Luca Paseri
Polo di turismo rurale a Co' di Fin, Melle (CN).
Rel. Domenico Bagliani. Politecnico di Torino, , 2000
Abstract
INTRODUZIONE
Nelle vallate alpine cuneesi, l'esistenza di un vasto patrimonio edilizio abitativo, unitamente al problema dello spopolamento di queste aree, pone in evidenza la questione del recupero delle borgate alpine.
Attualmente queste borgate, per la maggior parte in stato di forte degrado e di abbandono e le restanti soggette a maldestre attività di "recupero" a fini turistici o residenziali, rappresentano un'importante testimonianza di vita e di cultura alpina e possono ancora costituire un elemento essenziale della struttura economica montana.
In questo caso, come capita sempre più spesso, vale il principio che salvaguardare non significa mettere sotto vetro, ma far vivere con nuove destinazioni d'uso, pur senza stravolgere il tessuto di un costruito sedimentato nei secoli, senza cadere nelle volgari imitazioni del finto rustico, delle decorazioni posticce e delle strutture insediative delle antiche borgate. Da questi presupposti nasce la sfida di creare un'architettura che. utilizzando il linguaggio contemporaneo - come gia fecero negli anni '40 e '50 sulle Alpi occidentali italiane architetti come Carlo Mollino o Franco Albini -, fornisca risposte concrete al paesaggio e alle tradizioni locali dei paesi alpini.
Il turismo di massa, che considera il paesaggio esclusivamente come oggetto di consumo, non rappresenta più una efficace soluzione al problema del recupero del patrimonio ambientale ed edilizio delle Alpi.
D'altro canto, la risposta alla domanda di un emergente turismo, più esigente e più sensibile all'ambiente e che desidera integrarsi con il suo stesso habitat, arricchisce di significato il recupero di un territorio abbandonato da decenni dove la natura sta riprendendo la sua rivincita e ricopre i sentieri di rovi, e dove, tuttavia e nonostante tutto, ancora emergono i segni di una cultura che non smette di affascinare.
Allora, secondo uno spirito europeo, potremo considerare le Alpi non più come confine, limite geografico e amministrativo che rende
difficili le comunicazioni,' ma come frontiera, cioè novità e possibilità.
Relatori
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