Il recupero dell'architettura rurale alpina : dai casi di valorizzazione alle ipotesi di recupero nel villaggio di Chemp
Noemi Feroglia
Il recupero dell'architettura rurale alpina : dai casi di valorizzazione alle ipotesi di recupero nel villaggio di Chemp.
Rel. Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
L'ambiente alpino rappresenta una grande ricchezza in quanto custode di tradizioni, culture e testimonianze riguardanti la vita del passato. Negli ultimi decenni questa parte del territorio è stata progressivamente abbandonata e interi villaggi versano oggi in condizioni di sottoutilizzo e di abbandono. Riappropriarsi di questi luoghi non dovrebbe solamente essere interesse dei comuni montani ma dovrebbe essere perseguito a scala più ampia al fine di conservare saperi e memorie del passato.
È proprio in questo contesto che ho deciso di intervenire proponendo due ipotesi progettuali riguardanti due edifici di un piccolo villaggio collocato all'interno del territorio valdostano che potrebbero essere perseguibili al fine della riqualificazione dell'edilizia tradizionale rurale in ambito alpino. Il luogo d'intervento è collocato all'interno della Valle del Lys, il villaggio di Chemp, che rappresenta uno splendido esempio di architettura rurale di media montagna, all'interno del quale a fianco degli edifici in pietra tipici della bassa montagna convivono le costruzioni in legno caratteristiche dell'alta Valle.
Per la conoscenza degli edifici oggetto d'intervento è stato necessario un attento studio riguardante il territorio, i modelli architettonici e le tecniche costruttive adottate nel corso dei secoli. Per individuare invece il sistema costruttivo da utilizzare, è stata effettuata una ricerca nella quale sono stati analizzati i casi più significativi di recupero di edifici collocati all'interno del territorio alpino europeo. Una prima parte della ricerca ha riguardato il recupero di edifici collocati in Svizzera, Germania e Italia (nelle regioni di Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto) mentre una seconda ha riguardato il territorio regionale valdostano, nell'ambito del quale sono stati inquadrati 28 casi studio di riqualificazione di edifici ad uso
abitativo, ricettivo e museale e interi villaggi. Questo percorso di ricerca è stato effettuato al fine di osservare il vasto panorama di pratiche che negli ultimi anni hanno accompagnato nel territorio alpino europeo diversi interventi di valorizzazione del patrimonio edilizio rurale attraverso l'utilizzo di differenti approcci.
Successivamente sono anche stati approfonditi due interventi realizzati all'interno dei comuni valdostani di Charvensod e Saint Marcel che vengono assunti come riferimenti per il tema progettuale della tesi. L'ultima parte è dedicata all'elaborazione delle ipotesi progettuali, le quali si basano sulla volontà di rendere percepibile la coesistenza del manufatto antico e dell'intervento di recupero contemporaneo. Si è cercato di mantenere inalterato l'edificio esistente per garantire la percezione della stratificazione nel tempo degli interventi e di realizzare una nuova struttura che fosse rimovibile in qualsiasi momento, senza alcune connessione con l'esistente. Al fine di mantenere questi aspetti sono state create due strutture prefabbricate distinte entrambe in legno da inserire nell'edificio esistente da consolidare. È stato scelto il legno come materiale da costruzione poiché largamente utilizzato e da sempre presente, in forme diverse a seconda dell'epoca, all'interno della Valle del Lys e strutture prefabbricate che consentono tempi di realizzazione brevi e costi ridotti. L'obiettivo è stato dunque quello di andare ad individuare due ipotesi progettuali che potrebbero poi essere utilizzate nel concreto al fine di andare a recuperare questo importante patrimonio, custode di forti tradizioni da conservare.
Relatori
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