[In]formale.Lisbona
Giulia Pagani
[In]formale.Lisbona.
Rel. Cristina Bianchetti, Francesca Governa. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La città nel corso della storia è stata descritta in molti modi, si è sempre cercato di "domarla" e programmarla, ma di fatto la si potrebbe paragonare ad un grande organismo che si evolve, muta, si divide, si unisce portando sempre a qualcosa di inaspettato, di imprevedibile, ma troppi sono gli individui e i fattori coinvolti al suo interno per permetterci di controllarla pienamente. Forse potremmo solo limitarci a cercare di comprenderla e interpretarla dando ascolto alla sua "voce", alle sue esigenze e necessità.
Se si ritorna, come dice Careri, a considerare la pratica del camminare come primario strumento conoscitivo della città, ci si può imbattere in realtà nascoste, marginali che si nutrono di residui, realtà che erano state dimenticate o forse semplicemente ignorate: le baraccopoli.
Questi piccoli focolai si stagliano sul panorama urbano europeo con una connotazione quasi virale, formando una costellazione di "piccole città" parallele che crescono e nascono su terreni inaspettati come mine esplose. Si potrebbero dunque definire come città dentro la città perché ne fanno parte ma allo stesso tempo ne sono fuori, segregate, ignorate e nascoste.
La contrapposizione è molto forte e l'appartenenza ad una città europea, per come si è abituati ad intenderla, concepirla e vederla, fasiche si rifiuti in qualche modo l'appartenenza di queste piccole realtà alla grande città.
Al posto però di guardare all'inaspettato, al rifiuto, al brutto, come ad un ostacolo all'utopia europea, potremmo fermarci ad osservare queste piccole città guardando ad esse come possibilità di cambiamento ed evoluzione.
Il primo passo da fare è integrarle nel concetto stesso di città, perché volente o nolente fanno parte della nostra realtà.
La città ha bisogno dunque di una nuova definizione, di un nuovo significato. Forse ha bisogno di essere ridisegnata con una nuova rete di collegamenti e di ripensare quegli spazi apparentemente vuoti.
Creare dei punti di sutura, questo potrebbe essere l'intento della ricerca, cercando di dar inizio a un dialogo, una connessione tra le diverse città che creano la città, favorendo un nuovo approccio alla realtà cittadina, allo studio e al progetto.
Le baraccopoli rappresentando la provvisorietà della città rivendicano il loro diritto ad apparire.
Per quanto questo fenomeno si manifesti spontaneamente e senza controllo ha in realtà una sua organizzazione, sfruttando le materie prime più facilmente reperibili e le possibilità della gente che le popola.
Camminando e attraversando la realtà degli insediamenti informali si notano con una certa sorpresa degli elementi paragonabili agli spazi urbani: luoghi di ritrovo, suddivisioni spesso connesse alle diverse nazionalità delle persone, piccole "infrastrutture" caratterizzate da passaggi improvvisati, camminamenti che connettono diversi piccoli centri. Questo ci fa capire come siano delle vere e proprie città che devono essere studiate con uno sguardo diverso secondo un nuovo punto di vista.
Oggetto di studio di questo lavoro è Lisbona, capitale del Porto-gallo, famosa da sempre per le sue residenze sociali e per i suoi programmi urbanistici.
Si è organizzato il lavoro in tre parti.
In una prima fase si è introdotto il fenomeno delle baraccopoli nell'ambito del dibattito sulla città contemporanea, realizzando in parallelo un piccolo atlante dell'Area Metropolitana di Lisbona con mappe scelte in relazione alla tematica della tesi e utili alla comprensione del fenomeno.
In una seconda fase ci si è avvicinati progressivamente alla realtà delle baraccopoli, andando ad indagare la storia delle residenze sociali e in parallelo II processo di formazione dei vari Bairros e la loro costituzione a livello etnografico.
Si è poi deciso di approfondire l'analisi, attraverso una restituzione grafica e un'esplorazione iconografica, di due Bairros, Bairro da Torre e Bairro Terras da Costa, che hanno subito nel tempo diversi interventi che hanno portato oggi a soluzioni e realtà differenti.
Dopo aver cercato di indagare a fondo il fenomeno si è arrivati infine ad elaborare un' ipotesi progettuale sperimentale, che al posto di intervenire direttamente sulle baracche si concentra, in una fase che si potrebbe definire preliminare, sul ricucire i frammenti che compongono la città, includendo la realtà informale nella realtà cittadina rimettendo in gioco di conseguenza l'intera questione urbana.
Relatori
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