Palazzo Ricca di Coassolo : disegno, rilievo e conservazione di un palinsesto per Torino
Irene Moscato
Palazzo Ricca di Coassolo : disegno, rilievo e conservazione di un palinsesto per Torino.
Rel. Anna Marotta, Elena Marchis. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
PREMESSA
Torino è ad oggi conosciuta come "capitale barocca", o, come sostiene Vera Comoli Mandracci, "città giovane di appena tre secoli", ma al tempo stesso compiuta e riconoscibile proprio grazie agli sviluppi che l'hanno interessata durante il corso del XVI e del XVII secolo. Proprio per questa ragione risulta importante valorizzare quello che odiernamente si configura come il patrimonio architettonico ed artistico del capoluogo piemontese, nell'ottica di una sostenibilità culturale che consenta di caratterizzare la stessa Torino in modo fortemente competitivo a confronto con le altre città d'arte italiane.
Passeggiando per le vie del centro storico è subito evidente come l'eredità lasciata dal Barocco sia tutt'ora fonte di connotazione identitaria per la città, identificandosi come peculiarità da conservare ed esaltare; non a caso, negli ultimi anni, sono stati infatti oggetto di restauro alcuni beni artistici rappresentativi di tale corrente, tra i quali alcuni palazzi nobiliari; un esempio rinomato è Palazzo Valperga Galleam, oggi meglio conosciuto come "Number 6", sito in via Vittorio Alfieri a tale numero e nominato "casa più bella del mondo dell'anno 2015" dal famoso sito di architettura, "Archdaily". E' proprio in questi interventi che si palesa l'interesse per la cura di quello che è il patrimonio del capoluogo piemontese, caro non solo ai turisti, sempre più numerosi a seguito delle Olimpiadi del 2006, ma anche e soprattutto ai torinesi stessi, che imparano ad apprezzare quello che la loro città gli riserva.
Inoltre lo stesso centro storico si identifica ad oggi come una sorta di "distretto centrale della cultura", dove è presente un accumulo di musei, sedi universitarie, associazioni e biblioteche, la maggior parte delle quali inserite all'interno di palazzi del XVI e del XVII secolo che vengono così rifunzionalizzati, riacquisendo valore e prestigio.
Oggetto di studio della tesi è proprio uno di tali capitali architettonici, ovvero uno dei gioielli juvarriani dislocati per il centro storico, più precisamente sito al numero 10 di via Santa Teresa: Palazzo Ricca di Coassolo. Ciò che più mi ha colpito di questo edificio è stato il fatto che pur essendo di grande prestigio non è per niente valorizzato, oltre ad essere inoltre poco conosciuto.
Premessa fondamentale è quella di fondare l'intero progetto di studio sulla struttura e sui suoi caratteri identitari, definiti e rappresentati seguendo una metodologia logica di analisi, ovvero il Progetto Logico di Rilievo1, al fine di creare un intreccio ben consolidato tra la conoscenza, il disegno, la conservazione e la comunicazione del manufatto architettonico. A tal fine è sembrato perciò opportuno analizzare a fondo quello che è stato il trascorso del palazzo, attraverso l'analisi puntuale di documenti storici e fonti archivistiche, riservando particolare attenzione ai tratti architettonici identificativi propri del Barocco torinese. Per rendere più facile ed immediata la percezione di tali informazioni si è scelto poi di fare ausilio della digitalizzazione, oggi strumento fondamentale di comunicazione: una piattaforma pubblicabile online entro la quale raccogliere tutto il materiale utile alla conoscenza dell'edificio e al suo progetto di conservazione, configurandosi come una banca dati alla quale fare riferimento in qualunque momento fosse necessario, proprio come l'artista messinese faceva con i suoi disegni.
Scopo finale è quindi quello di avere una conoscenza dettagliata del manufatto, restituendola in forma grafica corretta, riconoscendo la rappresentazione come pilastro fondamentale per l'impostazione di un progetto valido e di qualità, volto a rievocare il prestigio iniziale dell'opera presa in esame e capace di innestarsi sull'esistente valorizzandone i caratteri fortemente identificativi, in particolare la facciata su via Santa Teresa, in questa sede oggetto di conservazione.
Il lavoro si articola attraverso differenti step, quali: l'analisi del contesto urbano, riferito a ''ieri" e ad "oggi"; un focus sul parallelismo tra la rappresentazione grafica manuale e quella digitale; lo studio della cronologia essenziale della fabbrica architettonica; il disegno dell'esistente e il suo studio critico; il progetto di conservazione della facciata principale, in relazione al Piano del Colore della città di Torino.
Obbiettivo principale dell'intero iter progettuale è quindi quello di confrontarsi direttamente con la fabbrica architettonica, proponendosi di comunicarne i suoi più importanti caratteri tramite l'ausilio dei più corretti metodi di rappresentazione, che siano essi manuali o supportati dalla tecnologia, andando ad intersecare il frutto di queste procedure d'analisi con la volontà di realizzare un'ipotesi di conservazione incentrata sull'alzato dell'edificio, ponendosi come fine ultimo la valorizzazione del palinsesto architettonico e proponendo soluzioni entro le quali l'innovazione si sviluppa e confronta necessariamente con i precetti del passato.
Relatori
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