Le cartiere di Isola del Liri : storia e valorizzazione di un patrimonio di archeologia industriale
Mattia Santangelo
Le cartiere di Isola del Liri : storia e valorizzazione di un patrimonio di archeologia industriale.
Rel. Vilma Fasoli, Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La tesi ripercorre la storia delle principali tappe del processo di industrializzazione che tra XIX e XX secolo ha inciso profondamente sul territorio comunale di Isola del Liri (FR). Testimonianza di questo processo è un ampio patrimonio di edifici di archeologia industriale oggi in parte dismessi, abbandonati allo stato di avanzato degrado o radicalmente trasformati da interventi di cambiamento di destinazione d’uso.
Al centro del dibattito messo in campo da tempo dall’amministrazione locale, questo patrimonio oggi stenta a trovare un nuovo ruolo, un ruolo capace di innescare un percorso “virtuoso” di riappropriazione di luoghi e di nuove funzioni da parte della collettività. Da sempre noto per la sua abbondanza di acqua, fin dai primi decenni del XIX secolo il territorio di Isola del Liri ha attratto numerosi imprenditori, per lo più stranieri, che qui hanno localizzato le loro attività produttive. L’area si è andata via via caratterizzando per la presenza di un sistema di attività manifatturiere legate al settore tessile e cartario, attività che fino al secondo dopoguerra hanno retto il sistema economico di un’area decisamente ampia. Si tratta di un sistema di testimonianze diffuse sull’intera provincia di Frosinone e che, nel corso degli anni, ha dovuto far fronte a problematiche legate allo smantellamento delle proprie aree produttive ed ha visto i suoi corsi d’acqua intensamente sfruttati. Lo studio si è focalizzato sul centro urbano di Isola del Liri che, oltre a vedere nel fiume Liri la sua più importante risorsa naturale, ne ha riconosciuto anche l’elevato valore naturale e paesaggistico. Il Comune sorge su un isolotto tra due bracci del fiume Liri, e confina con un parco fluviale che si sviluppa a ridosso della collina di San Sebastiano che lambisce il corso del fiume che in questo tratto si arricchisce di numerose cascate d’acqua.
La tesi ha assunto proprio questi due valori (naturale e paesaggistico) come elementi trainanti degli interventi di riqualificazione e di rifunzionalizzazione proposti. Alla base dei criteri di scelta progettuale sono, da un lato, l’integrazione dei manufatti ancora riconoscibili all’interno dei contesti naturali che li ospitano, dall’altro, la salvaguardia e la valorizzazione delle diverse specificità dei caratteri storici degli edifici. Rispetto a questi criteri particolarmente significativo si è rivelato il caso-studio della cartiera del Fibreno. L’instabilità delle scelte attuate negli ultimi anni sulle destinazioni di questo complesso architettonico mettono in evidenza come, sia la discontinuità degli interventi di recupero, sia la proposta di modificazione d’uso abbiano guardato a questa testimonianza come a un elemento “isolato” e privato dei valori di connessione e di integrazione con il sistema territoriale cui appartiene.
Con lo studio e le analisi svolte, questa tesi si è ripromessa di far leva sulle specificità architettoniche e pae-saggistiche proprie di questo complesso industriale, per definire orientamenti progettuali da collocare all’interno di un più ampio processo di riqualificazione del territorio.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
