Gli edifici comunitari e produttivi di Elva in Alta Valle Maira. Catalogazione e progetto ecomuseale per la valorizzazione del territorio
Chiara Pomatto, Elena Rorato
Gli edifici comunitari e produttivi di Elva in Alta Valle Maira. Catalogazione e progetto ecomuseale per la valorizzazione del territorio.
Rel. DANIELE REGIS, ROBERTO OLIVERO. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
La tesi verte sul Comune di Elva, in Alta Valle Maira nella Provincia di Cuneo in Piemonte.
La scelta è ricaduta su questa realtà, in quanto è stata la Valle piemontese più colpita dallo spopolamento del XIX e XX secolo e conserva ad oggi un ambiente integro e poco urbanizzato. Tali aspetti rappresentano ora nuove opportunità di sviluppo per l’intera Valle Maira, soprattutto nel campo del turismo slow.
Elva è tutt’ora conosciuta solo per alcuni caratteri, come il Museo dei Cavié (dell’Ecomuseo Alta Valle Maira), la Strada del Vallone, gli affreschi di Hans Clemer nella Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, il Posto Tappa della Grande Traversata Alpina (GTA) e i suoi prodotti gastronomici. Ma Elva è molto di più, conserva infatti sul territorio molti esempi di architettura rurale alpina. Per questo motivo gli obbiettivi della tesi sono di creare un catalogo dei manufatti produttivi e comunitari sul territorio e redarre un’ipotesi progettuale di recupero e valorizzazione territoriale.
La catalogazione ha lo scopo di far conoscere parte del patrimonio locale (piloni votivi, forni da pane e da calce, mulini, battitori da canapa, apiari, fontane, fucine, scuole) ad oggi non valorizzato e destinato a perdersi nel tempo.
Tale lavoro è stato svolto tramite una ricerca documentale, che ha coinvolto diversi archivi storici provinciali e comunali (come l’Archivio di Stato di Cuneo, l’Archivio di Stato di Torino, la Camera di Commercio Industria Agricoltura di Cuneo, Archivio Comunale di Elva), e una ricerca sul campo, con interviste e sopralluoghi (sedici in Elva, sette in Valle Maira e tre in Valle d’Aosta).
Tra le innumerevoli fonti scritte, l’archivio Comunale di Elva è stato l’unico a fornire informazioni specifiche. Non essendoci alcun tipo di organizzazione interna, è stata necessaria la creazione di un inventario per il visionamento dei volumi utili. Tale organizzazione ha previsto l’individuazione dei faldoni tramite rinomina di ogni stanza, pareta e scaffale. Tra i documenti selezionati e utilizzati si distinguono diverse tipologie, come ad esempio quelli di censimento (legati alle professioni o alle proprietà) e quelli descrittivi (leggi, manifesti e licenze di lavoro). Entrambe le categorie hanno permesso di reperire informazioni diverse, il cui confronto ha portato a risultati inaspettati.
La ricerca sul campo è stata svolta con diversi sopralluoghi, tutti condotti e supportati da fonti scritte e figure locali, che hanno fornito informazioni fondamentali per il ritrovamento di molti manufatti.
Il risultato finale della catalogazione consiste in tre tipologie di schede: la prima presenta la borgata (ventinove), la seconda mostra la planimetria di borgata (ventinove), la terza presenta ogni singolo manufatto catalogato (centoventotto). La lettura dell’intero elaborato
è stata impostata per borgata in ordine alfabetico, con ognuna i propri manufatti numerati in progressione.
Le visite in Valle Maira e in Valle d’Aosta avevano lo scopo di studiare alcuni casi di buonepratiche in vista del progetto di recupero della tesi. Gli esempi analizzati riguardano sia casi di recupero di manufatti, come forni e mulini, sia percorsi turistici. Tali casi hanno aiutato a delineare gli obbiettivi del progetto: valorizzare il patrimonio produttivo locale, potenziare l’offerta turistica di Elva all’interno dell’Ecomuseo Alta Valle Maira, incentivare il recupero dei manufatti abbandonati.
L’ipotesi progettuale è basata sulla conoscenza del territorio e della sua storia, acquisita con il lavoro di catalogazione, e sullo studio degli esempi di buone pratiche per capire la metodologia di intervento.
Il progetto consiste nella valorizzazione di un percorso esistente e del recupero di alcuni manufatti, un mulino, un forno e un’antica foresteria. Tutti gli interventi proposti sono caratterizzati da un approccio minimo, reversibile e riconoscibile, in modo da mantenere l’identità locale e ambientale.
Per ulteriori informazioni contattare:
Chiara Pomatto, chiara.pomatto@gmail.com
Elena Rorato, elerorato@alice.it
- Abstract in italiano (PDF, 523kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 524kB - Creative Commons Attribution)
Tipo di pubblicazione
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