Remaking Pittsburgh : urban manufacturing
Francesca Nuzzo
Remaking Pittsburgh : urban manufacturing.
Rel. Roberta Ingaramo, Caterina Montipò, Steve Qick. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
Il Lavoro di tesi si pone il principale obiettivo di ripensare l'architettura della produzione inserita nel contesto urbano, cercando di capire in che modo e in quali forme la manifattura ritorna in città e di conseguenza che spazi occupa.
Il riuso adattivo di siti industriali dismessi è senza dubbio la risposta alla necessità di nuovi luoghi di produzione, non solo perché la flessibilità spaziale rende possibile molteplici usi e configurazioni, ma anche perché la riqualificazione di edifici storici è in grado di attivare processi di rigenerazione urbana a favore di intere comunità.
L'idea di progresso e l'avanzamento tecnologico hanno spinto le città del XXI secolo a liberarsi dalle grandi fabbriche costruite per il mercato di massa perché considerate sporche, pericolose e troppo grandi. Una conseguenza di questo fenomeno è stata l'esternalizzare di gran parte della capacità produttiva in altri Paesi.
L’ascesa Maker Movement sarà in grado di creare posti di lavoro e opportunità economiche, portare la produzione in ambienti urbani e ridefinire l'educazione e le competenze della forza lavoro. Ecosistemi e immobili si stanno sviluppando all’interno delle città per sostenere la realizzazione della Maker City.
Tutto ciò rappresenta una sfida significativa per le metropoli occidentali, le cui economie e culture sono storicamente costruite sulle industrie tradizionali. Le città sono ora incaricate di reinventare il settore industriale per rimanere competitive, sia nell’attrazione di talenti che nello sviluppo di grandi aziende in un contesto urbano.
La scelta di Pittsburgh non è casuale, dopo il crollo dell’industria siderurgica negli anni '80, l’economia si è spostata dalla produzione a basso e moderato valore verso elevati servizi tecnologici a produttività avanzata.
Google, Apple, Uber, Intel e General Motors sono solo alcune delle principali aziende high-tech di fama mondiale che hanno scelto Pittsburgh come sede della ricerca e sviluppo del prodotto. I vantaggi competitivi della regione non sono più le infrastrutture fluviali e le materie prime, ma lavoratori specializzati e istituti di ricerca. Queste notevoli risorse la posizionano nelle schiere delle città d’innovazione internazionali che stanno sperimentando una serie di nuove tecnologie destinate a ridefinire l’economia globale.
Il risveglio dell’attività economica e degli investimenti sulla città porteranno a loro volta a ricavi più elevati che potranno essere reinvestiti nell’istruzione, nello sviluppo della forza lavoro, delle infrastrutture e la rivitalizzazione dei quartieri.
Relatori
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