Mondovì e il suo ospedale : trasformazioni urbanistiche e sociali tra '700 e '800
Eleonora Brovia
Mondovì e il suo ospedale : trasformazioni urbanistiche e sociali tra '700 e '800.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
Per poter comprendere le vicende urbanistiche che interessarono Mondovì nel corso del XIX secolo, occorre prima di tutto comprendere le relazioni che intercorrono fra la città ed il territorio che la circonda. Mondovì, infatti, si presenta parte sul colle, parte su un piano. Proprio questa divisione fisica fu la causa di invidie, rivalità e lotte interne che caratterizzano la storia di Mondovì fin dai tempi della sua fondazione, e che ne influenzarono anche la storia urbanistica. Mondovì non è divisa solo orograficamente dalla presenza della collina di Piazza, il borgo più antico della città, sede di conventi, delle scuole, dei collegi e delle caserme, del vescovado e del seminario, degli uffici amministrativi, e delle residenze nobiliari, ma si articola anche nei borghi di Carassone e Borgatto, alle due estremità dell'insediamento, separati dai Piani (Breo e Pian della Valle) dal torrente Ellero e dalla strada che corre lungo la costa della collina. Goffredo Casalis offre una chiara immagine datata 1841 della composizione dei vari borghi che costituiscono Mondovì: il Borgatto giace tra i fiumi Ellero e Ermena. Nei secoli precedenti era assai più popoloso ed era protetto da una cinta muraria. Anche se si trova accanto agli altri piani, ne resta separato, col solo collegamento delle strade che attraversano i ponti. Oltrepassato l'Ellero si giunge al Rinchiuso, attraversato dalla strada che porta a Cuneo. Tra il monte e la riva sinistra dell'Ellero, la stretta lingua di terra ospita due sobborghi. Uno di questi è Pian della Valle, un tempo protetto verso nord-est dalle mura. Senza soluzione di continuità si passa dal Pian della Valle al sobborgo di Breo, sede dei commerci e dell'artigianato. In esso si svolge gran parte della vita cittadina. La sua contrada principale lo attraversa per condurre, al di là del ponte sul fiume, al borgo delle Rive, dal quale bisogna passare per raggiungere Cuneo, in una direzione, Torino, nell'altra. Infine Carassone, situato in piano alla falda del monte verso levante, in passato cinto da mura. Sobborgo povero, tanto da generare un proverbio che Giuseppe Baruffi riporta così: chi vuol darsi alla disperazione vada ad abitare il Borgatto o Carassone. Vi vivevano gli operai, i manovali e i diseredati.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
