Chiudono i cinema storici di Torino: ipotesi di rilancio
Elisa Maria Angela Reddavid
Chiudono i cinema storici di Torino: ipotesi di rilancio.
Rel. Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
I cinema storici del centro di Torino hanno avuto e hanno un ruolo importante nella nostra
storia e cultura, come nei nostri ricordi: atmosfere lontane, emozioni momentanee di film e
persone, che tornano quando siano di nuovo seduti su quelle poltrone, e nel buio della
sala si accende lo schermo.
Eppure, negli ultimi anni i cinema storici stanno vivendo una profonda crisi, che ha portato alla chiusura di diverse sale, e che sembra non volersi arrestare, l motivi sono diversi, legati soprattutto a problemi di accessibilità e all'arrivo dì nuovi, grandi competitori: i multiplex in cintura.
Per riuscire a sopravvìvere e tornare competitivi occorre diversificarsi, offrendo più servìzi e più qualità, sempre nel rispetto della propria natura. Su questo concetto si basa il mio progetto per la ristrutturazione del cinema Centrale: riducendo le dimensioni della lunga sala, trovano spazio un bar, una saletta per esposizioni temporanee, per presentazioni di libri o incontri con artisti e autori, per bere un caffè o aspettare l'inizio del film, e infine una libreria per la vendita di volumi d'arte e cinema e di riviste specializzate.
II percorso all'interno della struttura si articola tra i differenti volumi delle stanze, ritmato
dagli stretti passaggi da un luogo all'altro e dal colore delle pareti, che va via via
scurendosi fino alla sala, antro buio e tranquillo, lontano dalla luce e dal rumore della
strada, avvolto e proiettato verso lo schermo. Materiali e forme si richiamano da uno
spazio all'altro, per mantenere una chiara unità formale. Il cortile che corre lungo l'edificio,
attualmente adibito a parcheggio, diventa punto di accesso e snodo tra le diverse attività,
e allo stesso tempo la copertura vetrata e mobile ne permette l'utilizzo, d'estate come
d'inverno, per il dehors del bar, per un punto lettura in corrispondenza della libreria, e per
un punto di attesa vicino alla sala. Il cortile si lega al percorso interno attraverso le
numerose vetrate, che si stagliano sull'unica parete bianca e luminosa delle stanze, e per
il richiamo a colori, materiali e forme dell'interno.
Un progetto che alterna luce e oscurità, giocando coi colori e coi materiali per ottenere atmosfere accoglienti; che cerca di riscoprire la sala come grotta delle meraviglie, ma in un'ottica attenta ai nuovi bisogni dello spettatore contemporaneo.
Relatori
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