La memoria del territorio e la sua pianificazione : il "Museo diffuso della resistenza in Sabina” e le sue prospettive di integrazione territoriale
Giorgia Barletta
La memoria del territorio e la sua pianificazione : il "Museo diffuso della resistenza in Sabina” e le sue prospettive di integrazione territoriale.
Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Lo spazio rappresenta una dimensione dell' abitare un "mondo vitale" (Vidal de la Blache, 1922) in cui si crea una relazione di totale ed inconscio coinvolgimento con il proprio luogo, tanto da identificarsi con I' ambiente vissuto (Simonicca, 2006: 22). Se, da un lato il territorio, viene concepito come un organismo altamente complesso, in continua evoluzione e formato da luoghi dotati di una certa identità storica, dall'altra si è assistito e si assiste tutt'ora ad un processo di sfruttamento incessante ed insostenibile che ha portato ad una forma di "liberazione dal territorio" (Magnaghi, 2000: 16). Il dominio delle funzioni economiche di produzione, consumo e circolazione delle merci ha portato ad una certa marginalizzazione dello spazio pubblico, ad un’omologazione dei luoghi e ad una perdita di saperi locali (Magnaghi, 2000: 24). Il locale e la sua riscoperta sono oggi elementi in bilico fra i processi di omologazione e distinzione globalizzanti che rischiano talvolta di sfociare in nuovi localismi. Il museo diffuso può essere un utile strumento per la progettazione dello sviluppo locale sostenibile, per la gestione e la valorizzazione del proprio patrimonio? Una possibile soluzione alle schizofreniche sfide della deterritorializzazione? Lo "sforzo collettivo" può, quindi, rappresentare una strategia vincente nei programmi di sviluppo locale?
La tesi che cercherò di sostenere è quella del valore del museo diffuso, non solo come strumento ideologico, una linea di pensiero da seguire nelle pratiche di progettazione locale, ma anche un interessante strumento per cambiare il destino di territori e culture che sembrano destinate al declino.
L’occasione per la stesura di questa tesi è stata la collaborazione, durata all'incirca quattro mesi, con il Comune di Poggio Mirteto, principale promotore del Museo Diffuso della Resistenza in Sabina. Questa è stata un' opportunità per osservare un ambiente che mi ha permesso di riflettere e vivere con più consapevolezza, responsabilità e coscienza il mio territorio. Credo che la conservazione, in senso ampio, delle bellezze naturali, patrimoni, saperi, sia un concetto da riconsiderare come tale: il nostro sguardo deve essere rivolto al presente, ma soprattutto al futuro. Se, come credo e vorrei sostenere, la valorizzazione passa principalmente dalla coscienza e dalla consapevolezza condivisa, gli ecomusei, musei diffusi, e ogni altra forma di valorizzazione e conservazione del territorio quale strumento di sviluppo locale partecipato, potrebbero rappresentare una svolta al nostro statico sguardo e permetterci di rivolgerci ad un futuro.
Le tecniche di ricerca a cui mi sono affidata, con la collaborazione degli operatori locali, sono stati alcuni sopralluoghi per catturare immagini fotografiche e la consultazione di documentazione storica e d'archivio.
L’elaborato si sviluppa in quattro parti, una anagrafica riguardante i temi di memoria , museo e territorio, in cui si analizzano in generale questi tre temi presenti nella tesi, la seconda sul progetto, i concetti ed i soggetti che sono consapevolmente ed inconsapevolmente coinvolti nel Museo Diffuso ho deciso di analizzare, descrivendo le caratteristiche e l'ambiente che lo contraddistingue, la terza parte, tratta la legislazione riguardante il territorio preso in analisi, a livello Regionale e Provinciale, l'ultima parte riguarda le conclusioni e le prospettive del Museo Diffuso.
La prima parte, "memoria, museo, territorio", analizza le tematiche che sono racchiuse nella tesi in modo analitico, occupandosi dei concetti generali di memoria, territorio e museo ed introducendoli in quella che è la realtà odierna. In questa prima parte viene evidenziato il ruolo di musei diffusi ed ecomusei dalla loro nascita ad oggi, come veri e propri elementi di rivoluzione culturale, infatti le rivoluzioni culturali degli anni Sessanta investirono anche il panorama museale e permisero di ricercare e disegnare un diverso, più aperto e democratico approccio con il patrimonio culturale attraverso nuove esperienze museali e successivamente attraverso la creazione degli ecomusei. L'identità locale, la condivisione delle conoscenze, la riflessione sull'evoluzione del proprio territorio e la partecipazione alla costruzione del proprio abitare divengono aspetti centrali nella riflessione teorica di Rivière e De Varine, gli inventori di questo straordinario strumento di sviluppo locale che è l'ecomuseo o il museo diffuso. Le culture locali si compongono, tuttavia di un mosaico di culture ed esperienze personali, di soggetti portatori di interessi individuali talvolta difficili da coniugare con il "bene collettivo". Dal coinvolgimento e dalla partecipazione di un'intera comunità ai progetti museali possono quindi, talvolta, scaturire conflitti. Nel capitolo è stata inclusa una breve analisi del panorama legislativo italiano in tema di ecomusei: una peculiarità che distingue il nostro Paese da molti contesti internazionali.
Sono inseriti in questa parte alcuni contesti tematici di confronto, utili a capire meglio la realtà dei musei diffusi: Torino, Museo diffuso della Resistenza, Paesaggi della Memoria, progetto interregionale che lega realtà culturali e territoriali segnate dalla seconda Guerra Mondiale e l'esempio più grande in Europa, Pietre d'inciampo, il progetto legato all'artista tedesco Gunter Demnig.
La seconda parte "concetti, soggetti, progetti", rappresenta l'analisi più specifica del caso in esame, occupandosi degli aspetti che caratterizzano il territorio, la sua storia, gli elementi portanti dell'area e chi interagisce con gli abitanti e le relazioni territoriali. È la parte principale dell'elaborato, in cui, il progetto "Museo Diffuso della Resistenza in Sabina" viene conosciuto in tutti i suoi aspetti, legislativi e non, legandosi in maniera viscerale con il suo territorio e la sua gente. Considero questa parte una parentesi aperta in un discorso ancora tutto da costruire, dove ho tentato di individuare alcuni punti fermi nella pratica del metaprogetto del museo diffuso.
"Tra la norma e il territorio", è la terza parte dell'elaborato in cui analizzano gli strumenti urbanistici di cui le istituzioni si servono per governare ed indirizzare l'uso del territorio nei diversi livelli (Regione e Provincia) e come questi interagisco con i veri problemi del territorio.
L'ultima parte è la parte dedicata alle conclusione ed alle analisi finali, è la parte in cui il caso studio viene proiettato verso il futuro, esaminando le sue prospettive e formulando ipotesi di integrazione territoriale.
Consapevole dei limiti che questo lavoro possa avere, spero che questo elaborato possa essere, come lo è stato per me, uno spunto di riflessione, un'occasione per ripensare e dare un senso più pieno al rapporto che abbiamo con l'ambiente che ci circonda e con il territorio, che nel mio caso è il mio territorio.
Relatori
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