L'architettura come progetto di filiera territoriale : la proposta di un modulo per cicloturisti a basso impatto ambientale per "La tenuta il Castello" di Albano Vercellese lungo la ciclostrada del canale Cavour
Niccolò Fusaro
L'architettura come progetto di filiera territoriale : la proposta di un modulo per cicloturisti a basso impatto ambientale per "La tenuta il Castello" di Albano Vercellese lungo la ciclostrada del canale Cavour.
Rel. Guido Callegari, Riccardo Palma. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
PREMESSA
Questa mia proposta di tesi si pone l’obiettivo di progettare un modulo abitativo per cicloturisti, da costruire con materiali e componenti edilizi di filiera, contraddistinti da un'impronta ambientale tale da garantire un manufatto a basse emissioni di CO2.
Il modulo prevede inoltre l’utilizzo di un sistema costruttivo di prefabbricazione leggera chiamato Suteki wood system. caratterizzato da travi e pilastri in legno lamellare ad incastro, connessi tra loro tramite giunzioni in acciaio al carbonio.
Proprio da queste caratteristiche derivano i presupposti di una possibile autocostruzione, che permette anche a persone con capacità tecniche limitate, e non specializzate, di occuparsi della sua realizzazione. Un’altra opportunità riguarda il possibile intervento di maestranze locali che in questo contesto possono utilizzare altri sistemi costruttivi, non appartenenti alle loro consuetudini; il nuovo modo di operare apre a queste maestranze locali il potenziale accesso ad un nuovo mercato. Infine è da evidenziare ancora una possibile ricaduta positiva, in termini economici e sociali, per molte altre imprese attive nell’area del progetto.
Essendo tale modulo inserito in un contesto ben strutturato, una ex cascina attualmente sede dell'ente Parco Lame del Sesia ad Albano Vercellese, e situato in pianure risicole che si sviluppano lungo l’andamento del canale Cavour, ho cercato di utilizzare per la progettazione materiali che caratterizzano queste terre, dando molta importanza alle risorse che tale territorio offre, come ad esempio il legno derivato dagli alberi di pioppo e materie isolanti provenienti dalla lana delle pecore.
Dal punto di vista compositivo mi sono preposto come obiettivo quello di creare un manufatto edilizio che si inserisse in maniera più delicata e meno forzata all’interno del porticato oggetto di studio, cercando di rispettare in primis la sua storia e quella della cascina, senza andare a snaturare le funzioni che questo portico ha avuto nel tempo, ma cercando di rievocarne il più possibile gli aspetti funzionali e caratteristici.
La struttura della tesi da me proposta si divide in due parti, una di inquadramento relativa alle ciclostrade europee e il loro inserimento nella penisola italiana, entrando poi nel merito della ciclovia del canale Cavour che interessa direttamente il progetto del modulo oggetto di tesi. La seconda parte invece vuole fornire una narrazione prima del territorio nel quale il manufatto
edilizio si inserisce, ovvero la pianura risicola della provincia di Vercelli, e poi della cascina sede attuale dell’Ente del Parco delle Lame del Sesia con il suo porticato ad Albano Vercellese; in ultimo dedico uno spazio ad hoc ai profili esigenziali, gestionali e ai requisiti del progettato modulo per cicloturisti.
L’ultima parte della tesi entra nel merito del progetto vero e proprio: con la descrizione degli aspetti funzionali e compositivi, le motivazioni per la scelta dei materiali e infine svolgendo un bilancio sulle emissioni di C02 dell’intero manufatto lungo il suo ciclo di vita.
La parte finale è riservata agli aspetti cantieristici descrivendo la tipologia di sistema costruttivo utilizzato e il suo montaggio.
Tengo a sottolineare un’esperienza particolarmente stimolante per il mio studio e la sua presentazione: ho potuto seguire alcune delle attività del team studentesco Recyclo del Politecnico di Torino e del workshop MAACC (modulo abitativo autosufficiente per cicloturisti e camminatori).
Ho così potuto conoscere due realtà di grande interesse grazie alle quali ho compreso meglio l’importanza e il valore delle colture del pioppo stesso. Ho visitato il CREA di Casale Monferrato (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell'economia agraria) che si occupa dello studio e della creazione di cloni di alberi di pioppo, e l’azienda Bonzano di Coniolo (Alessandria) che produce pannelli in compensato di pioppo.
Relatori
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