Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina : spazi, relazioni e percorsi nella Palermo normanna
Gaia Chiara Mazzara
Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina : spazi, relazioni e percorsi nella Palermo normanna.
Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La Palermo normanna è la città-scenario nel quale nasce, si evolve e si amplia il tema del mio elaborato. Mi sembra doveroso partire con una premessa: i Normanni, "uomini del Nord", devono la loro esistenza, il loro nome e la loro peculiarità all'insediamento nella Francia nord-occidentale di popolazioni giunte dal Nord (Svedesi, Norvegesi, Danesi).
Le coste della futura Normandia furono presto occupate dai cosiddetti Vichinghi, termine che in realtà fa più correttamente riferimento alla fase più antica (VII-IX secolo) della storia di quei popoli, quando iniziarono a spingersi, con una serie di scorrerie marinare, dalla Groenlandia alla Russia, passando per Inghilterra, Irlanda, Islanda e Francia del Nord.
Nel 911 i Normanni fondarono nella Francia del Nord il ducato di Normandia; convertitisi al cristianesimo, accettarono la lingua e la civiltà francese e col tempo divennero tra i più potenti duchi di Francia.
Alla morte senza legittimi eredi del re anglosassone Edoardo il Confessore, il duca di Normandia Guglielmo (detto poi il Conquistatore), cugino di Edoardo, rivendicò la successione e dopo la vittoria della battaglia di Hastings nel 1066, si fece incoronare re d'Inghilterra.
Intorno all'anno 1000 eserciti normanni erano già scesi nell'Italia meridionale: nel 1030 fu fondata la signoria di Aversa, nel 1042 la contea di Melfi, nel 1059 il ducato di Puglia e di Calabria e tra il 1061 e il 1091 il ducato di Sicilia, ma di questo tratteremo dettagliatamente nel paragrafo 1.1 l'ascesa normanna nell'Italia meridionale. È necessario introdurre il tema con questa breve premessa in quanto l'espansione normanna ha interessato molte aree territoriali (Francia, Inghilterra, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) e come successe in Sicilia, la politica dei conquistatori procedette secondo programmi di "incastellamento", centri di controllo del territorio, e di costruzione di chiese e monasteri.
L'importante numero di chiese e palazzi comporterebbe di focalizzare l'attenzione su un tema sicuramente complementare (di integrazione) a quello della mia tesi, ma che allo stesso tempo si evolverebbe in una enumerazione degli edifici di committenza normanna e delle rispettive peculiarità architettoniche. Pertanto ho dovuto e ho deciso di circoscrivere il mio campo di analisi alle architetture normanne palermitane e siciliane, in quanto Palermo, in Sicilia, capitale del Regno normanno, è la città che ho approfonditamente analizzato e studiato sin dall'inizio della stesura del mio elaborato. Di certo, nello sviluppo e nell'evoluzione della mia tesi, come vedremo, ho considerato molteplici architetture, e non solo normanne, ma sempre inerenti e attinenti al tema della mia ricerca.
In primis, la Palermo normanna è la genesi dei miei studi, in quanto il Palazzo Reale e la Cappella Palatina furono costruiti per volontà di re Ruggero II, primo re normanno di Sicilia. Sono partita da un'analisi urbana della città che mi permettesse di capire le relazioni, sia spaziali che politiche, tra il Palazzo e l'aggregato urbano.
Lo scopo dei miei studi è quello indagare sulle logiche di progetto e di strutturazione del Palazzo, sulla sua organizzazione come sede della corte Normanna in rapporto alla città. L'intento è quello di comprendere i rapporti morfologico-spaziali tra la parte residenziale del Palazzo e la sua Cappella, culturalmente e fisicamente integrate, tramite ricostruzioni di percorsi progettuali, o per meglio dire ipotesi storiche di progetto. È doveroso dare degli avvertimenti a riguardo: lo stato attuale delle indagini e delle conoscenze del Palazzo non permette di giungere a conclusioni certe circa le problematiche storico-architettoniche. Esiti concreti sull'argomento saranno raggiungibili solo quando si otterrà una risposta esaustiva da tutti gli studi filologici e archivistici, da approfonditi studi di rilievo e da ulteriori studi archeologici.
La Cappella Palatina ha seguito le vicende storiche e architettoniche del Palazzo Reale, e per questo ho studiato minuziosamente le trasformazioni architettoniche che ha subito il complesso monumentale a opera dei governanti che si sono avvicendati nel possesso dell'isola e che hanno usufruito del palazzo come loro residenza. Questo approfondimento è necessario per capire le relazioni spaziali tra cappella e residenza in epoca normanna, perché le numerose modifiche planimetriche durante il viceregno spagnolo, hanno comportato il radicale mutamento dei percorsi interni, che hanno determinato e tutt'oggi determinano le nuove relazioni spaziali tra il palazzo e la cappella; è obbligatorio compiere un viaggio a ritroso nel tempo, iniziamo ad analizzare le modifiche apportate al nucleo originario per poi riuscire a ricostruire "ciò che è stato". In breve, questa analisi storica- costruttiva è utile e costituisce un grande aiuto per trovare una risposta al quesito primario della mia ricerca. Cosa è successo alla Cappella durante tutte queste fasi di distruzione- costruzione delle varie parti della struttura? Qual era e da dove avveniva l'accesso alla chiesa? Sussiste una relazione, legata alle scelte della committenza, tra il Palazzo e la Cappella?
Le indagini sulle origini e sulle trasformazioni architettoniche del complesso monumentale normanno, ci hanno permetteranno di capire come il Palazzo ha perso, di volta in volta, alcuni degli originari corpi di fabbrica e per questo l'edificio ad oggi può essere considerato una reminiscenza del progetto di Ruggero II. Nonostante tutto, l'aggettivo normanno lo ha definito e continuerà a definirlo in eterno. Così, un altro dei miei scopi è quello di ricercare quali caratteri normanno che hanno contraddistinto la Reggia. Sicuramente l'attributo è dovuto alla storia della conquista normanna, di cui la costruzione dell'edificio fa parte, ma probabilmente esiste una ragione diversa, legata all'architettura. Ci tengo a precisare che la mia attenzione rimane focalizzata sulla ricerca di relazioni, che è una parola chiave dei miei studi, e per questo, a mio parere, è importante relazionare il Palazzo Reale di Palermo con altre costruzioni normanne in Sicilia, così da analizzare le particolarità stilistiche che li accomunano e grazie alle quali sono definiti, ancora oggi, "normanni". Per trovare una risposta soddisfacente ai miei quesiti ho scelto di esaminare altre residenze normanne nell' Isola, in modo da avere un termine di paragone, a condizione che presentino vicende storiche simili a quelle del Palazzo Reale dì Palermo. La dissimilitudine risiede nel fatto che i palazzi presi in analisi non sono reali. I fortilizi o turris o castelli sono i seguenti: il castello di Caronia, il castello di Paterno, il castello di Adrano e il castello di Motta Sant'Anastasia. La mia scelta è stata dettata dalla ricerca di un sufficiente stato di integrità della struttura che facilitasse la lettura architettonica dell'edificio; il primo si erge sulla vetta della sottostante vallata e giunge a noi quasi del tutto integro grazie ai restauri diretti dal proprietario Wolfang Krònig (1965); gli altri tre, che hanno l'aspetto di saldi torrioni come la Torre Pisana del complesso monumentale di Palermo, sono stati "mantenuti in vita" grazie a interventi di restauro ad opera della Sopraintendenza ai Monumenti di Catania (1958) .
In conclusione, dopo avere individuato i caratteri normanni nelle architetture siciliane tutti gli studi di ricerca compiuti fino a questo punto, mi hanno portato ad indagare circa gli attributi di "palatinità", ossia quelle peculiarità architettoniche, e non solo, per le quali una cappella può definirsi palatina.
L'analisi e la valutazione attenta e accurata dei seguenti Palazzi Reali e Imperiali, la Torre di Londra, il Palazzo di Acquisgrana, la Sainte Chapelle du Palais e il complesso monumentale di Palermo, mi ha permesso di capire, attraverso la comparazione con le cappelle dei castelli di Caronia, Paterno e Adrano, il perché non tutte le cappelle di un palazzo sono palatine. In più grazie ai miei studi di ricerca sono riuscita a sviluppare un forte senso critico che mi ha portato alla realizzazione di nuove metodologie di approccio per la comprensione delle relazioni tra il palazzo e la rispettiva cappella, le quali non solo strutturali-spaziali, ma soprattutto istituzionale e politiche. Le cappelle rappresentano la sintesi di progetti iconografici e simbolici della politica di un regno e per questo sono parte fondamentale del palazzo.
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