Il museo della Soah, Milano Binario 21
Monica Cristofoli
Il museo della Soah, Milano Binario 21.
Rel. Franco Lattes, Bruno Pedretti. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
L'Associazione Figli della Shoah, la stessa che si è attivata per istituire il Giorno della
memoria, in accordo con la Società delle Grandi Stazioni, ha promosso il progetto di un
museo della memoria. Si tratterà, a detta di Roberto Jarach, presidente della Comunità
Ebraica di Milano, di " un contenitore da riempire, non solo un museo ma luogo vivo
della memoria". Nel Gennaio di quest'anno, la Società Grandi Stazioni e le Ferrovie
dello Stato hanno accolto il progetto presentato dal Comitato di "Binario21" e realizzato
dagli architetti Guido Morpurgo ed Eugenio Gentili Tedeschi.
Il progetto di "Binario 21", così chiamato in riferimento al luogo in cui sorgerà, ha
rappresentato lo spunto per la mia tesi di laurea che riguarda la progettazione degli
spazi del primo museo italiano della Shoah.
Dai locali Sotterranei della Stazione Centrale di Milano e precisamente sotto l'attuale
piano del ferro, nel '43 e nel '44, partirono migliaia di ebrei italiani. Destinazione:Auschwitz.
Un'indagine preliminare sui musei e sui memoriali sorti per commemorare quest'evento
storico, ha fatto da supporto al mio progetto. L'anello di congiunzione tra la prima
parte, costituita appunto dall'analisi suddetta, e la fase progettuale, è rappresentato
dal saggio critico, in cui ho cercato di interpretare le risposte date da architetti e da
artisti in generale, al tema della trasmissione della memoria.
Per fare questo ho considerato il contesto socio-culturale e soprattutto artistico in cui
queste forme di "fissazione" della memoria sono sorte, quasi a dimostrare che se il
problema di rappresentare e di trasmettere quel tipo di evento si fosse presentato in
un'epoca diversa, probabilmente, le risposte sarebbero state differenti.
Il mio progetto ha tenuto conto delle indicazioni fornite dai suoi promotori, accogliendo al suo interno, oltre che una raccolta di documenti materiali, anche spazi per attività legate alla didattica, all'approfondimento e all'interpretazione del tema della Shoah. Una componente vitale di questo museo, così come è stato per molti altri musei e memoriali sorti nei siti in cui si è consumata la vicenda, è il luogo che diventa portatore di un messaggio semplicemente attraverso il suo essere spazio abitato, attraversato, il
suo "esserci".
I livelli di lettura sono diversi: si passa da un primo approccio più scientifico reso possibile da documenti materiali, ad uno più identificante, dove emergono i veri protagonisti della vicenda, con le loro vicende e le loro esperienze.
Alcune considerazioni legate alla "natura" sotterranea del luogo, come la scarsa luminosità, la morfologia tipica delle stazioni, dove una massiccia maglia strutturale conferisce al luogo un aspetto particolare, e l'assenza di legami visivi e di percorrenza tra "il sotterraneo" e il suo intorno, hanno guidato alcune mie scelte progettuali.
II progetto mira a stabilire dei legami visivi, fisici e concettuali tra i locali sotterranei e l'intorno, rappresentato dalla città e dalla stazione e più in generale tra la città e il suo passato, accompagnando il visitatore in un viaggio alla riscoperta delle tracce storiche della presenza ebraica nella Città di Milano.
Il percorso museale è strutturato in modo tale da non alterare l'originale percezione del luogo e tale da permettere al visitatore di scegliere le modalità e i tempi con cui avvicinarsi ai documenti. Per questo la scelta allestitiva è ricaduta su un percorso guidato e non obbligato, nel rispetto della soggettività dei tempi e dei modi delle percezioni.
Relatori
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