Ivrea, un'eredità industriale da reinventare : progetto di recupero degli stabilimenti ex Elea nel quartiere San Lorenzo
Greta Ferraris, Annalisa Franco
Ivrea, un'eredità industriale da reinventare : progetto di recupero degli stabilimenti ex Elea nel quartiere San Lorenzo.
Rel. Silvia Gron, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
PREMESSA
Il fenomeno della dismissione industriale, che nel tardo Novecento ha investito il territorio nazionale, ha determinato un nuovo modo per pensare la città.
lasciti dell'industrializzazione, causati dalle nuove dinamiche economiche dei mercati europei e dal cambiamento dei processi produttivi, costituiscono oggi un patrimonio abbandonato inserito nel denso tessuto urbano. L'ingente quantità di stabilimenti industriali dismessi rappresenta infatti un'occasione, una risorsa per reinterpretare parti di città, misurandosi con il contesto storico e geografico.
progetto di riqualificazione si indirizza perciò verso il reinserimento di queste porzioni abbandonate di tessuto urbano, simbolo del passato industriale e emblema del lavoro, all'interno del meccanismo di trasformazione della città. Questo può avvenire tramite il progetto di recupero degli edifici, al fine di inserirvi nuove funzioni, compatibili con il manufatto edilizio e con le esigenze nascenti dei cittadini.
La città di Ivrea rappresenta un caso emblematico di questo fenomeno. Il passato industriale che ha caratterizzato il Novecento cittadino, ha visto il susseguirsi di realtà di minor entità, fino a giungere alla potenza e al prestigio in campo internazionale dell'Olivetti.
Negli anni '90, il repentino processo di deindustrializzazione, dovuto al fallimento dell'azienda elettronica, ha comportato l'abbandono di ingenti porzioni di tessuto urbano, dislocate nella città e nell'intero territorio canavesano. L'esteso patrimonio edilizio ereditato dall'Olivetti, caratterizzato da elevate qualità architettoniche provenienti dal lavoro di architetti di fama internazionale, rappresenta per gli abitanti eporediesi il simbolo della vita quotidiana e il contesto spaziale delle pratiche cittadine. Tuttavia, questi contenitori, a causa delle dimensioni inadeguate alle nuove esigenze industriali, hanno riscontrato, negli ultimi decenni, grandi difficoltà a trovare una nuova funzione adeguata.
Non meno importanti sono le realtà industriali di minor rilevanza, come la Manifattura Rossari & Varzi, le Argenterie Diatto, le Soie di Chàtillon e le Officine Meccaniche Zanzi, che nel corso del secondo dopoguerra hanno causato l'abbandono di porzioni di tessuto urbano, inserite nel fitto contesto cittadino consolidato.
La creazione di grandi vuoti urbani, come il caso di Montefibre a sud del fiume Dora, ha determinato la nascita di grandi progetti di trasformazione e riqualificazione, che solo in poche occasioni si sono concretizzati.
In linea con le tendenze europee, i progetti di rifunzionalizzazione nell'ambito eporediese, aspirano tuttavia a sfruttare la flessibilità del contenitore edilizio mediante l'inserimento di una mixitè funzionale in chiave culturale, legata alle attività commerciali e terziarie. Questo tentativo assume un aspetto strategico, rivolto alla restituzione di queste aree abbandonate ai cittadini, mediante la creazione di nuovi luoghi attrattivi che esaltano la memoria delle strutture esistenti, senza comprometterne l'aspetto morfologico e architettonico.
La sfida diventa perciò quella di sviluppare un progetto di riqualificazione urbana per l'area Ex Elea in San Lorenzo a Ivrea, attraverso un intervento di rifunzionalizzazione degli stabilimenti industriali oggi dismessi. La scelta del tema in analisi è supportata inoltre dalla redazione, nell'ottobre 2015, di un Progetto di Coordinamento da parte del Comune di Ivrea, che esplicita l'imminente necessità di reinserire l'area nelle dinamiche di trasformazione della città di Ivrea, volendo comunque rievocare la memoria storica, nelle diverse fasi della sua industrializzazione.
Relatori
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