The Tempelhof airport building as incubator to address Berlin’s housing crisis
Marta Lanfranco
The Tempelhof airport building as incubator to address Berlin’s housing crisis.
Rel. Angelo Sampieri, Raoul Bunschoten. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
Questa tesi nasce dall'esperienza didattica che ho svolto all'estero, in Germania, nel mio ultimo anno accademico presso la Technische Università Berlin. Berlino è una città ospitale. Durante il periodo che vi ho vissuto, non mi sono sentita soltanto una studentessa straniera, o una turista, ma (quasi) una vera berlinese, tanto che ho avuto anche occasione di votare per le elezioni del mio quartiere. Grazie a questo mio intenso coinvolgimento, consentitomi dal progetto internazionale 'Erasmus', ho avuto modo di osservate le importanti trasformazioni che stanno investendo la città, a qualche decennio dalla caduta del muto. Colpita dalle evoluzioni in atto, ho pensato di approfondite il dibattito attorno ad uno dei luoghi più discussi della capitale: l'area di Tempelhot e in particolare l'ex scalo aeroportuale, considerato oggi "monumento storico' e costantemente oggetto di dibattiti cittadini.
Il lavoro di progettazione e ricerca è cominciato all'interno del laboratorio di progettazione 'City Lab - City Maker' svolto presso la Technische Universitat e diretto dal prof. Raoul Bunschoten. Questa esperienza è stata l'occasione per avvicinarmi ancor più alla città di Berlino e per approfondire temi mai affrontati nella mia carriera universitaria. Intatti durante l'unità di progetto ci è stata lanciata una vera e propria sfida: riuscite ad applicare temi controversi come Industry Production line e Modular building kit all'architettura moderna e all'urbanistica di una città in forte evoluzione come Berlino fino a giungere allo studio dell'aerea di Tempelhot, in particolare all'edificio dell'aeroporto. Il lavoro è stato approfondito in esperienze di gruppo quanto individualmente.
Berlino è una città segnata da popolazioni in transito. In particolare, adesso, la città sta vivendo un importante afflusso di nuovi arrivi, tra cui rifugiati e richiedenti asilo. Al contempo, soffre di una storica carenza di alloggi, ora aggravatasi. L'introduzione di nuove tecnologie potrebbe aiutare a migliorale la situazione. Affinché ciò avvenga, la città ritiene importante la partecipazione del pubblico ai processi da attivare, ad esempio piattaforme open source per attrezzare le persone degli strumenti necessari per entrare nella discussione di progettazione della città. I cittadini devono essere istruiti all'architettura, devono essere forniti loro gli strumenti necessari per comprendete e per partecipare alla trasformazione della città. Ecco poiché la scelta di introdurle workshop aperti al pubblico in aree localizzate della città. Prima fra tutte il grande edificio dell'aeroporto di Tempelhol.
La decisione di utilizzare quest'area eoa importante nasce dall'obiettivo di tare di questa esperienza un caso esemplare, di possibile ampia divulgazione. Il progetto è legato maggiormente ad una parte dell'edificio, l'hangar 7, e al suo ipotetico riutilizzo degli spazi interni essendo questi adattabili a svariate destinazioni d'uso grazie alle sue grandi dimensioni. La scelta di voler lavorare solo sull'edificio, ad ora per lo più inutilizzalo, e non sul grande parco dell'aeroporto è giunta per volere dei cittadini berlinesi che con un referendum hanno votato contro una possibile rifunzionalizzazione dell'area. Studiate le varie ipotesi progettuali in corso, questa tesi vuole partecipare allo sviluppo futuro dell'area attraverso idee aperte a possibili integrazioni e modifiche.
Nell'ipotesi di questa tesi, l'aeroporto diventa uno spazio per la concezione, prototipazione e show-case della produzione del sistema di costruzione modulare e per la produzione digitale. In questo luogo i cittadini sono invitati a partecipare alla produzione urbana come ad una fiera, osservando ed eventualmente personalizzando le proprie unità abitative in corso di progettazione.
La linea di produzione, che trova luogo nell'immenso hangar dell'ex scalo aeroportuale, è mirata alla creazione di nuove tipologie edilizie che possano essere collocate nei sessanta siti dichiarati disponibili per lo sviluppo di alloggi modulari, Modulare UnterKünlte (MUF) Senatsliste, dalla lista rilasciata dal Senato di Berlino.
Il nome del progetto che questa tesi propone, 'Loop", deriva dalla progettazione di un sistema di auto-evoluzione che elabora feedback; basati sul comportamento umano, in tempo reale, per ottimizzare la capacità di utilizzare lo spazio (della casa, dell’edificio, della città) in modo operativo e aperto. L' idea ha lo scopo di ridiscutere una fabbricazione tradizionale di tipo top-down. Nel progetto i cittadini progettano intatti, per lo meno in parte, lo spazio in cui vogliono vivere, tanto che ogni unità abitativa ha la possibilità di diventare un oggetto unico, ordinato su misura dall'abitante stesso. Questo sistema ha la pretesa di ottenere un tale obiettivo celebrando la reintroduzione della grande industria manifatturiera in Tempelhof come spazio sociale pubblico, sviluppando network e infrastrutture, per l'implementazione di settore 4.0 e la personalizzazione di massa. Ecco quindi spiegata l'applicazione all'aeroporto di Tempelhot e ai sessanta siti selezionati dalla ricerca secondo i tre temi indicati, Industry Production line e Modular Building Kit.
Grazie all'apporto dei docenti della Technische Universität Berlin, con i quali ho discusso il progetto, e a WBM Housing Associations, ho potuto attingere, durante la mia permanenza a Berlino, a fondi bibliografici e materiale tecnico di cui avevo bisogno per conoscere il sito e per potermi misurare con un tema così problematico come questo. I problemi non sono, come ovvio, solo di natura tecnica. Muovono questioni sociali, economiche e politiche importanti, oggetto di critiche spesso radicali, che questo lavoro di tesi piova a Mare solo marginalmente. Mi sembra di poter dire a riguardo che la città di Berlino si appresti ad affrontare tali problemi con un estremo pragmatismo. Forse non basta, ma in questa fase di chiusura del mio percorso universitario, mi è sembrato utile farne tesoro, provando quindi a pensare che il sistema Loop non sia solo una visione surreale di come la città potrebbe evolversi, ma anche un'idea per lo meno un po' rivoluzionaria.
Relatori
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