Condizioni ambientali per la conservazione : analisi critica di reperti del ME di torino
Marta Cibin
Condizioni ambientali per la conservazione : analisi critica di reperti del ME di torino.
Rel. Chiara Aghemo, Jean Marc Christian Tullianì. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
PREMESSA
Grazie alla mia passione per il restauro, ho intrapreso, a partire dal 2001, il lungo studio di questa materia. Dopo aver frequentato corsi specialistici, universitari e non, svolto interessanti tirocini formativi e collaborato con numerose ditte di restauro conservativo, nel 2014 è arrivata l'occasione di poter studiare, grazie proprio ad una di queste collaborazioni lavorative, un reperto proveniente dal Museo Egizio di Torino che presentava evidenti problemi di conservazione. La scoperta del manufatto mi ha portato ad appassionarmi a tal punto della materia, da decidere di improntare la mia tesi sull'analisi di tre casi studio, scelti tra i Beni museali attualmente esposti, con l'obiettivo di esaminare, per quanto possibile, le condizioni in cui sono stati conservati finora; definire le quantità di agenti calibranti necessari per una corretta conservazione e redigere una scheda tecnica ad integrazione delle esistenti.
L'approccio dello studio è storico-scientifico in quanto ho dedicato larga parte alla ricerca storica, secondo me fondamentale per capire e studiare i reperti, corredata da un altrettanto importante sezione rivolta alla parte scientifica che rappresenta il vero cuore dell'elaborato.
Gli incontri con il Direttore della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, il Dott.re Christian Greco e con la Dott.ssa Matilde Boria, Funzionaria della Sovrintendenza dei Beni Archeologici del Piemonte e del Museo delle Antichità Egizie, sono serviti per stabilire gli obiettivi principali della ricerca ed i reperti da indagare.
Un prezioso aiuto è stato dato poi dal Registrar del Museo Egizio, il Dott.re Marco Rossani; dal Dott.re Marco Samadelli, responsabile della ricerca per la conservazione delle mummie presso l'Institute for Mummies and thè Iceman, EURAC, di Bolzano! e dalla Dott.ssa Cinzia Oliva, responsabile del restauro di alcuni reperti e Docente presso l'Università degli Studi di Torino! dalla Dott.ssa Anna Ida Rapinesi, Funzionario Restauratore per la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma! dall'Ing. Ambientale Alberto Fioretta, dell'Ecoanalitica di Orbassano, Torino e dalla ditta Goppion di Trezzano sul Naviglio, Milano. Un doveroso ringraziamento è altresì da rivolgere alla ditta di restauro grazie alla quale tutto questo ha preso forma e sostanza: la Doneux&Soci di Torino.
L'iter seguito per la stesura dell'elaborato di tesi è partito, ovviamente, dalla visita al nuovo Museo Egizio inaugurato il 1 Aprile 2015. Il progetto architettonico è firmato Isolarchitetti in collaborazione con Ì'I.C.I.S. mentre il restauro artistico è opera della Dott.ssa De Monte e gli allestimenti dell'Arch. Ferretti. La struttura seicentesca è stata abilmente restaurata e sono state riportate alla luce le ottocentesche decorazioni eseguite per il museo di scienze naturali. Lo scalone del Guarini è stato smontato e rimontato, alleggerendo e consolidando la struttura. L'intero complesso, nonostante i numerosi lavori di ampliamento ha acquistato un'uniformità di linguaggio raccontata attraverso un filo conduttore che ti trasporta nelle varie sale! senza tralasciare il carattere contemporaneo acquisito grazie all'inserimento della scala mobile ed alla cura dedicata alla presentazione dell'ipogeo e delle sale. Unico lato deludente è la "sparizione" delle mura romane: affascinati dal nuovo allestimento e percorso di visita, ci si dimentica di questa testimonianza storica che, solo chi aveva visitato il museo prima dei lavori, cerca e trova sul lato sinistro del piccolo disimpegno che porta all'atrio, ipogeo, principale.
Le sale, ricche di oggetti (non quanto prima) danno ampio respiro alla fruizione dei reperti che sono oggi custoditi e conservati all'interno di teche appositamente studiate dalla Goppion S.p.a. per la riapertura del Museo! anche se non mancano alcune teche storiche a testimonianza dei costumi espositivi Ottocenteschi.
Le numerose visite fatte al Museo mi hanno permesso di acquisire un'importante raccolta di materiale fotografico, utile per lo studio delle forme, delle proporzioni, delle decorazioni e degli stati di conservazione dei reperti oggetto di studio.
La scelta dei reperti, su consiglio del Direttore Christian Greco e della Funzionaria della Sovrintendenza Matilde Boria, ha portato ad individuare le tipologie di ritrovamenti con maggiori problematiche conservative o con i minori studi eseguiti su di loro! così si è giunti alla messa a punto di un nucleo di Soggetti/oggetti definiti: casi studio.
I reperti esaminati sono stati presentati come delle monografie', lo studio potrebbe essere così esteso a tutti i reperti del Museo.
I casi studio individuati sono tre, i reperti considerati significativi appartengono alla categoria antropologica:
Mummia di Uomo Predinastico S.00293;
Mummia di Aahmesi S.05050;
Mummia di Ignoto S. 13966.
Dopo l'analisi autoptica eseguita in Museo, si è proseguito con l'analisi storica sia del contenitore che del contenuto! ovvero sia dell'edificio nato come Collegio dei Nobili nella seconda metà del Seicento, sia dei reperti oggetto di studio. Per fare questo, molto utili sono state le raccolte custodite nella Città di Torino alla Biblioteca del Museo Egizio, all'archivio Storico, alle due sezioni dell'archivio di Stato, alla Biblioteca Universitaria del Politecnico e del Castello del Valentino! i risultati ottenuti sono stati, per ovvi motivi, largamente riassunti e solo in parte qui esposti.
Relatori
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