Il castello di Rovereto: dalla conoscenza e dal rilievo completo dell'antica e nobile struttura a proposte museali innovative
Elisa Necchi, Malaika Salis
Il castello di Rovereto: dalla conoscenza e dal rilievo completo dell'antica e nobile struttura a proposte museali innovative.
Rel. Giuseppe Orlando. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
ROVERETO ED IL CASTELLO
Il castello, eretto attorno al 1300 nel luogo dove, con tutta probabilità, sorgeva un castelliere, fu ed è ancora tuttora testimone della storia e dello sviluppo della ridente città della Valle Lagarina: Rovereto.
II castello appare agli occhi dei suoi abitanti con tutta la sua imponenza e rappresentaper tutti un importante simbolo che fa sentire protetti i roveretani.
Il castello fu prima proprietà dei signori di Lizzana, poi dei Castelbarco ed infine della Repubblica Veneta che, dal 1411 al 1509, lo modificò, dandogli l'aspetto attuale, perché diventasse il baluardo difensivo dei territori trentini a settentrione.
Le modifiche apportate dai veneziani furono eseguite dai più valenti architetti militari del tempo: Coltrino, d'Alviano, Manelmi, Caracciolo, Da Varano e Gianfilippi.
Alla fine del XVIII secolo fu occupato dai francesi che deturparono parte della rocca e successivamente fu occupato dagli austriaci fino al 1914, che vi misero al suo interno le compagnie del Terzo Kaiserjàger.
Nell'Ottocento fu adibito a caserma, casa di lavoro forzato e ricovero per i prigionieri di guerra ungheresi e austriaci che ne devastarono gli arredi e le strutture portanti in legno.
Nel periodo irredentista dei primi Novecento, il castello fu oggetto di numerose riflessioni eseguite da personaggi di grande cultura che, nel 1919, proposero di trasformarlo in museo per poter ricordare il periodo della guerra di redenzione che aveva portato l'annessione del Trentino all'Italia.
Il 12 ottobre 1921 venne inaugurato il Museo Storico italiano della Guerra alla presenza di Vittorio Emanuele III.
Il Museo raccolse documenti, fotografie, lettere, cimeli, divise fatte pervenire da qualche ufficiale, soldato, famiglie di ex combattenti e cittadini ed acquistò il significato di luogo di conservazione della memoria legata ai conflitti mondiali.
Oggi il castello è stato soggetto di un accurato studio di restauro da parte della Provincia Autonoma di Trento, che al termine dei lavori ( ipotizzati alla fine del 2005 per il primo lotto), riporterà in luce nei suo aspetti originari l'intera struttura , sia all'interno che all'esterno, consentendo la creazione di due percorsi di visita differenti di accesso per i visitatori.
Tali scelte saranno studiate, riprese e modificate nell'ipotesi progettuale descritta all'interno della nostra tesi, sempre nel rispetto delle caratteristiche strutturali del castello.
Relatori
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