Proposta progettuale per una Residenza Socio Assistenziale a Mappano
Fabio Rusalen
Proposta progettuale per una Residenza Socio Assistenziale a Mappano.
Rel. Elena Tamagno. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Il lotto di progetto è sito a Mappano, centro suddiviso in quattro sezioni amministrative: Borgaro, Caselle, Leinì e Torino. L'area si presenta come una zona campestre caratterizzata dalla presenza di una zona di bassi fabbricati industriali a sud-est, a est un campo sportivo e a nord-est edilizia popolare, a ovest, in lontananza si intravede la tangenziale Torino - Caselle. Avendo una tradizione contadina vi sono numerose cascine, per alcune delle quali è previsto il restauro, in quanto rientrano nel programma di interventi previsti dal Ministero dei Lavori Pubblici e della Comunità Europea, nell'ambito del progetto di "tangenziale verde". La finalità principale è la creazione di un Parco intercomunale di connessione tra Parchi Urbani (a Borgaro e Torino) e Regionali (La Mandria e Parco del Po) che costituisca corridoio ecologico e ambientale, all'interno di un paesaggio a destinazione prevalentemente agricola attraversata da assi viari, aree urbanizzate e industriali.
Il PRUSST assegna alla tangenziale verde la finalità primaria di compensazione ecologica della piattaforma industriale di Stura
Si è scelta la forma di una corte aperta per due motivi:
1. Un richiamo alle cascine presenti nelle vicinanze
2. Garantire un'area verde fruibile dagli utenti della struttura.
L'edificio si sviluppa su tre piani fuori terra di diverse altezze: il piano terra ha un'altezza di quattro metri, mentre gli altri due piani di tre metri, ognuno dei quali possiede una terrazza o un giardino pensile progettato al fine di garantire, anche ai soggetti non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti di godere delle
zone all'aperto; al piano terra il giardino interno è delimitato da un porticato che corre intorno a tutta la struttura.
L'edificio è stata suddiviso in tre aree differenti:
I. Area Funzionale destinata alla Valutazione e Terapia, che coincide con l'Area dei Servizi Sanitari descritta nel DPCM del 1989;
2. Area Funzionale destinata alla Socializzazione, che comprende tutti gli spazi destinati alle attività sociali collettive;
3. L'Area Funzionale destinata alla Residenza è costituita da dodici unità spaziali (il DPCM del 1989 ne indicava dieci) ed è caratterizzata da uno schema distributivo sostanzialmente unitario.
La zona centrale dell'edificio al piano terra, è stata pensata con un doppio ingresso: uno anteriore, al quale si giunge dal percorso pedonale coperto da una pensilina costituita da un tetto a due falde, e una posteriore per l'accesso veicolare. In prossimità dell'atrio sono previsti una serie di piccoli negozi e l'ufficio amministrativo. Procedendo dall'ingresso verso destra del complesso edilizio, al piano terra, si trova l'area Valutativa per le terapie, volutamente sovradimensionata per sopperire alla carenza di strutture geriatriche in zona, terminando con il locale per il culto con tutte le strutture necessarie ad espletare le sue funzioni (camera di preparazione delle salme, camera mortuaria e un locale di attesa per i parenti del defunto). Dall'ingresso, svoltando, invece a sinistra verso ovest, si trovano di posizionare gli spazi di Socializzazione all'interno dei quali sono stati inseriti i servizi comuni (come la cucina, lo spogliatoio per i dipendenti, i locali di deposito per il ritiro e il deposito della biancheria sporca/pulita) posti in un corridoio parallelo a quello comune in modo da evitare interferenze con i flussi di ospiti e visitatori. L'ala ovest termina con una grande sala polivalente. Salendo ai piani superiori attraverso i quattro ascensori e ai vani scala, si accede ai nuclei degli ospiti con i locali di riferimento dei vari nuclei residenziali. Al primo piano si trova il nucleo Alzheimer che dispone al di sopra della sala polivalente un giardino pensile, in quanto i ricoverati non hanno la possibilità di circolare liberamente a causa della loro patologia e quindi di usufruire del giardino al piano terreno.
Ogni nucleo è dotato di una cucina, di una infermeria con una sezione dedicata allo stoccaggio del materiale sanitario, due piccoli locali per il deposito della biancheria pulita e sporca, una sala da pranzo e una sala comune.
Le due ali, quella ovest e quella est, sono collegate da un corridoio vetrato per due piani che, per rimanere fedele allo stile delle cascine presenti in zona, appare scandito da grandi aperture che ricordano i fienili. L'impianto di riscaldamento utilizza la presenza della falda freatica a soli cinquanta centimetri dalla quota zero, ed è costituito dalle pompe di calore che, generano calore e riscaldano gli ambienti, utilizzando l'energia elettrica prodotta dai panne fotovoltaici sistemati su parte del tetto.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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