L'accoglienza dei migranti in Sicilia : proposta di un sistema innovativo Hotspot-Hub per Pozzallo
Giada Francesca Arduino, Costanza Canuto
L'accoglienza dei migranti in Sicilia : proposta di un sistema innovativo Hotspot-Hub per Pozzallo.
Rel. Francesca De Filippi, Carlo Ostorero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
L’oggetto della tesi di laurea Magistrale in Architettura per il Progetto Sostenibile tratta un tema tanto attuale quanto complicato e delicato: l’accoglienza dei migranti in Italia e più nello specifico l’accoglienza nel porto di Pozzallo in Sicilia.
Nell’ultimo decennio migliaia di uomini, donne e minori non accompagnati sono sbarcati, attraverso il mar Mediterraneo, in Italia e in Europa per fuggire da gravi violazioni dei diritti umani, da guerre, conflitti e persecuzioni in cerca di un luogo sicuro.
Questi recenti avvenimenti e il continuo spostamento di persone attraverso le frontiere del continente europeo danno forma ad un nuovo assetto geografico della mobilità umana e anche un nuovo assetto di quei paesi che ospitano le masse. La maggior parte delle persone scappa perché nel loro paese d’origine ci sono guerre internazionali o guerre interne e tensioni pericolose.
Le risposte delle nazioni a questo fenomeno sono due: la prima è stata definita “la non-accoglienza” che riguarda un atteggiamento di esclusione e chiusura nei confronti di queste persone, manifestata molto spesso attraverso la costruzione di muri e barriere. La seconda risposta al fenomeno è invece “l’accoglienza” che è il tema sviluppato all’interno della tesi.
Il sistema accoglienza italiano che è suddiviso in tre fasi: primissima assistenza (Hotspot), prima accoglienza (Hub) e seconda accoglienza (SPRAR).
È stato scelto come oggetto della tesi il porto di Pozzallo perché è uno dei principali porti di sbarco d’Italia, qui infatti è presente una delle cinque strutture Hotspot italiane, di cui Medici Senza Frontiere ha redatto un rapporto evidenziando la natura dei diversi problemi con cui l’organizzazione si è confrontata durante la permanenza nel centro.
Gli aspetti critici riscontrati all’interno dell’Hotspot di Pozzallo e in generale nel sistema d’accoglienza italiano sono stati isolati, valutati e si è tentato di dare una risposta attraverso alcuni criteri architettonici che sono la sostenibilità economica e la reversibilità degli spazi, ricercati attraverso l’uso del container High Cube nelle misure da 12 e 6 metri.
La tesi propone di dare un contributo architettonico in termini di emergenza, con l’utilizzo di risorse minime, andando a riorganizzare il sistema accoglienza dell’Hotspot di Pozzallo, limitando in questole funzioni di carattere sanitario e identificativo, e affiancando ai rifugiati in ogni fase del processo i mediatori culturali. All’Hotspot è stato associato un centro accoglienza Hub, luogo pensato per non essere solamente un luogo di attesa, ma che sia un luogo vivibile dove vengono dati ai rifugiati gli strumenti per una prima integrazione nel Paese. Quindi all’interno dell’Hub sono state integrate alcune funzioni del sistema di seconda accoglienza SPRAR e per questo motivo possiamo collocare il progetto tra prima e seconda accoglienza.
Un elemento importante, in ogni fase del progetto, è la separazione di genere: infatti subito dopo lo sbarco i rifugiati vengono divisi in tre categorie che sono uomini, donne e famiglie e minori non accompagnati. Queste tre categorie seguono tre percorsi separati e hanno aree a loro dedicate in tutto il progetto.
Il sistema di accoglienza progettato non è stato pensato solo per la città di Pozzallo ma può essere replicabile in tutti quei luoghi in cui è già presente un Hotspot o in cui ci sia la necessità di realizzare un Hub. Per quanto riguarda il progetto architettonico del centro accoglienza i due criteri di progetto che dovrebbero essere seguiti sono la reversibilità e la sostenibilità economica, da ricercare attraverso una scelta tipologica e tecnologica specifica per il luogo. Infine, nonostante il fenomeno migratorio sia un problema principalmente politico e programmatico, la progettazione dello spazio non dovrebbe
essere secondaria per l’accoglienza e l’architettura potrebbe dare una soluzione al problema ponendo in primo piano le necessità delle persone e traducendole in un progetto.
- Abstract in italiano (PDF, 475kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 503kB - Creative Commons Attribution)
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