PoliGround. La valutazione dell’impronta ecologica e possibili scenari per un campus post-carbon
Silvia Favaro, Chiara Genta
PoliGround. La valutazione dell’impronta ecologica e possibili scenari per un campus post-carbon.
Rel. Patrizia Lombardi, Antonio De Rossi, Giovanni Vincenzo Fracastoro. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
Nel corso dell’ultimo secolo il mondo si è velocemente urbanizzato: più della metà della popolazione oggi vive in città e si prevede che nel 2030 raggiungerà il 60%. Studi recenti hanno dimostrato che le città, pur occupando meno del 10% della superficie terrestre, consumano il 75% delle risorse naturali e tra il 67-76% dell’energia, divenendo tra le principali responsabili del cambiamento climatico. Questo pone interrogativi su come la città contemporanea possa reagire, rispondere e adattarsi a tali cambiamenti, trasformandosi in un ecosistema resiliente, di cui diventa necessario studiare il metabolismo. Gli studi sul metabolismo urbano, ovvero dei flussi materiali e non che interessano la città, ma anche della sua vulnerabilità e capacità di adattamento sono alla base di studi fondamentali per le prospettive di una post-carbon city.
Se i passi già fatti verso un maggior utilizzo di energie da fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra iniziano ad essere visibili, quelli ancora da fare verso uno scenario che parli di sostenibilità a trecentosessanta gradi sono molti.
In questa fase di transizione, il campus universitario, struttura pubblica e formativa e dal forte impatto sul territorio, diviene uno dei possibili driver per uno sviluppo sostenibile della città. Esso deve essere considerato come un living lab dove sono possibili innovazione e coinvolgimento degli utenti e non come una parte ermetica e chiusa della città.
La ricerca trova applicazione nel Politecnico di Torino, un campus diffuso all’interno dell’area urbana e in previsione di ampliamento. È stata analizzata l’impronta ecologica delle attività di quest’ultimo, individuando la superficie necessaria al suo sostentamento e all’assorbimento delle emissioni di CO2 prodotte. Tra i pregi di questo indicatore complesso troviamo la possibilità di una semplice comparazione e una maggiore comunicabilità anche ai non esperti. Non è possibile effettuare una trasposizione diretta dei risultati dell’impronta ecologica in azioni concrete, ma essa può essere un supporto per una maggior consapevolezza e per lo sviluppo di strategie di riduzione delle emissioni.
Nell’elaborare uno scenario di trasformazione si è deciso di lavorare sugli spazi aperti del campus, luoghi di interazione e connessione con la città, spazi performativi ed educativi allo stesso tempo, teatro delle singole attività quotidiane, ma anche espressione della massima condivisione. Per evitare una trasposizione diretta, alla precedente analisi dell’impronta ecologica sono stati integrati studi sulla composizione fisica di questi spazi e sull’utilizzo che ne fanno le persone. Viene proposto un catalogo di interventi, leggibili sia singolarmente sia come quadro complessivo dato dalla somma e interazione delle diverse possibilità, e non come un progetto già completo e definito. Le azioni, che partono dalla situazione esistente senza cancellare le tracce delle sovrapposizioni nel tempo, sono volte sia a ridurre l’impatto ambientale che a migliorare il benessere e il senso di appartenenza degli utenti. Il progetto può essere letto attraverso diversi layers che prendono in considerazione sia le categorie di consumo individuate dall’impronta ecologica - energia, acqua, mobilità, rifiuti, consumo di suolo e cibo - sia l’importanza di creare spazi di rinnovata qualità. Con la proposta progettuale si vuole dimostrare come attraverso un ripensamento degli spazi aperti e il miglioramento dell’accessibilità, sia possibile migliorare la sostenibilità del campus.
Per ulteriori informazioni contattare:
Silvia Favaro, favaro.silvia.93@gmail.com
Chiara Genta, chia.genta@gmail.com
- Abstract in italiano (PDF, 1MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 1MB - Creative Commons Attribution)
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