenza e di falsità che Giasone, suo marito, le ha scaraventato addosso.
La pedana presenta dei raggi, segnati in pianta, che si illumineranno nella scena finale per richiamare l'idea del sole, dio antenato di Medea e suo ultimo mezzo per lasciare un mondo che non le è mai appartenuto.