Tiziana Morello, Marco Parolin
L'architettura rinascimentale nel castello Della Rovere in Vinovo: progetto di conservazione.
Rel. Maurizio Momo. Politecnico di Torino, , 2000
Abstract
Il castello Della Rovere di Vinovo, eretto intorno al 1402 e successivamente riplasmato nel 1513-1515 da Martino Della Rovere, su procura del fratello cardinale Domenico Della Rovere (1478 - 1501), rientra nella tipologia del "Palatium urbano", di cui si trovano numerosi esempi in tutto il Piemonte e nord-Italia. L'impianto risulta, quindi, una residenza originariamente a struttura difensiva, all'interno della quale venne inserita un'importante fase costruttiva Rinascimentale. La tesi verte sulla conoscenza di questa fase e intende fornire indicazioni sulla sua conservazione. In particolare vista la non completa accessibilità di alcuni locali, le indagini si riferiscono agli ambienti affacciati sul cortile porticato interno e agli apparati decorativi in cotto di rivestimento.
Articolazione della tesi
Il primo passo verso la conoscenza della materia, è stato quello di documentare l'architettura del castello Della Rovere, tramite una iniziale ricerca archivistica e bibliografica che ha permesso di individuare le principali fasi costruttive che hanno coinvolto l'intero impianto. In seguito l'attenzione è stata rivolta alla parte più complessa dell'edificio cioè il cortile interno, segnato da molteplici tracce di riplasmazione. Di tale parte si e eseguito il rilievo metrico (limitato al piano nobile), dal quale hanno avuto seguito la rappresentazione planimetrica e d'elevato. Sulla base di questi dati si è passati all'osservazione diretta degli elementi costituenti le varie parti: il supporto murario dei pilasti e gli elementi di decorazione in cotto. Partendo dai due pilastri tipo, in posizione frontale e in posizione angolare, si sono individuati i rapporti proporzionali tra le varie parti delle lesene, i meccanismi strutturali d'incastro dei cotti nel tessuto murario e gli elementi costituenti l'apparato decorativo di ciascun pilastro. Ogni cotto è stato catalogato secondo la posizione, le dimensioni, le modanature e la composizione materica (abaco costruttivo dell'apparato decorativo). Dall'analisi di ciascun elemento si è passati allo studio vero e proprio della materia: le tecniche di produzione del cotto, le caratteristiche chimico-fisiche e la caratterizzazione tipologica. Questa fase di indagine ha portato all'individuazione di tipologie di cotti diversificate all'interno degli stessi pilastri: cotti originali (prodotti a stampo entro madreformi negative), decorazioni lavorate "en creux", dopo essicatura, ed elementi originali rifiniti a stucco. Definita la materia si e passati alla lettura delle sue alterazioni, all'osservazione della morfologia e allo studio della sua distribuzione. Vista l'ampia casistica delle problematiche relative al degrado delle formelle, si sono analizzati distintamente i pezzi ritenuti originali, quelli sostituiti durante interventi manutentivi del passato e quelli sottoposti a diversificate tecniche di consolidamento, in particolare quelle espresse alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento. Dovendo agire su materiali di epoche diverse, su sostituzioni e trattamenti diversificati nel tempo, e necessario conoscere dal punto di vista chimico e tecnologico, sia i prodotti utilizzati negli interventi precedenti sia i risultati nelle ricerche più recenti sul materiale. Di conseguenza, il percorso seguito per la redazione del progetto di massima per la conservazione dell'apparato decorativo in cotto, fa riferimento a queste indagini preventive e si articola nella descrizione delle fasi di pulitura, di consolidamento, di integrazione delle lacune e di protezione. Sono state indicate, inoltre, le prescrizioni per le varie procedure, le tecniche di intervento e le raccomandazioni per il controllo della qualita e della durabilità degli esiti conservativi (gli interventi si limiteranno nel numero e nella consistenza, in relazione al livello di gravità, tenendo sempre ben presente il concetto di reversibilità del restauro).
Relatori
Tipo di pubblicazione
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