Intervento di rifunzionalizzazione dello storico complesso carcerario "Le nuove"
Angela Federica Palermo
Intervento di rifunzionalizzazione dello storico complesso carcerario "Le nuove".
Rel. Chiara Ronchetta, Giuseppe Pistone. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
Torino è una città che sta attivando grandi trasformazioni dovute alle esigenze urbanistiche
di una città in continuo movimento, oltre che alle Olimpiadi del 2006. Il cambiamento
in atto ha come obiettivo un rinnovamento urbano, una riqualificazione dell'ambiente esistente,
un miglioramento delle dotazioni infrastrutturali già esistenti e infine la nascita di
nuove architetture. Nell' area compresa tra corso Peschiera, corso Vittorio Emanuele il,
corso Ferrucci è prevista la formazione di un polo universitario, attraverso l'ampliamento del
Politecnico, dì un polo culturale, con la realizzazione della biblioteca pubblica, e di un polo
spositivo attraverso la rifunzionalizzazione prevista per le Officine Grandi Riparazioni che
ospiteranno la sede dell'Urban Center Office e l'ampliamento della Galleria D'arte Moderna.
In questo contesto è presente lo storico complesso carcerario "Le Nuove": che è oggetto del concorso
bandito dal la città di Torino, "Intervento di rifunzionalizzazione dello storico complesso
carcerario Le Nuove", progetto volto a completare nell'ambito di un programma ambizioso la
grande trasformazione urbana dell'intera area.
Gli obiettivi di questa gara di progettazione volgono al raggiungimento di tre importanti risultati:
1.restaurare l'edificio, ormai considerato patrimonio storico-architettonico della città di Torino,
all'interno di un contesto ormai teatro di un risanamento urbanistico-edilizio totale. In tale contesto
denominato Spina 2, verranno realizzate, alcune stanno già per essere terminate il recupero
dell'edificio ad H delle ex Officine Grandi Riparazioni, dell'ampliamento del Politecnico e della
realizzazione della nuova Biblioteca civica; 2.avvicinare geograficamente al nuovo Palazzo di Giustizia
gli uffici del Tribunale di Sorveglianza, del Giudice di Pace, del Nucleo Intercettazioni Telefoniche e
degli Ufficiali Giudiziari.
3.fomire alla città nuovi spazi da dedicare ad attività museali, universitarie e culturali in genere.
La mia tesi ha cercato di rispondere proprio a quest'ultima richiesta, cercando di
creare un'organizzazione completa del carcere.
Il raggiungimento di questo terzo risultato ha condotto il mio progetto.
E' stato effettuata un'analisi del luogo che consentisse un collegamento tra l'edifico e
l'area circostante attraverso la definizione di ingressi, percorsi e spazi verdi. Il mio
progetto si sviluppa nel 1° e nel H°braccio dell' ex-carcere, in cui le destinazioni d'uso
sono libere.
Partendo dall'analisi delle prescrizioni del piano regolatore, e, cercando di mantenere
il più possibile la struttura originaria dell'edificio ho previsto la realizzazione di
laboratori per giovani artisti. Spazi individuali dove ogni singolo artista potesse sentirsi
libero di ideare, realizzare, esporre e vendere i propri prodotti, le proprie opere.
Il collegamento più importante, pedonale e visivo, è quello tra il complesso carcerario
e la nuova Biblioteca Civica dell'arch. Bellini: un percorso luminoso, è la ubicazione al
secondo piano del I e del II braccio di sale espositive, di punti di ristoro, bookshop e
sale conferenza.
Il progetto rispetta la struttura originaria: è stata infatti prevista la demolizione dei solai
dei corridoi, aggiunti a seguito di una precedente ristrutturazione, e la e la
realizzazione di una struttura in acciaio che ricrea i ballatoi.
A scala urbana è stato effettuato uno studio sulla viabilità, individuando gli ingressi
pedonali e quelli carrai. Ho sfruttato la strada di ronda -la strada compresa tra le due
mura di cinta- quale soluzione ottimale per smaltire il traffico in entrata e in uscita dai
parcheggi sotterranei previsti dal bando di concorso, gli ingressi in grado di collegare i
diversi poli che si sviluppano tutt'intorno all'ex-complesso carcerario.
Relatori
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