La chiesa cimiteriale di San Restituto a Sauze di Cesano: conoscenza e conservazione
Elisabetta Perino Fontana
La chiesa cimiteriale di San Restituto a Sauze di Cesano: conoscenza e conservazione.
Rel. Rosalba Ientile. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Da alcuni anni nutro un particolare interesse per la tematica dei beni culturali e per la loro tutela, che consiste, secondo la definizione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio - Decreto Legislativo n. 42/2004 - art. 3 (..) nelle attività dirette, sulla base di un'adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne La protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione".
Al momento di scegliere il tema della mia tesi di laurea ho pensato di occuparmi di un bene culturale del territorio in cui vivo: la Valle di Susa. Attraversando i paesi e le borgate pittoresche che la caratterizzano, la mia attenzione era attratta dagli edifIci religiosi, a volte isolati, a volte all'interno dei nuclei abitativi. Chiese, cappelle, monasteri, abbazie esprimono a mio avviso, attraverso il linguaggio dell'architettura e della simbologia, il rapporto dell'uomo con il proprio sentire e con la comunità.
Ne costituisce uno splendido esempio la chiesa cimiteriale di San Restituto a Sauze di Cesana, della quale ho deciso di occuparmi. Isolata sul Pendio della montagna, ma a breve distanza dall'abitato, la chiesa con il suo elegante campanile si offre con tutto il suo fascino allo sguardo di chi percorre le strade dell'Alta Valle di Susa in direzione del Sestrière.
L'obiettivo del mio lavoro consiste nell'effettuare un'indagine della fabbrica di San Restituto dal punto di vista storico e tecnico, per giungere alla conoscenza che consente di gestire correttamente le azioni volte a preservare e a tutelare tale bene. I corsi frequentati in questi anni mi hanno fornito gli strumenti tecnici e metodologici per conoscere, descrivere ed interpretare un manufatto ed il suo comportamento strutturale.
L'indagine storica dell'edificio ha avuto inizio con la ricerca bibliografica, ovvero con la selezione e l'interpretazione di numerosi documenti che mi hanno fornito indicazioni utili a delinearne il contesto geografìco-politico, le origini e le trasformazioni. Ho approfondito la conoscenza del bene attraverso un'indagine archivistica ed iconografica, visionando e fotografando la cartografia contemporanea, alcune Carte Storiche significative per la toponomastica e per le caratteristiche del disegno, alcuni manoscritti riguardanti i resoconti delle Visite Pastorali avvenute a partire dalla fine del XVI secolo, lettere dei parroci e diverse versioni della storia di San Restituto martire, fotografie e disegni d'epoca. L'indagine tecnica è consistita nel rilievo della chiesa in tutti i suoi aspetti, dalla misurazione strumentale delle geometrie ad un dettagliato rilievo fotografico, dallo studio della consistenza materica all'analisi dei fenomeni di degrado e di dissesto, che manifestano l'alterazione dei materiali e dello stato di equilibrio dell'edificio. Ho effettuato alcune verifiche statiche in relazione alle strutture voltate, alla copertura, alla muratura ed al pendio su cui è edificata la chiesa- Ho inoltre eseguito il rilievo fotografico, l'analisi materica e la descrizione dei Principali interventi relativi al restauro conservativo recentemente intrapreso ed ancora in corso, che interessa alcune parti dell'interno della fabbrica.
Le informazioni ricavate dalle varie fasi di indagine sul bene mi hanno permesso di coglierne lo stato d'essere nella sua totalità e di restituirne una rappresentazione grafica attenta ed accurata. Sulla base dei dati ottenuti ho ipotizzato un eventuale intervento di conservazione dell'esterno dell'edifìcio, al fine di rallentarne i processi di degrado, inevitabilmente causati dal trascorrere del tempo, e conseguentemente di salvaguardarlo e trasmetterlo alle generazioni future.
Affrontare la tematica della conservazione di un bene è stata un'esperienza molto interessante e si è rivelata un'occasione per poter applicare la rigorosa metodologia di indagine necessaria alla conoscenza della fabbrica in tutti i suoi aspetti, un'operazione non sempre possibile nella pratica professionale poiché richiede tempi piuttosto lunghi. La conservazione del patrimonio culturale, principale obiettivo della tutela, non può in ogni caso prescindere da un'adeguata conoscenza del bene, poiché si rischierebbe di incorrere in azioni di intervento irrispettose del manufatto stesso e della sua autenticità. La moderna scienza della conservazione si basa infatti sul presupposto che "conservare significa conoscere".
Mi auguro che questa tesi possa in qualche modo concorrere a stimolare l'interesse nei confronti delle architetture religiose nella cultura montana ed a promuovere la conoscenza di questa regione alpina.
Relatori
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