Le problematiche dello spazio scenico: un contributo progettuale: l'allestimento di un'opera teatrale
Erica De Los Rios, Paolo Turnu
Le problematiche dello spazio scenico: un contributo progettuale: l'allestimento di un'opera teatrale.
Rel. Sergio Santiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La storia del teatro e l'evoluzione del concetto di spazio scenico è stato per il nostro percorso il punto di partenza, per delineare quelle che per noi potevano essere le idee, i concetti che si sono sviluppati nei secoli e che possiamo considerare validi e attuabili ancora oggi.
Prima di affrontare il nostro iter non potevamo non fare una panoramica su come il concetto di spazio dal solo punto di vista architettonico si sia sviluppato nei secoli, partendo dal tempo dei greci fino ad arrivare all'epoca contemporanea. Nell'approcciarsi alla storia del teatro abbiamo deciso di concentrarci su come lo spazio scenico abbia mutato le sue caratteristiche e l'importanza che le innovazioni tecnologiche hanno via via assunto negli anni.
Il periodo sul quale abbiamo deciso di posare l'attenzione maggiormente è stato il Novecento, partendo già dalle premesse che vengono fornite alla fine del XX secolo, rielaborando i concetti che maestri come Stanislavsky, Appia, Craig, Wagner hanno introdotto e che hanno notevolmente influito sul secolo successivo riconoscendo come fondamentale la partecipazione del pubblico, non più solo come fruitore dell'opera rappresentata ma come vera e propria parte integrante, il fatto che il luogo nel quale doveva avvenire la rappresentazione non poteva più essere separato dalla sala in cui risiedeva il pubblico, doveva essere un tutt'uno con esso. Il Novecento è stato un secolo intriso di nuove idee, di rivoluzioni, di ritorni al passato dal punto di vista dell'uso dello spazio scenico. Personaggi come Grotovsky hanno segnato una strada che ancora oggi e sempre più viene seguita come linea guida del nuovo teatro sperimentale.
Alla luce di tutto ciò abbiamo reputato necessario ritornare ai giorni nostri per capire quali sono stati gli individui che più di altri hanno dato un contributo indispensabile alla creazione di un nuovo concetto di spazio scenico, analizzandone i limiti e le potenzialità in chiave moderna e attualizzabile. I registi di cui abbiamo deciso di occuparci sono Giorgio Strehler, Peter Brook, Luca ronconi, Carmelo Bene e Gabriele Vacis. A nostro avviso essi rappresentano un campione eterogeneo di diversi modi di fare teatro, modi che negli ultimi decenni si sono avvicendati con notevole successo. Per ognuno di loro abbiamo individuato dei legami con il passato e con alcune delle concezioni, anche le più estreme del teatro contemporaneo. Il tema successivo è stato quello di considerare che un testo può avere innumerevoli spunti interpretativi, e riscontrando proprio che tra loro, in diversi anni, i registi analizzati hanno allestito gli stessi spettacoli in modo diverso ci è sembrato opportuno puntualizzare ciò anche nell'ottica della nostra proposta progettuale. Il nostro concetto di spazio scenico si riduce ad uno spazio essenziale
nel quale sono gli attori a fare la rappresentazione: essi sono un simbolo nascosto nell'interpretazione del testo e da ciò ne derivano gli spazi nei quali si svolgerà l'azione. Per noi lo spazio deve mantenere il suo carattere essenziale, il fascino di un luogo in cui apparentemente non vi è nulla ma che in realtà nasconde profondi significati e suggestioni.
Giunti a questa idea avevamo bisogno di un autore che esprimesse questo carattere quasi sovratterreno e chi meglio di Beckett poteva rientrare nel nostro percorso, della sua produzione drammaturgia abbiamo scelto un testo meno conosciuto, poco rappresentato ma che secondo noi nascondeva grandi potenzialità, pur non essendo semplice, né scontato.
Avevamo bisogno di uno spazio che si prestasse a questo tipo di discorso, non poteva trattarsi di un classico teatro all'italiana ma doveva essere uno spazio senza vincoli, senza strutture precostituite, e nel panorama torinese, il luogo che meglio poteva interpretare il nostro pensiero è stato il Teatro Astra, recentemente restaurato per ospitare uno spettacolo con la regia di Luca Ronconi. Il progetto prevedeva proprio che del vecchio cinema si mantenessero solo le mura esterne, sventrato del contenuto esterno. La caratteristica che ha colpito la nostra attenzione e che ci ha indirizzati maggiormente sulla scelta di questa sala è stato l'aspetto di decadenza, di non finito, carattere distintivo del teatro che ci riconduce alla drammaturgia di Beckett, il desiderio di annichilimento, l'andare oltre per raggiungere l'essenza vera dell'esistenza.
Il nostro progetto scenografico si basa sul concetto di teatro non solo come luogo in cui lo spettatore entra per vedere uno spettacolo ma l'attore stesso lo vive, se ne rende parte integrante, di qui l'idea di ribaltare le pareti per creare un praticabile che riproduca l'aspetto del contorno, che in questo caso, diventa sostanza, luogo vero e proprio. Perché questo effetto sia più chiaro anche agli occhi del pubblico, vengono riprodotte le aperture delle porte scavando delle nicchie nelle quali i personaggi possono entrare per scomparire e attraverso un corridoio che corre lateralmente alla scenografia, raggiungere un altro lato e ricomparire in un altro punto del teatro. Anche nella parte centrale del praticabile vengono riprodotte le aperture delle finestre non solo geometricamente ma anche attraverso l'uso dei materiali che ricreino le cornici intorno alle finestre sulle pareti. Volendo portare avanti il concetto di "teatro nel teatro" abbiamo voluto che lo spettatore nel momento stesso in cui entra nell'edificio teatro abbia subito la percezione di trovarsi a contatto con simboli, immagini allusive della situazione che verrà vissuta all'interno della sala, senza avere chiari riferimenti a ciò che avverrà per non togliere la sorpresa ma fermi immagini di situazioni che possano far partire alcuni meccanismi nella mente dello spettatore tali da creare un filo che lo lega all'azione del palcoscenico. Questo tipo di sensazione abbiamo deciso di renderla
attraverso l'uso di pannelli in nylon appesi al controsoffitto per mezzo tubi in carbonio per essere più leggeri. Su questi pannelli saranno raffigurati i personaggi dello spettacolo e le relazioni che li legano tra loro e alla simbologia che c'è dietro il testo.
- Abstract in italiano (PDF, 104kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 103kB - Creative Commons Attribution)
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