Riqualificazione e recupero dell'ex-Macrico a Caserta
Paolo Izzo
Riqualificazione e recupero dell'ex-Macrico a Caserta.
Rel. Manuela Mattone, Valerio Roberto Maria Lo Verso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Per ciò che concerne l'edilizia italiana, l'attuale situazione, rileva diverse problematiche che riguardano l'eccessivo consumo del suolo, poiché, purtroppo quest'ultimo non viene inteso come una risorsa esauribile.
La speculazione edilizia, frutto del rapporto tra il potere politico/amministrativo e quello economico è un modus operandi nazionale, anzi mondiale, a cui si dovrebbe porre fine.
In Italia è presente un enorme patrimonio edilizio, il quale comprende sia edifici di interesse storico e artistico che impianti costruiti per i grandi eventi e poi lasciati all'abbandono, nonché agli edifici ex militari anche essi lasciati in disuso.
Queste strutture abbandonate, secondo una stima di Legambiente, arriverebbero a oltre i 5 milioni.
Per questo motivo negli ultimi anni questa "piaga" è stata oggetto di discussione, con la conseguente partenza di diversi progetti, alcuni andati a buon fine altri meno, ad esempio nel giugno 2012 è stato avviato il cosiddetto Piano Città, con la selezione di 28 progetti per un intervento da 4,4 miliardi di euro complessivi, tra fondi pubblici e privati.
Ad oggi, sarebbe pronta anche la riforma urbanistica che, insieme alla legge sul consumo di suolo, dovrebbe tracciare il nuovo profilo dei nostri centri urbani.
Molti sono gli esempi di riqualificazione da seguire. Ad esempio nella città di Torino ne esistono diversi casi, dal Lingotto alla trasformazione di numerose ex aree industriali, tra i quali si sono visti i piani di spina realizzati, come il parco Dora a nord della città: un importante esempio di un'ampia area riconvertita e restituita alla realtà urbana.
"La riduzione progressiva del suolo consumato, per arrivare a zero nei prossimi trenta anni", ha scritto Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, deve perciò obbligatoriamente e contemporaneamente incentivare il riuso delle aree urbanizzate, trasformando, densificando, demolendo e ricostruendo".
L'obiettivo, quindi, per rendere l'Italia un paese migliore, da questo punto di vista, dovrebbe essere quello di intervenire su questi casi in disuso e non sui terreni liberi, in questo modo potrebbe essere risanato un settore, quello dell'edilizia, che più degli altri sta subendo questo periodo di crisi.
Il progetto sviluppato in questo elaborato di tesi nasce appunto dalla volontà di rendere accessibile quest'area in stato di abbandono sita nel centro di Caserta denominata "Ex Ma.C.Ri.Co", la scelta è mirata a migliorare la qualità della vita della popolazione Casertana, riqualificare il lotto in disuso ormai da decenni ed incentivare il riuso, restaurando gli edifici presenti all'interno, evitando così il consumo del suolo.
Il futuro di quest' area ha da sempre costituito un motivo di forte dibattito, anche politico, nella Città, caratterizzato da una partecipazione particolarmente attiva da parte dei cittadini e dei vari comitati sorti all'uopo.
Concretamente il progetto si propone una soluzione sostenibile che cerca di perseguire determinati obbiettivi e risolvere alcune problematiche che colpiscono la città.
Adottare forme sostenibili per la gestione ambientale;
Attuare un programma di riqualificazione ambientale dell'area verde aumentando la fruibilità sociale e turistica;
Favorire il recupero delle zone degradate della città dando priorità alla creazione di zone verdi che possano ospitare funzioni attrattive;
Riqualificare gli edifici presenti all'interno del lotto sviluppando degli spazi versatili che rispondano alla maggior parte delle richieste dei cittadini e degli enti ai quali si possano affittare;
In pratica il progetto si propone come un grande spazio pubblico in grado di connotare una nuova identità urbana tale da porsi come catalizzatori di attività culturali e ricreative con spazi di socializzazione e accoglienza, promuovendo così la qualità urbana attraverso la generazione di una nuova centralità, caratterizzata da importanti significati di natura urbanistica sociale e ambientale.
Relatori
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