Relazioni tra spazi e luoghi: il flaner come metodo di approccio alla città
Rodolfo Sogno Fortuna, Simone Zavattaro
Relazioni tra spazi e luoghi: il flaner come metodo di approccio alla città.
Rel. Piergiorgio Tosoni, Claudio Bonicco. Politecnico di Torino. Sede di Mondovì, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Siamo stati due osservatori disinteressati.
Passavamo davanti agli edifici senza saperli leggere, camminavamo in quel magnifico mondo pieno di segreti che è la città senza porci delle questioni, osservavamo i monumenti senza essere capaci di aprire bene gli occhi.
Osservavamo ma non vedevamo la città.
Col tempo, grazie a lezioni didattiche ma forse soprattutto a semplici incontri e chiacchierate, siamo diventati "amatori" e"amanti" delle città: non di una sola ma di tutte.
Il presente lavoro è una proposta di metodo di lettura, una sorta di work in progress, a nostro parere, utile per comprendere alcune parti dell'universo urbano.
II primo obiettivo è stato quello di suscitare qualche dubbio in più oltre a quelli che già si nascodono dietro alla comprensione di questo complesso "fenomeno".
Vi è, infatti, una prima parte di riflessioni su quelle che sono le "definizioni" sinora utilizzate per inquadrare il tema urbano e la sua natura.
Il taglio della ricerca è orientato sulla sottile e quantomai dibattuta questione della distinzione tra spazio e luogo.
Vengono esaminate analogie e differenze di significato tra questi due termini, in modo da arrivare a definire uno strumento di lettura con il quale sia possibile identificare e descrivere alcune situazioni spaziali, da noi ritenute, particolari all'interno della città.
Il lavoro è accompagnato da una chiave di lettura che ci piace definire "pludisciplìnare".
Il foglio tipo è infatti diviso in tre parti: nella parte superiore trovano posto le immagini, in quella centrale il nostro testo mentre quella inferiore è occupata da citazioni e punti di vista di personaggi legati al mondo delle "arti" quali cinema, fotografia, pittura, musica e poesia e di curiosi della città. Questo per far sì che la tesi si possa leggere, "vivere" e "gustare" in infiniti modi, proprio come il fenomeno che cerca di rappresentare: la città.
Seguono alcune considerazioni sulle unuove" realtà spaziali introdotte da studiosi della "scienza architettonica" contrapposte a quelle di semplici osservatori amanti della città, i flàneurs. Successivamente si è cercato di applicare questo "metodo" all'osservazione e alla lettura di alcuni luoghi: quei frammenti di spazi che, nonostante siano da sempre sotto gli occhi di tutti, nessuno o pochi vedono.
Le conclusioni sono inesorabilmente legate alla città, con una serie di considerazioni personali di due studenti che vorrebbero diventare architetti.
Questa tesi ci ha aiutato a maturare una più consapevole coscienza progettuale, utile per ripensare gli spazi residuali prodotti dalla città contemporanea.
Concludendo, potremmo definire il lavoro come un mix di architettura e arti, un insieme di letture e di trasversalità disciplinare...
Vorremmo che questo lavoro aiutasse a comprendere meglio la città, facesse riflettere, magari anche i più scettici, e desse spunti per altre ricerche.
Ecco la nostra dichiarazione d'amore per la città.
La semplicità, ma spesso anche la banalità aiutano a capire.
Firmato: 2 flàneurs.
Relatori
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