Progetto di recupero e riqualificazione dell'area ex-MOI a Torino
Beatrice Robino
Progetto di recupero e riqualificazione dell'area ex-MOI a Torino.
Rel. Paolo Mellano, Roberto Giordano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
La mia tesi verte su una proposta di recupero e riqualificazione di un fabbricato conosciuto oggi come ex-MOI: spazio attualmente abbandonato e privo di qualsiasi destinazione d’uso nonostante le notevoli potenzialità insite nel fabbricato stesso e nell’area in cui è ubicato.
Ho scelto di trattare il tema della riqualificazione urbana poiché sono convinta sia estremamente attuale e sia anche un modo per esaminare la città contemporanea rapportata all’architettura.
Il manufatto oggetto di studio è molto interessante, in quanto riassume una fase importante della storia di Torino.
Venne fatto costruire come mercato coperto negli anni ’30 del Novecento e mantenne tale funzione fino agli anni 2000, quando si decise di restaurarlo e trasformarlo nel fulcro del distretto olimpico.
E’ uno dei più emblematici esempi di architettura razionalista italiana, dotato di un grande rigore geometrico e, a mio giudizio, di un perfetto equilibrio di pieni e vuoti.
Con la fine dei giochi olimpici il manufatto, completamente restaurato, è stato abbondonato a sè stesso. Numerosi sono stati i tentativi di rifunzionalizzazione, purtroppo nessuno è stato portato a termine.
La mancanza di utilizzo ha fatto sì che questo divenisse, con il passare del tempo, luogo di microcriminalità.
Oggi il cittadino ha completamente perso memoria del suo glorioso passato, associandolo solamente ad un luogo fantasma da cui è meglio “prendere le distanze”.
Il mio obiettivo è quindi quello di “ridare vita” a questo edificio ricco di potenzialità, rifunzionalizzando anche l’area ad esso circostante che, negli ultimi anni, ha subito un lento e profondo degrado portandolo alla perdita della sua tradizionale identità.
La mia proposta d’intervento si rifà ad un accordo, non andato a buon fine, fra Università degli Studi e Politecnico, basato su un progetto che vedeva la realizzazione di un polo di ricerca multidisciplinare in campo medico-chirurgico e biomedico.
Ho realizzato un progetto di riqualificazione dell’intero fabbricato, riservando una particolare attenzione alle arcate che andranno ad ospitare l’incubatore d’imprese. L’intenzione è far sì che all’interno di uno stesso luogo si abbia la formazione e anche la possibilità di applicare ciò che si è appreso: uno spazio dedicato alla presenza di start-up innovative coadiuvato da ricercatori universitari e imprenditori esterni.
Nella stesura della tesi mi sono dedicata inizialmente alla parte storica, per poi proseguire con l’analisi del 1’architettura di Cuzzi, contestualizzando quest’opera all’interno del suo percorso professionale.
Presa coscienza dell’evoluzione storica del luogo, ho esaminato gli interventi di restauro realizzati per l’evento olimpico del 2006.
In seguito ho affrontato le problematiche del periodo post-olimpico, che hanno fortemente condizionato la situazione di degrado attuale.
Mi sono, infine, dedicata all’analisi del contesto urbano in cui si inserisce oggi il Moi; a supporto del mio lavoro ho anche realizzato un inquadramento fotografico per comprendere meglio i punti di forza e debolezza dell’area.
Tali studi sono stati fondamentali per la realizzazione della mia proposta progettuale che cerca di essere il più possibile realistica senza proporre nulla di utopico e irrealizzabile.
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