L'illuminazione dei laboratori e delle unità didattiche: analisi conoscitiva su alcuni Istituti Superiori di Torino
Claudia Martinengo
L'illuminazione dei laboratori e delle unità didattiche: analisi conoscitiva su alcuni Istituti Superiori di Torino.
Rel. Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
SOMMARIO
L'obiettivo generale dello studio consiste nel! 'analisi esigenziale di diverse unità
didattiche delle scuole medie superiori, valutando in particolare gli aspetti
dell'illuminazione artificiale, e nella proposta di un iter progettuale coerente per il
sistema d'illuminazione.
Lo studio ha riguardato, inoltre la verifica della situazione esistente in alcune realtà
presenti nella città di Torino. L'analisi in campo ha riguardato in particolare 18 scuole
medie superiori con indirizzi didattici e caratteristiche ambientali e architettoniche
differenti.
Si riportano nel seguito i contenuti specifici dei diversi capitoli della tesi.
Nel Capitolo 1 sono state evidenziate alcune problematiche che interessano la scuola italiana in generale quali la sicurezza, la manutenzione, il comfort visivo correlato anche al risparmio energetico e ai colori degli ambienti.
Da questa prima analisi emerge un quadro poco positivo in tutti i settori, le scuole spesso sono prive dei certificati richiesti in materia di sicurezza, la manutenzione ordinaria è spesso scadente ed ha come conseguenza la necessità di interventi di manutenzione urgente. L'illuminazione artificiale è oggi ai primi posti nella graduatoria del consumo di energia ed è anche uno dei principali componenti dei costi di gestione negli edifici scolastici nonostante ciò c'è poca attenzione alla progettazione e al risparmio energetico. Inoltre troppo spesso viene sottovalutata l'importanza dei colori, della luce e dei materiali, dimenticandosi che soprattutto nell'età dello sviluppo errori in questo campo possono portare a problemi di comportamento.
In base a questi criteri si fonda la necessità di una nuova cultura della luce i cui obiettivi saranno il dimensionamento di impianti che garantiscano il massimo comfort visivo con il minimo consumo, la relativa scelta delle caratteristiche migliori degli apparecchi e dei componenti, la giusta attenzione ai fattori di riflessione degli ambienti.
Nel Capitolo 2 vengono definite le caratteristiche funzionali-ambientali per le singole unità didattiche presenti negli Istituti Superiori, con chiari riferimenti alle normative disponibili.
Si è innanzitutto evidenziata la carenza di un quadro legislativo e normativo in tale settore, oggi l'edilizia scolastica è regolata dalla legge n° 23 dell' 11 gennaio 1996, "Norme per l'edilizia scolastica", una normativa ancora incompleta, dato che non sono ancora state emanate le norme tecniche.
Quindi il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975, "Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica ", è l'unica normativa tecnica italiana inerente l'edilizia scolastica nel suo complesso a cui si possa fare riferimento, anche se ormai risulta inadatta.
Inoltre per i laboratori specìfici di ogni scuola (oggetto base dello studio) non vi sono raccomandazioni particolari, gli spazi necessari e le loro caratteristiche dovranno essere precisate di volta in volta dal capo dell'istituto o dalle autorità competenti. Per tali unità didattiche le uniche e incomplete raccomandazioni arrivano dal Decreto legislativo del 19 settembre 1994, n. 626, "...riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ".
Successivamente sono stati individuati gli indirizzi relativi alle scuole medie superiori che sono oggi molteplici, e si sono evidenziate le unità didattiche necessarie ai vari istituti. L'organizzazione funzionale e spaziale è stata suddivisa in tre gruppi: unità didattica di base, in cui si svolgono le attività comuni a tutti gli indirizzi, unità didattica laboratori dove si svolgono le attività specifiche degli indirizzi, unità dei servizi sociali, quali biblioteca, aula magna, palestra...
Sono stati esclusi da tale analisi le aule tradizionali, le mense, e gli uffici amministrativi. Le caratteristiche ambientali dei locali, analizzate, hanno riguardato principalmente il numero di studenti e insegnanti coinvolti nell'attività didattica, il comportamento spaziale di studenti e insegnanti all'interno dell'ambiente, informazioni riguardanti alcuni aspetti termici, acustici e illuminotecnici, informazioni riguardanti l'arredo, le attrezzature, gli impianti e le superficie necessarie.
Gli ambienti scolastici, analizzati nel capitolo precedente, sono stati esaminati nel
Capitolo 3 dal punto di vista dell'illuminazione con particolare attenzione a quella
artificiale.
Sono state definite le esigenze di carattere visivo, i compiti visivi e i parametri di progetto
che maggiormente devono essere tenuti in considerazione nella realizzazione
dell 'impianto di illuminazione nei singoli ambienti.
Sono state evidenziate le caratteriste specifiche che devono avere le sorgenti, gli
apparecchi di conseguenza utilizzabili e la disposizione migliore per i centri luminosi nei
vari ambienti.
Un edifìcio scolastico è costituito da ambienti con destinazione d'uso diversa e
conseguentemente con compiti visivi diversi. Lo studio dell'illuminazione di questo tipo dì
ambienti richiede perciò un'analisi attenta, in funzione del fatto che la maggior parte
delle attività è fortemente influenzata dalle sensazioni visive. Situazioni precarie di
illuminamento comportano affaticamento, deconcentrazione, assunzione di posture errate
e, conseguentemente, scarso rendimento degli studenti.
Alla fine del capitolo è stata inserita una tabella riassuntiva che mette in evidenza quali
sono gli aspetti illuminotecnici fondamentali nella progettazione delle singole unità
didattiche.
Il capitolo 4 è stato dedicato alla legislazione, alla normativa tecnica e alle raccomandazioni di settore riguardanti l'illuminazione artificiale, il comfort visivo e il risparmio energetico.
Sono state riportate a livello di normativa tecnica la UNI EN 12464-1 del 2004 sull ' "Illuminazione dei posti di lavoro " che è la più aggiornata ed ha introdotto il nuovo indice UGR per il controllo dell'abbagliamento, e la UNI 10840 del 2000 sui Locali scolastici che è attualmente in revisione.
Inoltre per quanto riguarda le raccomandazioni tecniche sono state inserite parti di manuali di illuminotecnica italiani e in ambito internazionale, per avere un quadro esigenziale più completo.
Nel Capitolo 5, sulle basi delle analisi precedenti, si è proceduto ad una verifica della
situazione attuale delle scuole nella città di Torino.
L'obiettivo di questa indagine è definire un quadro dell'esistente (caratteristiche
tecnologiche e situazioni problematiche) di supporto nella fase di definizione delle
proposte progettuali.
L'analisi si è concentrata sull'illuminazione naturale ed artificiale in istituti di scuola
media superiore. La scelta di una categoria specifica di scuole, legate ad un preciso
livello di istruzione, è essenziale perché ciascun tipo d'insegnamento è caratterizzato da
specifiche attività (lezioni e attività di laboratorio, più o meno sedentarie), da una certa
quantità di ore che l'alunno deve trascorrere all'interno della scuola, dal numero e dalla
distribuzione degli studenti all'interno dell'aula (o del laboratorio).
A tal proposito occorre precisare che sono stati analizzati tutti quegli ambienti più
strettamente legati alle attività specifiche di ciascun istituto (come ad esempio le officine
meccaniche, le aule tecnigrafi, le aule di pittura e scultura, i laboratori di chimica e
fisica, ...) e sono state tralasciate la aule aduso generico.
Inoltre sono stati analizzati tutti quegli ambienti di supporto alle attività didattiche che
dovrebbero essere presenti in tutti gli istituti (come palestra, biblioteca, aula magna,
corridoi, ...).
L'indagine conoscitiva, si articola nel sopralluogo e nella raccolta di immagini di un campione di scuole, scelto tra tutti gli edifici scolastici di Torino. Da questa prima analisi si raccolgono numerose informazioni sugli aspetti generali legati all'edificio e all'attività svolta, sulle caratteristiche dell'ambiente interno (colori, materiali, modalità e coefficienti di riflessione), dei sistemi di illuminazione naturale (serramenti, tipologie di vetro e sistemi di schermatura), e del sistema di illuminazione artificiale (sistema di applicazione degli apparecchi, tipologie di lampade e apparecchi e tipologie di accensione).
I dati ottenuti e raccolti in schede hanno permesso di effettuare confronti con le indicazioni generali delle legislazioni, delle norme tecniche e delle raccomandazioni di settore, questo permette di valutare le condizioni in cui gli utenti della scuola svolgono la loro attività.
Sono state analizzate 18 scuole di Torino, equamente distribuite tra le varie tipologie, e sono state realizzate delle schede che forniscono indicazioni sui singoli edifici, sull 'illuminazione naturale e su quella artificiale delle unità didattiche analizzate.
Le principali problematiche emerse riguardano la presenza di apparecchi d'illuminazione obsoleti, una manutenzione ordinaria e straordinaria praticamente assente e l'incapacità di sfruttare sistemi di illuminazione progettati in modo corretto. La sintesi dei risultati ottenuti e le osservazioni sono la base e il punto di partenza per sviluppare la parte conclusiva dello studio, cioè la proposta di un iter progettuale.
In base alle analisi esigenziali e ai sopralluoghi trattati nei capitoli precedenti, si vuole
fornire come strumento progettuale conclusivo una procedura metodologica da seguire
durante la progettazione degli ambienti scolastici.
Tale procedura è fortemente influenzata dalla situazione attuale degli edifici scolastici,
dove l'economicità, in tutti i settori (d'installazione, manutentivi, di gestione,...), risulta
uno degli elementi caratterizzanti. Si cercherà quindi di proporre soluzioni che siano
realmente applicabili e che trovino il giusto compromesso tra risparmio e comfort visivo.
Come già evidenziato durante l'analisi degli edifìci scolastici analizzati, nella città di
Torino gli edifici scolastici vengono spesso collocati all'interno di edifici in disuso con le
più diverse caratteristiche (edifici storici, fabbriche, scuole medie inferiori), questo dal
punto di vista progettuale implica la distinzione tra la progettazione di nuovi edifici
scolastici; e la riqualificazione di edifìci scolastici esistenti.
Nel primo caso la progettazione dell'illuminazione artificiale si va a inserire all'interno
della progettazione ex-novo di un edificio e dovrebbe procedere di pari passo sia con la
progettazione architettonica sia con la progettazione dell'illuminazione naturale.
Si ha dunque la necessità di ricevere delle indicazioni in merito alle specifiche esigenze di
ogni tipologia di ambiente e alle caratteristiche del tipo di illuminazione necessaria a
supportare le attività svolte al suo interno, cercando di trovare delle unità didattiche che
possono essere illuminate con diverse tipologie d'illuminazione per conferire al progetto
un determinato grado di flessibilità.
Nel secondo caso la progettazione dell'illuminazione artificiale deve inserirsi in un
contesto pre-esistente e ristabilire un ambiente luminoso ottimale.
In questo caso bisogna tener conto di tutta una serie di fattori tra cui la quantità di luce
naturale presente; l'eventuale cambio di destinazione d'uso dei diversi ambienti; le
caratteristiche fìsiche dell'ambiente oggetto della progettazione; la rispondenza agli
standard di comfort visivo degli vari ambienti rispetto alla specifica destinazione d'uso e
le esigenze di flessibilità.
In entrambi i casi la progettazione dell'illuminazione artificiale va eseguita nell'ottica della massima integrazione tra luce naturale e luce artificiale e quindi del maggiore risparmio energetico possibile.
Una procedura organizzata e un metodo di lavoro a garanzia dell'efficienza e della qualità sono fondamentali nel progetto illuminotecnico.
Il primo passo da compiere nella progettazione di riqualificazione è di tipo analitico/descrittivo: la luce è un fattore qualificante dell'habitat umano, quindi l'attenzione del progettista è rivolta, innanzitutto, ai dati ambientali: spazio, materiali, superfici, volumi, texture, con particolare riguardo al comportamento che ogni componente ha nei confronti della luce: trasmissione, assorbimento, riflessione, rifrazione.
Successivamente è necessario definire degli obiettivi e dei requisiti, nonché individuare eventuali vincoli, tenendo conto anche dell'esistenza di leggi e norme. Segue la progettazione ovvero la messa a punto della soluzione che è in grado di raggiungere gli obiettivi definiti. A questo traguardo si giunge effettivamente nell'ultima fase del lavoro, che comprende le valutazioni e le verifiche, oltre a una serie di operazioni di diverso tipo (grafiche, di calcolo, di misura) finalizzate a dimostrare che le soluzioni studiate permettono di perseguire le finalità che hanno dato avvio al progetto. L'ultima fase prevede la realizzazione di un programma di manutenzione che implichi dei sopralluoghi una o due volte l'anno, per verificare eventuali danni, controllare lo stato di manutenzione ordinaria che generalmente è interna alla scuola e che in gran parte degli istituti visitati è carente, e permettere di verificare il corretto utilizzo dell 'impianto da parte dell 'utenza soprattutto per quanto riguarda la disposizione degli arredi che spesso vengono modificate vanificando il progetto di illuminazione.
Nell'ultimo capitolo sono state selezionate le tecnologie attualmente disponibili, le lampade e relativi alimentatori, gli apparecchi e i sistemi di controllo adatti al tipo di utenza e alle esigenze determinate, fornendo per ogni tipologia degli esempi tratti mercato attuale, in modo da poter fornire delle indicazioni più dettagliate da applicare nella fase di progettazione.
E' stata poi dedicata una parte all'importanza del risparmio energetico e ai dispositivi per regolare il flusso luminoso, evidenziando dove questi sono applicabili, anche in riferimento ai sopralluoghi effettuati.
Infine sono state elaborate delle schede riassuntive che per ogni unità didattica evidenziano i compiti visivi da svolgere al loro interno, gli obbiettivi fondamentali del progetto d'illuminazione, i requisiti, quali apparecchi, lampade e sistemi di controllo è meglio utilizzare e gli aspetti illuminotecnici di maggior importanza.
Tale studio costituisce uno strumento utilizzabile da parte di chi si appresta alla progettazione degli impianti d'illuminazione nell'edilizia scolastica una sorta di "linee guida " per la realizzazione di un progetto differenziato a seconda delle esigenze delle diverse unità didattiche.
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