Interventi in Alta Langa: ipotesi progettuali per il comune di Belvedere Langhe
Enrico Aschieri, Claudio Milano
Interventi in Alta Langa: ipotesi progettuali per il comune di Belvedere Langhe.
Rel. Riccarda Rigamonti, Liliana Bazzanella. Politecnico di Torino, , 2001
Abstract
L'idea di svolgere una tesi di laurea che si occupasse di Belvedere Langhe è nata quasi per caso, quando abbiamo sentito parlare di un progetto innovativo che il Consorzio "Città delle Langhe" desiderava realizzare a Belvedere. Il Consorzio è formato da imprese private ed enti pubblici (Comune di Belvedere Langhe, di Murazzano, di Dogliani e Monforte) ed ha come obiettivi principali la ricerca, la progettazione, lo sviluppo e la gestione di nuovi servizi orientati al miglioramento della qualità della vita e del lavoro degli abitanti della Langa.
Recentemente una parte di "Città delle Langhe" si è fusa in una società, la "Gaia s.r.l. sistemi e tecnologie per l'ecosostenibilità", con lo scopo di portare avanti, tramite fondi richiesti alla Comunità Economica Europea ma non ancora concessi, il progetto di un centro polifunzionale, caratterizzato da un nucleo di laboratori di ricerca, un nucleo residenziale e un nucleo culturale da costruire su una collina, il Bric del Bio al confine est del paese.
Nel luglio 2000 la società ha presentato, ai Comuni di Belvedere Langhe e Murazzano, una variante di piano finalizzata alla realizzazione del progetto, che è stata approvata nell'ottobre dello stesso anno.
Il tema è immediatamente sembrato interessante, sia per le finalità dell'iniziativa, sia per i problemi connessi alla realizzazione di un complesso articolato, attento alle tecniche costruttive, da collocarsi in un luogo di particolare interesse paesistico.
Un intervento di queste proporzioni comporterà delle ripercussioni su tutto Belvedere quali un aumento di popolazione fissa e temporanea e di conseguenza l'esigenza di un maggiore controllo delle qualità dei servizi. Così, consultando il Piano Regolatore del Comune, è emersa l'idea di occuparsi della riqualificazione del paese, soprattutto lungo la fascia costruita a ridosso della statale 661 che lo lambisce Belvedere.
Abbiamo quindi individuato due aree di particolare interesse: la pendice del Bric Casale, entrando in paese da ovest, dove il piano prevede la realizzazione di un centro di accoglienza turistico-ricettiva e un'area residenziale, e la sommità del Bric del Bio, uscendo da Belvedere ad est, dove la recente variante al piano regolatore indica la realizzazione del suddetto centro polifunzionale.
I progetti di queste due aree sono stati approfonditi a scala di dettaglio, mentre abbiamo proposto alcune indicazioni di intervento, per le aree adiacenti, interessate da trasformazioni secondo il piano, nell'ottica di controllare l'immagine paesistica del luogo.
La ricerca progettuale dell'immagine dei nuovi interventi è stata influenzata da un'analisi dei caratteri delle costruzioni tradizionali del luogo, le cascine di Langa, delle quali vengono utilizzati spunti e suggestioni.
Così tutti e tre i progetti assumono riferimenti dalla tipologia della cascina, rivista e reinterpretata. Nell'area ricettiva, infatti, l'albergo ha una forma a corte a U, aperta a sud, sulla quale si affacciano le camere; i volumi sono ben definiti, uniti sempre ad angolo retto e seguono armoniosamente il declivio del terreno, con i tetti a due falde in coppi.
Nell'area residenziale le case unifamiliari sono accostate in modo da formare corti irregolari aperte a sud e hanno tetti a due falde in coppi. Le facciate, scandite da lesene in mattoni, vengono trattate con materiali diversi, tradizionali e non, per sfruttare appieno la favorevole esposizione, e diversificare, quasi personalizzare, ogni singolo complesso e nucleo abitativo.
Nel centro polifunzionale il tema si richiama all'immagine di una cascina diroccata e recuperata: maniche controterra si articolano intorno alla sommità del bricco, come se il terreno e la vegetazione si fossero appropriati dell'antica corte, con alberi che emergono della sommità del tetto. I prospetti, scanditi da pilastri in laterizio, vengono trattati in modo diverso a seconda dell'esposizione solare ponendo, come criterio base per la scelta dei materiali, quello della compatibilità ambientale.
Relatori
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