Confronto, rischi, violazioni, infortuni nei cantieri
Irene Maria Sandrone
Confronto, rischi, violazioni, infortuni nei cantieri.
Rel. Eugenia Monzeglio, Lino Scopacasa. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Al termine del mio percorso di studi, di fronte alla scelta di un argomento da approfondire e sviluppare per la stesura della tesi, ho avuto modo di capire che il tema della «sicurezza in cantiere» è forse uno di quelli che, per irrinunciabili esigenze di programmi, si vede dedicato un tempo relativamente esiguo a fronte della sua importanza.
La salute e sicurezza dei lavoratori è un argomento che può sembrare insolito per la stesura di una tesi in architettura, ma che spero di saper dimostrare essere di un'importanza basilare per l'edilizia.
È proprio per questo motivo che ho accolto con entusiasmo la proposta della professoressa Monzeglio di chiedere la collaborazione del Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione degli infortuni sul lavoro, di Torino e provincia, ed in modo particolare la proposta del Segretario generale dell'ente, il Sig. Lino Scopacasa, di focalizzare l'attenzione sulla delicatissima, affatto mai così scontata, relazione che intercorre tra i rischi presenti in un cantiere e gli infortuni che realmente si verificano.
Lo studio approfondito dei rischi connessi alte lavorazioni edili e degli infortuni indennizzati, spesso molto gravi, mi ha fatto
rendere conto di quanto siano concretamente rischiose anche le più banali attività svolte all'interno di un cantiere.
Il comparto dell'edilizia, e di tutte le costruzioni in genere, detiene il triste primato delle morti e degli infortuni sul lavoro e pertanto, a mio giudizio, diventa fondamentale una efficace attività di prevenzione degli infortuni.
A questo proposito, dal punto di vista legislativo, la normativa ha posto numerosi obblighi a carico sia dei lavoratori, delle imprese esecutrici che dei committenti, primo fra tutti la redazione di numerosi strumenti operativi, quali per esempio il Piano di Sicurezza e Coordinamento e il Piano Operativo di Sicurezza, che devono però essere affiancati da una concreta attività di consulenza e controllo sul campo.
L'attività principale del C.P.T., (Comitato Paritetico Territoriale), è proprio questa: da un lato, offrire i necessari supporti informativi e formativi di carattere teorico alle imprese e a chi svolge un ruolo attivo nel processo della prevenzione, e dall'altro garantire consulenza tecnica direttamente nei cantieri, per la concreta realizzazione delle procedure e degli apprestamenti necessari a svolgere i lavori in sicurezza.
Il nodo fondamentale del "RAPPORTO TRA RISCHI E INFORTUNI" è un punto delicato del processo di prevenzione, spesso soggetto a interpretazioni troppo scontate e quasi sempre sbagliate, (per esempio: «più rischi ci sono, più infortuni
ci sono»); tema che va pertanto affrontato sistematicamente e con coscienza di fatto, dal momento che si sta parlando della sicurezza, della salute e, non dimentichiamolo, della vita dei lavoratori.
Non tutti i rischi vengono percepiti con lo stesso grado di pericolosità, sia dai lavoratori che dai professionisti incaricati di fare le valutazioni e le consulenze, e non sempre, come vedremo, questo è positivo: su molti temi si sta operando molta prevenzione e si tiene alta l'attenzione, su alcuni altri non è così.
Di fronte all'azzardo di una scelta impopolare del tema della mia tesi, spero di trasmettere l'importanza di questo sia un "nodo cruciale" per arginare ulteriormente il fenomeno infortunistico e le malattie professionali nel settore delle costruzioni, che continua ad essere una grande piaga sia sociale che economica.
Relatori
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