Danilo Dolci architetto : dal circolo maieutico alla città territorio : percorsi maieutici alla ricerca di un agire evoluzionario
Lorenzo Bottiglieri
Danilo Dolci architetto : dal circolo maieutico alla città territorio : percorsi maieutici alla ricerca di un agire evoluzionario.
Rel. Giuseppe Cinà, Cesare Moreno, Francesco Careri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
L'obiettivo principale che questa ricerca si propone è quello di dimostrare come ogni azione e ogni avvenimento nella vita di Danilo Dolci, si colleghi ad ogni altro e concorra all'arricchimento del suo progetto di vita. Portato avanti con coerenza durante tutta la sua azione. Il delinearsi dunque, di un vastissimo arcipelago di azioni, riflessioni e opere realizzate durante gli anni. Tutte legate dal medesimo obiettivo, tutte aventi la stessa direzione. Quello che si vorrà fare dunque, sarà definire l'opera di Dolci, come un opera di vita, in cui ogni avvenimento è legato in maniera inscindibile a tutti gli altri.
Per fare questo si è proceduto attraverso due approcci, distinti ma non paralleli. Il primo è un'approfondita ricerca bibliografica direttamente sui testi dell'autore, analizzando e ricostruendo i principali fatti e le principali azioni portate avanti durante tutta la sua opera di vita. Si sono consultate oltre alle pubblicazioni dello stesso autore, anche gli interventi e gli apporti provenienti dai sostenitori di Dolci, come Aldo Capitini, Norberto Bobbio, Bruno Zevi, Piero Calamandrei, Carlo Levi, Ernesto Treccani. Ma anche Lewis Mumford, Ernst Bloch, Erich Fromm e molti altri. Molta importanza viene data alla rivista L'architettura, di Bruno Zevi che ha dedicato negli anni diversi articoli ed editoriali all'opera di Dolci, definendola "una nuova strada dell'architettura"
Si è da subito notata una grande lacuna nello studio del personaggio in testi recenti per quanto riguarda le discipline dell' Architettura e dell' Urbanistica. Viene raramente citata la formazione architettonica di Dolci ed è ancora meno studiata. Sono ampiamente studiate invece le implicazioni sociologiche, pedagogiche, educative, I' attivismo e la poetica in notevoli saggi e scritti. Essendo questa una tesi di Architettura e Urbanistica, si è reso necessario ricercare in- vecequalisonoleimplicazionidituttequestediscipline,compresalapoesia,neldiscorso architettonico e urbanistico portato avanti negli anni da Danilo e dai suoi collaboratori. In particolare si citano i contributi di Gabriele Corsani, Laura Guidi e Giorgio Pizziolo che portano avanti da anni una ricerca incrociata sui temi del pianificare, del paesaggismo e della città territorio.
Così si è proceduto nel ricostruire la sua vita in quattro distinte fasi: dagli anni della formazione e la costruzione della Città di Dio, a Nomadelfia, sino all'arcipelago di azioni che si verificheranno in Sicilia negli anni '50, per arrivare poi alla definizione di Città territorio e al Piano disviluppo democratico del '68, per finire si ricostruirà l'ultima esperienza di Dolci, il Centro educativo sperimentale di Mirto che andrà avanti sino all'inizio degli anni '80. Come si vedrà nella trattazione, queste fasi che ad una prima analisi potrebbero risultare isolate, sono invece profondamente intrecciate fra loro. Ogni azione delinea in maniera propedeutica le azioni successive. Dai ragionamenti, dalle riflessioni, dalle riunioni avute nei primi anni '50 e '60 si svilupperanno azioni e progetti più tardi, come traduzioni di un processo maieutico portato avanti per decenni. Lo sforzo maggiore si è concentrato nell'individuare le fonti, dello stesso autore negli anni della formazione e delle azioni in Sicilia, riproponendo alcuni brani per una lettura di prima mano, evidenziando così, come l'opera del Piano di sviluppo sia stata generata da anni di ricerche sul campo, dalle riflessioni contenute in Verso un mondo nuovo del '63. Ricerche maieutiche, come le degnerebbe Dolci stesso.
Per rendere giustizia all'insegnamento di Danilo Dolci e dunque analizzarne I 'opera di vita, bisognerà procedere con ordine e con metodo. Facendo fede agli atti ufficiali e storici, ricercandone le fonti, individuando fatti e architetture chiave. Collegandoli quindi al pensiero dell'autore stesso, il quale attraverso un impegno che si potrebbe definire super-umano nel comunicare la sua opera ha documentato ed elaborato tutto il suo operare spesso quasi in contemporanea con l'agire stesso. Ora questo patrimonio è conservato e diffuso negli innumerevoli scritti privati, nelle lettere agli amici, nei numerosi convegni e seminari tenuti al Borgo (tutti dattilo scritti, registrati e catalogati), nelle pubblicazioni ufficiali e non ultimo nella memoria delle persone che lo conobbero e che collaborarono con lui.
L'opera di Dolci dunque è composta, e frammentata, da un innumerevole quantità di documenti, registrazioni audio, progetti, scritti, discorsi, pensieri ecc. difficilmente reperibili e dislocati lungo tutto il suo percorso. Dall'archivio-bunker di Nomadelfia in Maremma alla Sicilia occidentale, nel Borgo e nella Scuola di Mirto, nel Centro di Sviluppo Creativo a Palermo, a Partinico nella scuola comunale.. Ma anche in un armadietto di un impiegato del comune di Trappeto, ex collaboratore di Danilo, nelle biblioteche e nelle fondazioni in cui sono sparse le pubblicazioni dei centri (prò manoscritto- in ciclosile) sui convegni e i seminari, inviate allora in tutto il mondo. Nella biblioteca di Torino per fare un esempio, ho rinvenuto uno di questi preziosi plichi di fogli in ciclostile, semi-mummificato, prezioso dunque non per la materia che lo compone, bensì per le informazioni in esso contenute e riprodotte in allegato alla tesi.
Il secondo approccio di ricerca, che come si è detto non corre parallelo, ma bensì si intreccia con la ricerca bibliografica e la verifica nella realtà, si è portato avanti grazie alla collaborazione con due associazioni/collettivi.
Il primo interlocutore è Cesare Moreno, fondatore dei Maestri di Strada, una associazione onlus che si occupa principalmente di dispersione scolastica e di formazione dei docenti. Il metodo messo a punto negli anni dai Maestri di Strada ha molti punti di contatto con l'esperienza di Dolci e Cesare mi ha seguito in tutto il mio percorso, consigliandomi e accompagnandomi nei vari incontri con i collaboratori di Dolci.
Un altro contributo fondamentale è stato apportato dal collettivo Stalker, principalmente nelle figure di Francesco Careri e di Lorenzo Romito. Il collettivo Stalker, porta avanti dagli anni '90 azioni di arte urbana, esplorazioni e passeggiate per le periferie di Roma e successivamente in tutto il mondo. Nel 2011 Stalker ha proposto e organizzato la Marcia verso un Mondo Nuovo in Sicilia, ispirandosi alla famosa marcia organizzata da Dolci nel '67; mettendo insieme tutte le esperienze che ancora oggi portano avanti l'eredità di questo personaggio.
Così si è cercato di ricostruire tutti i fatti ritenuti principali della vita dell'autore e collegati alle architetture, ai luoghi e ai tempi in cui si svolsero, in un mio pellegrinare, sulle tracce di Danilo. Devo ammettere che ho spesso abbandonato il tracciato di una ricerca accademica e ordinaria, svolta nelle biblioteche e nelle aule dell' università per ritrovarmi sul campo, fra associazioni e onlus, collettivi di ricerca artistica e di attivismo urbano, nei luoghi degli ultimi, alle frontiere e ai margini della nostra contemporaneità in rovina, preda dello spreco.
La trattazione procede illustrando le principali fasi della vita di Dolci, intrecciandole con i fatti passati e futuri che le hanno influenzate e aiutato nella loro formazione ed esecuzione. Si è proceduto, come si è detto nel contattare i principali collaboratori ancora in vita di Danilo, e le esperienze che oggi fanno del suo messaggio un modello da seguire. Dunque non solo una ricerca bibliografica, ma una vera e propria ricerca sul campo, andando direttamente alle fonti e proponendo una lettura di prima mano di alcuni testi fondamentali.
Si sono incontrati durante la ricerca: Sergio di Nomadelfia, la quale intervista è riportata in questa tesi. Questo apporto è stato fondamentale per ricostruire i fatti e le evidenze di quel periodo che sarebbero altrimenti andate perdute.
I figli di Danilo, maggiormente impegnati nel portare avanti la sua eredità. Amico, Libera e Cielo. Con loro si è proceduto all'esplorazione dei luoghi di Dolci, dalle valli del Belice al Borgo di Dio. Alcuni fra i principali collaboratori, come Lorenzo Barbera, Alfredo Rubino, Renate Zweigh e Benedetto Zenone.
Per ogni capitolo, che individua una fase della vita di Dolci, si è identificato un luogo, un'architettura chiave che viene assunta come epicentro di una costellazione di avvenimenti che ruotano attorno alla sua costruzione.
Relatori
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